Gestione dell’immigrazione: la commissione delle istituzioni politiche ignora la volontà del popolo

Set 8 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 332 Visite • Commenti disabilitati su Gestione dell’immigrazione: la commissione delle istituzioni politiche ignora la volontà del popolo

Logo UDC

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-CN) ha discusso per tre giorni sull’applicazione dell’articolo costituzionale approvato da popolo e cantoni sulla gestione dell’immigrazione. Il mandato costituzionale approvato dal sovrano esige l’applicazione del principio della preferenza nazionale, dei tetti massimi e contingenti annuali, come pure una gestione autonoma dell’immigrazione, tenendo conto degli interessi globali della Svizzera. Ma il progetto d’applicazione che la CIP-CN ha appena presentato non corrisponde in alcun modo al mandato costituzionale. In realtà, la commissione ha completamente ignorato la volontà popolare e rifiutato di prendere in considerazione le gravi conseguenze di un’immigrazione smisurata.

I membri UDC della commissione non sono riusciti a far passare le loro proposte per un’applicazione costituzionalmente conforme dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, dunque per una gestione autonoma dell’immigrazione che riduca sensibilmente quest’ultima. La “preferenza nazionale light” facoltativa proposta dalla CIP-CN è del tutto insufficiente di fronte al costante aumento del numero di disoccupati fra gli stranieri e fra le persone di oltre 50 anni. L’unico effetto di questa misura è d’imporre un obbligo di annunciare i posti di lavoro a partire da un valore-soglia ancora da definire, altrimenti niente. Ma, nonostante questo obbligo di annuncio, sarà comunque possibile assumere manodopera estera, per cui questa misura è totalmente inefficace.

Il progetto d’applicazione della CIP-CN non comporta alcuna misura legale che istituisca una gestione autonoma dell’immigrazione. In realtà, la commissione fa un atto di sottomissione ai burocrati di Bruxelles, decidendo che delle misure saranno prese solo se il comitato misto UE/Svizzera è d’accordo. Concretamente, la commissione propone che, in caso di problemi economici e sociali gravi, siano sì prese delle “misure correttive”, ma sempre a condizione che Bruxelles sia d’accordo. Ma la Costituzione esige esplicitamente dei tetti massimi e dei contingenti annuali, come è già il caso per gli immigranti provenienti dai cosiddetti Stati terzi (fuori dall’UE).

La commissione calpesta la norma costituzionale approvata da popolo e cantoni, che esige una gestione dell’immigrazione. Il più grave è poi che sostiene la nuova interpretazione secondo la quale il diritto internazionale, quindi tutti i trattati internazionali, primeggia sulla Costituzione del nostro paese. In altre parole, la nostra Costituzione federale non vale più niente e il popolo è privato della massima parte del suo potere legislativo. Per la maggioranza della commissione, la democrazia diretta è buona solo per fare dei sondaggi d’opinione.

L’UDC è pure delusa dal fatto che il progetto d’applicazione della CIP-CN non combatte assolutamente gli abusi delle istituzioni sociali e non limita il ricongiungimento familiare.

Il gruppo parlamentare UDC discuterà in dettaglio questo progetto in occasione della sua seduta del 13 settembre 2016. Se il Parlamento non vi apporterà delle modifiche fondamentali nel senso delle proposte minoritarie dei membri UDC della commissione, l’UDC combatterà questo progetto di legge.

L’UDC tiene anche a sottolineare che si riserva la possibilità di lanciare un’iniziativa popolare chiedente la rescissione dell’accordo di libera circolazione delle persone con l’UE.

Per chiarezza, richiamiamo quanto enuncia l’articolo costituzionale

Dall’accettazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa del 9 febbraio 2014, è in vigore un nuovo articolo 121a, le cui esigenze sono le seguenti:

1 La Svizzera gestisce autonomamente l’immigrazione degli stranieri.

2 Il numero di permessi di dimora per stranieri in Svizzera è limitato da tetti massimi annuali e contingenti annuali. I tetti massimi valgono per tutti i permessi rilasciati in virtù del diritto degli stranieri, settore dell’asilo incluso. Il diritto al soggiorno duraturo, al ricongiungimento familiare e alle prestazioni sociali può essere limitato.

3 I tetti massimi annuali e i contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un’attività lucrativa devono essere stabiliti in funzione degli interessi globali dell’economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri; essi devono comprendere anche i frontalieri. (…)”

 

Berna, 02 settembre 2016

Comments are closed.

« »