Germania e BCE all’assalto dei conti correnti

Dic 15 • L'opinione, Prima Pagina • 290 Views • Commenti disabilitati su Germania e BCE all’assalto dei conti correnti

Dr. Francesco Mendolia

N.d.R. indirizzato in particolare a chi ambisce entrare nell’UE.)

È la Germania, guarda caso, ad aver proposto i prelievi della Banca centrale europea dai conti correnti dei cittadini europei in caso di banche discrezionalmente ritenute a rischio.

Il blocco dei nostri conti correnti è “targato”, dunque, Europa tedesca.

E non è certo un caso. La direttiva europea, la cosiddetta Bank recovery and resolution directive, prevedendo la procedura che disciplina le crisi bancarie, attribuisce infatti alle autorità competenti e, in ultimo, alla Banca centrale europea, la possibilità di congelare i conti correnti dei cittadini europei sospendendo i pagamenti per cinque giorni nel caso di banche sull’orlo del fallimento.

La proposta è tedesca, ma la firma apposta in calce è di Mario Draghi, attuale presidente della BCE. Bisognerà a tal proposito richiamare severamente la BCE all’ordine istituzionale necessario della democrazia e delle scelte democratiche, le quali stabiliscono che sia la politica a decidere per tutti e non i burocrati mai eletti né rappresentanti alcuno in Europa.

In pratica, con l’ultima trovata tedesca, si è previsto il congelamento dei nostri depositi cui seguirà, a ruota, il prelievo forzoso.

Come è già successo a Cipro, con i drammatici risultati che ben conosciamo.

Oggi a una crisi bancaria segue il bail-in, cioè il salvataggio della banca la quale mette le mani nelle tasche, prima degli azionisti, poi degli obbligazionisti, e poi anche dei correntisti con depositi oltre i centomila euro.

Domani, con l’approvazione della nuova direttiva europea, ci sarà, in aggiunta, la possibilità da parte delle autorità bancarie mai elette e rappresentanti nessuno, oltre che da parte della BCE, di sospendere i pagamenti di qualunque conto corrente e a prescindere da qualsivoglia importo depositato.

Ci saranno inevitabilmente interventi decisi in base ad arbitrarietà e discrezionalità, e saranno interventi coatti e forzosi.

Ci spolperanno, ci spoglieranno, ci deprederanno, dopo aver garantito, già con questa direttiva tedesca europea, la distruzione di qualsivoglia fiducia nel sistema bancario nazionale ed europeo, e la totale instabilità finanziaria cui seguirà quella economica. Davvero una bella trovata, l’ennesima idiozia dei burocrati europei.

Bisogna stare attenti perché, una volta recepita la direttiva, la Germania coronerà le proprie mire di governo tedesco economico e finanziario uber alles dell’intera Europa, e non si potrà tornare indietro.

La Germania farà come con Cipro, ci spolperà vivi, mantenendoci senza la possibilità di prelevare i nostri soldi depositati in banca, al contrario facendoli prelevare lei stessa in nostra vece, forzatamente.

La Francia annuirà, mettendo al sicuro i propri conti.

Ora è necessario stabilire, con determinazione, l’impossibilità di poter emettere e aderire a direttive che non siano politiche, cioè avallate, votate e decise dall’intero popolo europeo, in base alla maggioranza dei cittadini europei rappresentati politicamente. Bisogna fermare la Germania dal disastro comune inevitabile, che si materializzerà presto avallando oggi tale direttiva capestro. L’Europa diventi politica e blocchi non i conti correnti, ma i burocrati europei.

(L’opinione delle libertà, di Francesca R. Fantetti 18 novembre 2017)

Abusi sessuali a Westminster, spunta Damian Green: è il n. 2 di Theresa May

Lo rivela il “Mail online”, che pubblica un’immagine della lista con numerosi omissis che secondo indiscrezioni comparse sui social media riguarderebbero altri ministri di primissimo piano del Partito conservatore, sia uomini sia donne. Il “Daily Telegraph” pubblica altri 5 nomi fra cui quello della ministra degli Interni, Amber Rudd, a cui viene attribuita una relazione inizialmente clandestina con un collega. Si fa largo l’ipotesi di un nuovo rimpasto.

Spunta anche il nome di Damian Green, il numero due del governo di Theresa May, nel dossier sui presunti molestatori o responsabili di “comportamenti impropri” a Westminster. Lo rivela il Mail online pubblicando un’immagine della lista con numerosi omissis che secondo indiscrezioni comparse sui social media riguarderebbero altri ministri di primissimo piano, sia uomini sia donne. Il nome del First Secretary of State, una sorta di vice premier, viene associato al noto sito di scambisti Ashley Madison.

(di F.Q il fatto quotidiano.)

Governo oggi o mai più: ultima trincea della Merkel

Omissis. Così Steinmeier ha ricordato al blocco moderato (CDU della cancelliera Merkel e CSU bavarese), ai Verdi e ai Liberali che i tedeschi hanno votato meno di due mesi fa. Prima di tornare alle urne è bene pensarci due volte.

Allo stesso tempo mettere in piedi un’eterogenea alleanza nero-giallo-verde si sta rivelando più difficile del previsto. Oltre alla questione energetica, a dividere i partiti è la gestione dei profughi, ovvero di quel milione di siriani, iracheni e afgani che fra agosto 2015 e novembre 2016 si sono riversati sul suolo tedesco. Se a metterli in fuga è stata la guerra civile nei loro Paesi, ad attirarli in Germania è stata la stessa Merkel, che un giorno di fine estate di due anni fa ha offerto protezione a tutti. Oggi i Verdi vorrebbero accogliere anche le famiglie di chi è arrivato da solo, mentre i cristiano-sociali bavaresi esigono un rigido tetto ai nuovi arrivi.

Merkel aveva promesso al Paese una risposta entro venerdì mattina e ha fallito.

(Daniel Mosseri – il Giornale .it; Dom, 19/11/2017 – 08:48)

 

Riina, il pentito Mutolo: “Io non immagino una politica senza mafia. Berlusconi? Non dimentichiamo che Dell’Utri è in galera”

“Io non immagino una politica senza mafia“. Parola di Gaspare Mutolo, ex mafioso fedelissimo di Salvatore Riina e poi tra i pentiti più importanti della storia di Cosa nostra. “Riina era un uomo carismatico, per me è stato un papà. Siamo stati in galera insieme. E lì è nata una profonda amicizia. Lui era un personaggio carismatico. Non era prepotente, lui conquistava le persone con le belle parole. Non abbiamo mai litigato, solo che a un certo punto ognuno ha preso la sua strada”, ha raccontato il collaboratore di giustizia che nel giorno della morte del capo dei capi ha partecipato a un incontro alla Stampa estera con alcuni corrispondenti internazionali a Roma.

Incappucciato, ha riavvolto indietro il nastro della storia, sostenendo che dietro l’arresto di Luciano Liggio ci fosse proprio Riina. “Fino al 1973/74 Riina è stato agli ordini di Luciano Liggio. Poi Liggio lo voleva estromettere e allora lui l’ha fatto arrestare a Milano nel 1974. E lì Riina ha preso il potere. Perché Riina era diverso da Bernardo Provenzano che era un bonaccione“, sono le parole usate da Mutolo. Che poi dà una sua personale visione della seconda guerra di mafia scatenata dallo stesso Riina. “Riina – ha detto il pentito – arrivò a costruire questo sistema che induceva le persone a lui affezionate a tradire i loro capi. Lui ha fatto uccidere i suoi migliori amici perché a un certo punto è diventato pazzo e aveva paura di essere tradito a sua volta”.

(di M. Collaci | 18 novembre 2017)

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