Fra vent’anni la nostra assicurazione-malattia sarà fuori portata delle nostre borse

Ott 5 • L'opinione, Prima Pagina • 124 Views • Commenti disabilitati su Fra vent’anni la nostra assicurazione-malattia sarà fuori portata delle nostre borse

Dossier LAMal

Consigliere nazionale e Presidente UDC Grigioni, Presidente SantéSuisse

In Ticino, l’aumento medio dei premi standard per adulti sarà del 3,6%. I giovani adulti beneficeranno di una riduzione voluta dalla politica. Ma il lieve rallentamento della crescita dei costi a livello svizzero è soltanto un fenomeno temporaneo. Senza degli interventi efficaci e rapidi, entro vent’anni l’assicurazione-malattia sarà più accessibile alle famiglie del ceto medio.

Se va avanti come ha fatto dall’introduzione della Legge sull’assicurazione malattia (LAMal), entro i prossimi vent’anni i costi della cassa malati raddoppieranno. Se la crescita annuale media osservata dal 1998 continua, i premi standard in Ticino toccheranno i 1’000 franchi entro il 2038. Solo delle rapide ed efficaci contromisure potrebbero ancor impedire che questo avvenga.

Una discussione ventennale senza effetto

Già all’introduzione della LAMal, il contenimento dei costi era uno dei tre obiettivi principali. Ma non è successo nulla che potesse arrestare la spirale: in media pluriennale, i costi aumentano di un buon 4%, il che significa un raddoppio nel giro di 20 anni. Tuttavia, negli ultimi anni non è stata adottata la benché minima misura volta a rimediare. Ogni cambiamento promettente viene bloccato soprattutto dai medici o dai cantoni. Con il risultato che i medici continuano a curare a tutto spiano al fine di aumentare la propria cifra d’affari. I cantoni ampliano l’offerta ospedaliera senza coordinarsi, e molti pazienti approdano al pronto soccorso per bagattelle, invece di rivolgersi al farmacista o al medico di famiglia.

Sovraccapacità ed eccesso di prestazioni mediche

I dati di raffronto fra i paesi moderni indicano che la Svizzera ha in generale un’offerta eccessiva in tutte le categorie di medici. Questa offerta eccessiva si accentua soprattutto nei centri, ma anche nel solatio canton Ticino. Sia in termini di medici generici, sia di medici specialisti, il Ticino dispone di una densità ben al di sopra della media svizzera. Le sovraccapacità conducono direttamente a prestazioni superflue, perché sono i medici e gli ospedali a decidere quante cure un paziente deve ricevere. Se un medico o un ospedale sono sotto occupati, i pazienti vengono semplicemente convocati o addirittura operati più spesso. E medico e ospedale beneficiano d queste misure superflue, mentre sui pazienti grava il rischio fisico e psichico che ogni intervento comporta.

In Ticino, anche i costi pro persona dei medici liberi professionisti sono lo scorso anno, con il 3,4%, aumentati di più rispetto alla media svizzera (CH +3,0%). Le prestazioni ambulatoriali degli ospedali sono cresciute addirittura del 6,9% (CH: +4,1%).

Consiglio federale ed esperti ritengono che il 20% di tutte le prestazioni mediche sia superfluo, rispettivamente responsabile dell’inefficienza del nostro sistema sanitario. Negli USA, il sistema sanitario più caro del mondo, un nuovo studio fra i medici ha confermato in maniera convincente il problema delle prestazioni superflue. La Svizzera, seconda nella classifica dei sistemi sanitari più cari, è purtroppo affetta dalla stessa malattia.

Molte questioni aperte sulla qualità

Si potrebbe ora obiettare che, per i costi più alti a livello mondiale che dobbiamo pagare per il nostro sistema sanitario, riceviamo anche una «qualità altissima a livello mondiale». Purtroppo, anche questo non è assolutamente sicuro. Siamo confrontati con una vera e propria scatola nera: nella maggior parte dei casi, la qualità non viene per nulla misurata in modo predefinito né tantomeno dimostrata. Quasi mai il paziente dispone a priori della necessaria trasparenza per decidere se un intervento presso tale ospedale o tale medico sia sensato e promettente un risultato ottimale.

Numero minimo di interventi troppo basso

Studi scientifici fanno addirittura temere che, a causa della carente routine, misurabile con il numero minimo di interventi, in molte strutture della Svizzera si pratichino spesso degli interventi comportanti eccessivi rischi per la salute dei pazienti. Secondo uno studio dell’Università tecnica di Berlino, un numero minimo di interventi troppo basso si collega a un eccessivo tasso di decessi a seguito di operazioni complicate – in particolare nel settore dei tumori, ma anche delle articolazioni dell’anca. In dicembre dell’anno scorso, la prestigiosa Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) ha pubblicato un altro studio che indicava come, in ospedali con più di 20’000 casi d’emergenza l’anno, le probabilità di sopravvivenza del paziente aumentano del 30 – 50%.

La conclusione per la Svizzera: occorrono molte più cooperazioni fra gli ospedali e fra i cantoni, affinché ne risulti la qualità migliore possibile a prezzi abbordabili. Ciò non significa però che occorrano meno ospedali, bensì più ospedali che facciano però appunto esattamente ciò per cui sono specializzati, tralasciando quanto altri sanno fare qualitativamente meglio e in modo più efficiente.

Irritanti pretese della classe medica

Notoriamente, il nostro sistema sanitario è in ampia misura inefficiente. A causa dell’esagerato aumento dei costi, a breve o a lungo termine, una gran parte della popolazione non riuscirà più a pagare i premi; in Ticino, sono già oggi particolarmente elevati. E nonostante già oggi siamo i secondi a livello mondiale nella classifica dei costi della salute, non esiste un’arma per intervenire sulla medicina al fine di ottenere la qualità ottimale. Manca semplicemente la trasparenza nelle prestazioni di medici e ospedali. E come se tutto fosse a posto, la classe medica continua a reclamare più soldi. Ciò è inaccettabile – esattamente come lo è qualsiasi aumento dei costi nell’assicurazione-malattia.

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