Fierezza, umiltà e responsabilità

Ago 2 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 378 Views • Commenti disabilitati su Fierezza, umiltà e responsabilità

Albert Rösti, Consigliere nazionale e presidente UDC Svizzera

1° agosto – Discorso del presidente del nostro partito, Albert Rösti:

 

Cara famiglia UDC, cari amici e simpatizzanti,

Fierezza, umiltà e responsabilità, ecco i tre concetti che riassumono i sentimenti personali che provo in questa festa del 1° agosto, in questo 728° anniversario della mia patria, la Confederazione svizzera.  

Fierezza

In questo 1° agosto, sono fiero della nostra bella Svizzera. Il senso della parsimonia, la laboriosità e la puntualità sono da secoli delle virtù elvetiche e riconosciute all’estero come delle caratteristiche tipicamente svizzere. È grazie a queste virtù che il nostro paese, povero di materie prime ma ricco di montagne e di altre superfici improduttive, oggi sta bene.

Questi valori nazionali sono un modello per l’avvenire. È questa coscienza di valori comuni che crea un’identità nazionale e ispira questo sentimento prezioso e confortante di appartenere a un insieme.

Le istituzioni interstatali non devono temere le identità, i valori e i simboli nazionali. Al contrario, farebbero bene a mostrarsi rispettose nei confronti dei valori nazionali. Le promesse di denaro che i politici moltiplicano volentieri all’estero, non rimpiazzano dei valori solidi e un’identità sana, non più dei ripetuti appelli alla solidarietà.

Alle persone che desiderano avere un’immagine nello stesso tempo concreta e colorata dei nostri valori, consiglio vivamente di recarsi nei prossimi giorni alla “Fête des vignerons”. Questo spettacolo, che si svolge a Vevey in un’arena appositamente costruita di circa 20’000 posti a sedere, presenta la cultura e il modo di vita svizzeri in maniera moderna e concreta, che va ben oltre il contesto della viticoltura. Più di 5’000 interpreti compongono una trentina di scene che scatenano un vivo sentimento di patria e d’appartenenza. Sono stato emotivamente molto toccato dalla scena della transumanza friborghese al suono di corni delle alpi e dell’inno friborghese “Lioba”, costellate di messaggi inneggianti alla gioia di vivere. Mi ricordo anche della scena in cui la giovane interprete principale chiede a suo padre perché l’uomo piange mentre sta cantando una canzone così bella. La sua risposta: “È perché pensa che la vita in una patria così bella passa troppo in fretta.”

È evidente che il 1° agosto è un’occasione indicata per ricordare i valori centrali della Svizzera, affinché la nostra oasi di prosperità, la nostra oasi di felicità, possa sopravvivere di fronte a un vicinato agitato e poco affidabile a medio o lungo termine.

Un po’ di fortuna, la geografia, la laboriosità e una politica intelligente vi hanno finora contribuito. Oggi ne sono fiero.

Umiltà

Nonostante questo sentimento di fierezza, non posso impedirmi di chiedermi perché il nostro paese stia oggi così bene. Chi ha creato tutto questo?

E allora, la fierezza si tinge di un sentimento di umiltà. L’umiltà di fronte alla creazione divina alla quale dobbiamo questo ambiente meraviglioso, alle bellezze uniche che ho avuto l’opportunità di scoprire e riscoprire in questi ultimi giorni durante le mie escursioni e gite, che si tratti dei paesaggi unici dei vigneti lemanici o della vista meravigliosa sulle Alpi, sul Plateau, sul Giura e sul bel lago di Thun, di cui i gitanti gioiscono dal Rothorn di Sigriswil da una parte, dallo Stockhorn dall’altra. Queste cime millenarie ci fanno comprendere la debolezza dell’essere umano e la scarsa influenza che esercita sull’andamento del mondo.

La settimana scorsa, durante una piccola escursione con le collaboratrici e i collaboratori del segretariato generale dell’UDC, sono stato ancora una volta colpito dall’immensità del rilievo alpino sotto il Doldenhorn nella Gastertal sopra Kandersteg. La potenza che se ne sprigiona supera ogni nostra comprensione e ci rende umili.

Questo sentimento di umiltà è giustificato anche di fronte ai nostri antenati che hanno forgiato il sistema politico della Svizzera nel corso dei secoli facendone il migliore del mondo.

“In considerazione dei tempi difficili, le persone e le comunità di Uri, Svitto e Untervaldo s’impegnano a prestarsi con tutti i mezzi reciproco aiuto contro tutti coloro che, nelle valli o fuori di esse, facessero loro torto o violenza. Ciascuna comunità accorre in aiuto e presta consiglio all’altra, a proprie spese, per respingere le aggressioni contro persone o beni nelle valli e fuori di esse e presta giuramento confermando e rinnovando l’antico patto.” Questo messaggio del Patto federale del 1291 ha conservato tutto il suo valore ai giorni nostri.

Senza libertà non c’è autodeterminazione. E la nostra libertà non è un dono caduto dal cielo. Essa deve essere costantemente difesa contro i tentativi di pressione dall’esterno – e dall’interno. Durante gli scorsi cento anni, la Svizzera è sempre riuscita a resistere a queste pressioni, a volte assumendo dei rischi considerevoli. Ne fu il caso in occasione dello sciopero generale del 1918, durante la seconda guerra mondiale, di fronte al movimento del maggio 1968 e nell’ambito delle discussioni sull’adesione della Svizzera allo Spazio economico europeo o all’Unione europea. Ogni volta, la Svizzera ha saputo salvaguardare la sua democrazia diretta.

È grazie alla nostra democrazia diretta che possiamo occupare i primi posti nelle classifiche internazionali dell’attrattività economica, della prosperità, del sistema sociale, dell’indebitamento pubblico e pure del sentimento di felicità degli abitanti.

Questi successi ci impongono umiltà nei confronti delle persone anziane e delle generazioni precedenti che hanno creato tutto ciò.

Responsabilità

A nostra volta, abbiamo la responsabilità di salvaguardare questa belle eredità e di svilupparla per il futuro. Oggi, dobbiamo in particolare vegliare a che l’amministrazione e i deputati politici restino vicini alle cittadine e ai cittadini. Fenomeno del nostro tempo, il crescente lassismo di fronte alla politica deve essere arginato dai deputati politici che hanno il coraggio di indicare i veri problemi e di affrontarli. Il prossimo 20 ottobre potrete decidere nelle urne quale partito meriti di più la vostra fiducia da questo punto di vista.

Noi dobbiamo opporci all’uniformazione e al cieco ugualitarismo che ci si vuole imporre dall’esterno, ma anche dall’interno. Questa politica sbagliata ha per effetto principale di livellare tutto verso il basso – la formazione, la laboriosità, i salari, la prosperità. Il che non è certamente nell’interesse di noi cittadine e cittadini svizzeri.

Dobbiamo perciò vegliare senza tregua a che, seppure preservando gli interessi della Svizzera, sia mantenuto il libero commercio e il libero scambio, per quanto possibile, con tutti i paesi del mondo. Io auspico una Svizzera aperta al mondo, ma non al punto che delle organizzazioni o dei paesi terzi le possano imporre il loro diritto e che dei cittadini di altri paesi abbiano il diritto d’installarsi in Svizzera senza alcun controllo.

La nostra democrazia diretta, le soluzioni indipendenti che abbiamo messo in atto e la nostra libertà, hanno dato prova della loro efficacia per la società e per l’economia. La nostra responsabilità non consiste nel credere che dobbiamo salvare il mondo intero, affinché i nostri governanti possano vantarsi sotto i proiettori della scena internazionale. Questo atteggiamento non ci porta nulla, al contrario, è nocivo per la Svizzera. Coloro che credono di dover assumere la responsabilità di tutto e di qualsiasi cosa, alla fine dei conti non si assumono alcuna responsabilità.

La nostra responsabilità è invece di impegnarci per i valori fondamentali del nostro paese e di esigerne costantemente il rispetto.

Ecco che cosa ciò significa nel prossimo futuro: restiamo indipendenti e non entriamo in un grande complesso come l’UE. Siamo dei partner affidabili, ma rifiutiamo di fonderci nei grandi sistemi di potere dai quali è quasi impossibile poi uscire.

Approfittiamo fieramente, ma anche con l’umiltà necessaria della festa nazionale svizzera!

Assumiamo, ogni volta che il caso ci si presenta, la responsabilità della salvaguardia dei valori svizzeri!

Affinché la Svizzera rimanga la Svizzera. Libera, indipendente e sicura!

 

 

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