„Evviva, la scuola brucia!“

Feb 19 • L'opinione, Prima Pagina • 469 Visite • Commenti disabilitati su „Evviva, la scuola brucia!“

Black Rot

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Domenica 28 febbraio 2016, verso le ore 16.15: l’onnipotente analista delle votazioni per la SSR/SRG Claude Longchamp (PS, che ne avrebbe mai dubitato?) afferra il microfono e – madido di sudore ma con evidente diabolico piacere – comunica alla Svizzera sconcertata: “Adesso è definitivo: l’iniziativa per l’attuazione è stata respinta con il 50,2% dei voti.”

Domanda: è questo che vorreste sentire e vedere il 28 febbraio, rispettivamente leggere il giorno dopo nei giornali?

Vi rallegrerete come i monelli della prima fila nel film-commedia „Hurra, die Schule brennt!“ (“Evviva, la scuola brucia” – film tedesco del 1969, NdT)? Sicuramente no. Vi chiederete piuttosto, senza capire, come sia potuto succedere. Perché credevate che fosse indiscusso che gli autori di reati gravi o i recidivi dovrebbero essere espulsi senza se e senza ma. Perché è questo che il popolo svizzero ha chiaramente iscritto nella Costituzione federale nel 2010.

Perciò, se siete a favore dell’espulsione degli stranieri criminali, dovete fare qualcosa al riguardo votando il 28 febbraio SÌ all’iniziativa per l’attuazione. Se non lo fate ne usciremo male. Perché la scuola, che già da tempo stava bruciacchiando, adesso è in preda alle fiamme. Evviva?

Un nuovo SÌ è assolutamente necessario, perché l’espulsione degli stranieri criminali non è evidente, come si sarebbe pensato dopo il SÌ del popolo svizzero alla prima iniziative. La norma costituzionale del 2010 – in crassa violazione della Costituzione – è stata bellamente ignorata, ossia non messa in vigore legalmente. Cosicché, per esempio, il Tribunale federale ha deciso che il greco Nekti T. – che durante una corsa illegale fra pirati della strada aveva ucciso una svizzera ventunenne – può rimanere in Svizzera. E gli oppositori all’iniziativa per l’attuazione vogliono che le cose rimangano così.

E così, la sacra alleanza della nostra attuale “Intellighenzia”, dal clown Dimitri su su fino al professore universitario Bernasconi, tenta di screditare la nuova iniziativa per l’espulsione con argomenti a dir poco pretestuosi. È un loro diritto democratico. Ma chi sono effettivamente gli oppositori?

–       Dei giudici: Perché vorrebbero continuare a privilegiare a loro piacimento in ogni singolo caso (ossia sempre) la tutela dei criminali rispetto a quella delle vittime, evitando l’espulsione degli stranieri che commettono reati (anche ne casi in cui la Costituzione e la legge prescrivono il contrario). Applicare la volontà di popolo e cantoni offende il loro ego. Si comportano come bambini viziati cui i genitori minacciano di togliere il loro giocattolo preferito (la clausola per i casi di rigore, o meglio la clausola a tutela dei criminali).

–       Dei funzionari giudiziari quali procuratori, eccetera: Perché temono, nel caso l’iniziativa sia accettata, di dover lavorare di più. Più ore in ufficio, perché i criminali stranieri, in caso d’accettazione dell’iniziativa, non ammetterebbero più così rapidamente i loro reati, come fanno attualmente sapendo di cavarsela elegantemente con un decreto d’accusa che li condanna a una pena pecuniaria con la condizionale. Occorrerebbe che i procuratori procedano a fare un secondo o terzo interrogatorio, per poter formulare un vero e proprio atto d’accusa. E ciò a loro non piace!

–       Dei cosiddetti “professori”: (più volte emeriti, che vivono da qualche parte nelle loro lussuose ville e che non hanno alcuna idea dell’odierna criminalità di strada esercitata soprattutto da delinquenti stranieri) Perché loro vivono intellettualmente nel loro mondo fittizio, ritenendo sempre di sapere tutto, al contrario dello stupido popolo.

–       Dei (purtroppo sempre troppi) politici svizzeri infatuati dell’UE: Perché temono che, a causa dell’espulsione degli stranieri criminali, potrebbe volerci più tempo del previsto affinché la Svizzera possa finalmente aderire all’UE. Si dicono: Per amor di Dio, non facciamo nulla che possa contrastare il volere della CGUE e della CEDU, o che siano contrari ai trattati di sottomissione che stiamo attualmente negoziando (Libera circolazione delle persone, integrazione istituzionale). Passeremo alla storia come l’ultimo Stato d’Europa (quale non membro dell’UE) ad applicare totalmente delle norme UE come Schengen/Dublino.

E ci sarebbero altri esempi. Ancora un ultimo:

–       Dei cosiddetti „Operatori culturali“: Perché da sempre seguono opportunisticamente il “mainstream” politico di sinistra, al fine di continuare a ottenere sostegni finanziari per le loro produzioni che non interessano a nessuno (al motto: “cantiamo le lodi di chi ci dà da mangiare…”). Personalmente considero i loro manifesti una sorta di “prostituzione pseudo-culturale”.

Conclusione: naturalmente un paio di monelli nella prima fila dei banchi può benissimo lasciar bruciare la scuola. E ciò succederà, se non invertiamo tempestivamente la rotta votando il 28 febbraio un chiaro SÌ all’iniziativa per l’attuazione. Ma per favore, non limitatevi a pensarlo, fatelo veramente! Votate, per posta o al seggio, ma votate! 

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