Evviva la piccola differenza

Ott 24 • Dal Cantone, Prima Pagina, Sport e Cultura • 791 Views • Commenti disabilitati su Evviva la piccola differenza

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

La città di Lugano riveste da alcune settimane un nuovo ruolo: con l’apertura del LAC è diventata una calamita culturale per tutto il cantone e per vasti territori della vicina Italia. Un’audace costruzione che riscontra grande attenzione sia dal punto di vista architettonico, sia per il suo programma di diverse manifestazioni artistiche di altissimo standard. E, non da ultimo, è costato un sacco di soldi e continuerà anche in futuro a necessitare di considerevoli somme annuali di gestione.

Anche Locarno ha intrapreso qualcosa: il nuovo sindaco, Alain Scherrer, ha comunicato di sognare un grande futuro per la sua città. Vuole essere il centro morale, turistico e culturale del cantone. Le grandi manifestazioni estive (Moon & Stars, Festival del film, ecc.) sono ampiamente conosciute e attirano già molti ospiti con le loro magiche serate di concerti e proiezioni cinematografiche in Piazza Grande. L’ex-scuola comunale sarà trasformata in una rappresentativa Casa del cinema. 

Lugano ha i suoi amici che affermano di poter vivere il Ticino autentico solo qui nel grande agglomerato. Lo stesso vale per Locarno: chi vi si è stabilito una volta, non vorrebbe mai portare il suo domicilio nel Sottoceneri. Chi considera i nuovi collegamenti ferroviari in Ticino, che a breve diventeranno realtà, ha l’impressione che le due città stiano crescendo assieme. In futuro, da Locarno si arriverà a Lugano in mezz’ora e viceversa. Proprio per questo è importante che entrambi i centri continuino a convivere in una sana concorrenza. In ambedue le città offerte ed eventi sempre diversi devono essere in primo piano. Vivere in un centro e, nel contempo, avere la possibilità di partecipare anche a manifestazioni nell’altro. La piccola differenza fra Lugano e Locarno deve essere tuttavia curata – la concorrenza fa bene agli affari.   

Ma una cosa hanno in comune tutte le città ticinesi: l’iper-edificazione sfrenata e in  parte senza stile dei centri e dei sobborghi è disgustosa. A cosa servono delle manifestazioni culturali con artisti famosi nel mondo, quando nello stesso tempo la caratteristica eredità architettonica della Belle Époque e di altri periodi va in rovina?

Comments are closed.

« »