Escalation della situazione dell’asilo – crisi di gestione in Consiglio federale

Nov 11 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 446 Visite • Commenti disabilitati su Escalation della situazione dell’asilo – crisi di gestione in Consiglio federale

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Dall’inizio di questo mese, mediamente 330 persone al giorno pare abbiano attraversato la frontiera svizzera per depositare una domanda d’asilo. Estrapolato fino alla fine dell’anno, ciò farà sì che 20’000 persone supplementari affluiscano in Svizzera (ossia 120’000 su tutto l’anno). Stiamo manifestamente assistendo a una escalation della situazione nel settore dell’asilo. Ecco la conseguenza dell’inattività delle autorità  competenti le quali, con gli occhi puntati sulle elezioni federali, non hanno cessato per mesi di minimizzare il problema. L’UDC invita il Consiglio federale a finalmente agire e a prendere in mano il dossier dell’asilo. Le frontiere devono immediatamente essere controllate con l’aiuto dell’esercito. I migranti che arrivano da Stati terzi sicuri, quindi anche da paesi vicini alla Svizzera, devono essere fermati al confine e respinti. Conformemente al trattato di Dublino, le loro domande devono essere trattate nei paesi attraverso i quali sono penetrati nello spazio di Schengen.


Si poteva prevedere da tempo questa ondata di migrazione di massa verso la Svizzera. Le cifre sono esplose. Proporzionalmente alla sua popolazione, la Svizzera registra da parecchi mesi più domande d’asilo che non, per esempio, la Germania (esempio: 4’544 domande d’asilo in settembre in Svizzera contro 43’071 in Germania, che conta dieci volte più abitanti). La Svizzera sopporta quindi anche le conseguenze del fallimento completo della politica d’asilo e della migrazione dell’UE che, a seguito dell’”invito” della cancelliera tedesca Merkel, ha completamente perso il controllo della situazione. La Svizzera deve ora difendere lei stessa i propri interessi. È urgente che il Consiglio federale risolva la crisi che colpisce la gestione del dossier dell’asilo.
Richieste dell’UDC respinte

Le richieste dell’UDC di adottare rapidamente delle misure efficaci e di controllare le frontiere sono state sistematicamente respinte in questi ultimi mesi dal Consiglio federale e dal Parlamento. Durante l’ultima sessione autunnale, il Parlamento ha ancora ostinatamente rifiutato di discutere un controllo delle frontiere. La responsabilità dell’impreparazione della Svizzera di fronte a questa escalation della situazione incombe interamente sul Dipartimento federale di giustizia e polizia e sulla sua responsabile, la consigliera federale Simonetta Sommaruga, come pure alla Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia, presieduta dal consigliere di Stato Käser. Queste persone e tutti i partiti, salvo l’UDC, hanno sistematicamente minimizzato il problema e ingannato la popolazione, con l’unico scopo di non influire negativamente sulle elezioni federali del 2015.
Segnali disastrosi

Il 4 novembre 2015, une portavoce del Segretariato di Stato alla migrazione Ha ancora osato dire alle televisione svizzero-tedesca “Abbiamo ancora posto per tutte le persone che vogliono venire da noi!”. Una dichiarazione dagli effetti letali, esattamente come i segnali che la Svizzera emette con la revisione della Legge sull’asilo recentemente approvata dal Parlamento. Degli avvocati gratis per tutti i richiedenti l’asilo aumenterebbe per forza di cose il potere d’attrazione che la Svizzera esercita sui migranti economici e su altri approfittatori delle nostre istituzioni sociali. L’UDC ha d’altronde lanciato il referendum contro questo progetto di legge insensato e pericoloso.

Le cifre dell’asilo stanno esplodendo

La situazione nel settore dell’asilo si aggrava quotidianamente:

Domande d’asilo 2014 23’765
Domande d’asilo gennaio-agosto 2015 23’765
Domande d’asilo settembre 4’544
Domande d’asilo ottobre (stima) 4’750
Domande d’asilo dal 31.10. (10 giorni) 3’300
Domande d’asilo 2015 (estrapolazione) 49’000
Domande d’asilo dal 31.10.

Estrapolate su un anno

120’000
Domande d’asilo 1999 (guerra in Kosovo) 47’513

La cifra record di domande d’asilo durante la guerra in Kosovo sarà quindi probabilmente superata già quest’anno. Non è escluso che l’afflusso di migranti economici e sociali esploda di nuovo in un prossimo futuro. Bisogna anche ricordare che la Svizzera sopporta da anni un carico nettamente superiore alla media europea nel settore dell’asilo. L’afflusso di questi ultimi giorni si concentra in particolare sui passaggi frontalieri di Germania e Austria (origine di queste persone: 50% Afghanistan, 25% Siria, 5% cadauno per Gambia, Iran e Iraq).
Proteggere le frontiere e respingere i clandestini

L’UDC esige un intervento immediato delle autorità competenti sulla base dell’articolo sulle cause eccezionali (art. 55) della Legge sull’asilo e, se sono necessarie delle modifiche della legge, sulla base del diritto d’urgenza. Il Consiglio federale deve  prendere le decisioni seguenti già in occasione della sua seduta di mercoledì:

  • le frontiere devono immediatamente essere controllate e protette in maniera autonoma da parte della Svizzera. L’esercito deve immediatamente essere messo a disposizione sotto forma di servizio d’assistenza;
  • le persone che vogliono entrare in Svizzera provenendo da uno Stato terzo devono essere respinti direttamente alla frontiera. Conformemente all’accordo di Dublino, la trattazione di queste domande d’asilo compete agli Stati attraverso i quali queste persone sono penetrate nello spazio di Schengen. Le autorità svizzere devono comunicare questo principio in modo chiaro;
  • le bande di passatori devono subire la legge in tutta la sua severità;
  • fra le persone che hanno già depositato una domanda d’asilo in Svizzera, bisogna fare rigorosamente la distinzione fra migranti economici e sociali, rifugiati di guerra e persone la cui integrità fisica e la vita sono minacciate. Soltanto quest’ultime hanno diritto all’asilo e a un soggiorno duraturo in Svizzera;
  • le persone la cui domanda è stata respinta, devono essere immediatamente rinviati al loro paese. L’aiuto d’urgenza loro accordato deve essere limitato nel tempo;
  • le persone a beneficio di una decisione d’ammissione provvisoria, devono immediatamente essere sottoposte a un controllo completo, al fine di verificare se la situazione nel loro paese permette un rimpatrio. Le persone ammesse provvisoriamente hanno diritto solo all’aiuto d’urgenza;
  • non si parla nemmeno di creare uno stato maggiore speciale per l’asilo che si concentri unicamente sulla messa a disposizione di alloggi e che gestisca il problema invece di risolverlo. Le autorità responsabili devono invece applicare sistematicamente le leggi in vigore, come pure gli accordi bilaterali con l’UE;
  • l’aiuto sul posto, dunque nel contesto della zona in guerra di Siria, deve essere  privilegiato, a carico del budget per l’aiuto allo sviluppo.

Berna, 10 novembre 2015

 

 

 

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