Erdogan non può dormire tra due guanciali

Dic 4 • L'opinione, Prima Pagina • 728 Views • Commenti disabilitati su Erdogan non può dormire tra due guanciali

Drake

Stiamo parlando di un uomo, che ama e fa spudoratamente il doppio gioco e che non può di certo definirsi laico, nell’accezione del termine! Niente a che vedere con Kemal Mustafa Atatürk, padre di quella che un tempo si poteva chiamare Turchia moderna. Infatti, dall’avvento al potere di Erdogan, il tempo in Turchia sembra trascorrere a ritroso!

Uomo coraggioso Atatürk! Della laicità aveva voluto fare la sua bandiera, sopprimendo tutte quelle norme che avevano attinenza con la legge islamica. Applicò il codice civile, ispirandosi al nostro, introdusse il suffragio universale, sostenne l’emancipazione femminile, vietando alle donne d’indossare il velo nei luoghi pubblici. Ad Atatürk, inoltre, si deve l’introduzione del calendario gregoriano, dell’alfabeto latino e soprattutto la soppressione del califfato.

Oggi, la Turchia governata da Erdogan, con il califfato dell’IS flirta in maniera ipocrita e pericolosa: il  petting è rovente, palese, osceno! Intanto, la laicità voluta da Kemal si sta sciogliendo come neve al Sole! Non è un bel segno, poiché la Turchia, come sappiamo, ambisce  a voler entrare nell’UE e non manca certo di sostenitori in questo senso, USA in primis, che a Erdogan reggono la coda. Oscure trame e interessi;  valli a capire certi giochetti!

A scherzare con il fuoco, il rischio di scottarsi le mani è sempre latente. Il “califfo” di Ankara lo sta facendo con la Russia di Putin. Il recente abbattimento del caccia russo da parte dell’aviazione turca, sta facendo montare la tensione – già ai massimi livelli – nello scacchiere medio orientale. Erdogan è andato a stuzzicare l’orso: a seguito di questo deliberato atto di guerra ci potrebbero essere gravi conseguenze, nonché la stura a un peggioramento della situazione, con conseguente allargamento del conflitto!

I rapporti fra la Turchia e la Siria di El Assad non sono idilliaci. Erdogan vorrebbe l’abbattimento di quel regime, lo stesso vale per gli yankee di Obama. Assad rappresenta il nodo gordiano della situazione, anche se, alla luce di quanto sta accadendo in Europa, adesso sembra essere il male minore.

L’eliminazione dei dittatori  – Saddam e Gheddafi insegnano –  non è stata certamente la panacea ideale per mettere fine alla buriana in atto. Il dubbio che dietro a questi “orgasmi” democratici ci sia dell’altro, oramai è diventato una certezza. Anzitutto quelle incomprensibili connivenze con paesi nei quali l’Islam è celebrato alla grande: Arabia Saudita, Qatar,  Kuwait, paesi che non lesinano di certo, come tutti sanno, cospicui finanziamenti ai tagliagole che, notoriamente, non combattono con le fionde!

L’Europa, solidale solo a parole “armiamoci e partite” lascia alla Francia il compito  di reagire al vile attacco di Parigi. Poi c’è la NATO “lasciamo fare agli altri, poi si vedrà”. Forse sarebbe meglio dire la NATO che non c’è: il comportamento di quella istituzione lascia a dir poco allibiti!

Oltre all’atteggiamento enigmatico di Obama, va registrato anche quello della teutonica Angela dalla quale ci si aspettava  tutt’altra reazione. Da un po’ di tempo a questa parte, di farsi vedere e sentire su quanto sta accadendo, non sembra volerne sapere! Da Berlino tutto tace. Strano, poiché quando si tratta di economia e diktat, la “voce del padrone” la si sente, eccome!

Tornando a Erdogan: non ci sarebbe da meravigliarsi più di tanto se qualcuno pensasse di somministrargli qualche bacchettata sulle dita – o peggio – infilargli qualche “supposta” mentre è in procinto di dormire. Quando aizzi l’orso, non è consigliabile “dormire tra due guanciali”, bisogna stare all’erta, vigilare e raccomandarsi ad Allah.

Stiamo parlando di un uomo, che ama e fa spudoratamente il doppio gioco e che non può di certo definirsi laico, nell’accezione del termine! Niente a che vedere con Kemal Mustafa Atatürk, padre di quella che un tempo si poteva chiamare Turchia moderna. Infatti, dall’avvento al potere di Erdogan, il tempo in Turchia sembra trascorrere a ritroso!

Uomo coraggioso Atatürk! Della laicità aveva voluto fare la sua bandiera, sopprimendo tutte quelle norme che avevano attinenza con la legge islamica. Applicò il codice civile, ispirandosi al nostro, introdusse il suffragio universale, sostenne l’emancipazione femminile, vietando alle donne d’indossare il velo nei luoghi pubblici. Ad Atatürk, inoltre, si deve l’introduzione del calendario gregoriano, dell’alfabeto latino e soprattutto la soppressione del califfato.

Oggi, la Turchia governata da Erdogan, con il califfato dell’IS flirta in maniera ipocrita e pericolosa: il  petting è rovente, palese, osceno! Intanto, la laicità voluta da Kemal si sta sciogliendo come neve al Sole! Non è un bel segno, poiché la Turchia, come sappiamo, ambisce  a voler entrare nell’UE e non manca certo di sostenitori in questo senso, USA in primis, che a Erdogan reggono la coda. Oscure trame e interessi;  valli a capire certi giochetti!

A scherzare con il fuoco, il rischio di scottarsi le mani è sempre latente. Il “califfo” di Ankara lo sta facendo con la Russia di Putin. Il recente abbattimento del caccia russo da parte dell’aviazione turca, sta facendo montare la tensione – già ai massimi livelli – nello scacchiere medio orientale. Erdogan è andato a stuzzicare l’orso: a seguito di questo deliberato atto di guerra ci potrebbero essere gravi conseguenze, nonché la stura a un peggioramento della situazione, con conseguente allargamento del conflitto!

I rapporti fra la Turchia e la Siria di El Assad non sono idilliaci. Erdogan vorrebbe l’abbattimento di quel regime, lo stesso vale per gli yankee di Obama. Assad rappresenta il nodo gordiano della situazione, anche se, alla luce di quanto sta accadendo in Europa, adesso sembra essere il male minore.

L’eliminazione dei dittatori  – Saddam e Gheddafi insegnano –  non è stata certamente la panacea ideale per mettere fine alla buriana in atto. Il dubbio che dietro a questi “orgasmi” democratici ci sia dell’altro, oramai è diventato una certezza. Anzitutto quelle incomprensibili connivenze con paesi nei quali l’Islam è celebrato alla grande: Arabia Saudita, Qatar,  Kuwait, paesi che non lesinano di certo, come tutti sanno, cospicui finanziamenti ai tagliagole che, notoriamente, non combattono con le fionde!

L’Europa, solidale solo a parole “armiamoci e partite” lascia alla Francia il compito  di reagire al vile attacco di Parigi. Poi c’è la NATO “lasciamo fare agli altri, poi si vedrà”. Forse sarebbe meglio dire la NATO che non c’è: il comportamento di quella istituzione lascia a dir poco allibiti!

Oltre all’atteggiamento enigmatico di Obama, va registrato anche quello della teutonica Angela dalla quale ci si aspettava  tutt’altra reazione. Da un po’ di tempo a questa parte, di farsi vedere e sentire su quanto sta accadendo, non sembra volerne sapere! Da Berlino tutto tace. Strano, poiché quando si tratta di economia e diktat, la “voce del padrone” la si sente, eccome!

 Tornando a Erdogan: non ci sarebbe da meravigliarsi più di tanto se qualcuno pensasse di somministrargli qualche bacchettata sulle dita – o peggio – infilargli qualche “supposta” mentre è in procinto di dormire. Quando aizzi l’orso, non è consigliabile “dormire tra due guanciali”, bisogna stare all’erta, vigilare e raccomandarsi ad Allah.

Comments are closed.

« »