Elezioni Germania, Merkel: “Sul governo troveremo una soluzione”. Schulz: “Spd all’opposizione”.

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Dr. Francesco Mendolia

La Cancelliera, nonostante l’ex presidente dell’Europarlamento abbia escluso ancora una volta la possibilità di una nuova Grosse Koalition, si dice “ottimista” sulla formazione di un nuovo esecutivo. E prende atto di avere perso un milione di voti, confluiti nell’estrema destra dell’Afd. Garantisce di volere guidare il paese per altri quattro anni e annuncia colloqui con Fdp, Verdi e Spd sul futuro governo. “Io sono ottimista, come lo ero prima, sul fatto che troveremo una soluzione”, ha detto Angela Merkel incontrando la stampa dopo il voto e rispondendo a una domanda sulla futura coalizione. “Ci sono prima i colloqui, e ovviamente non posso anticipare adesso se avranno successo”, ha aggiunto. Merkel è fiduciosa che partiti avranno “senso della responsabilità” e formeranno un esecutivo, nonostante il leader della Spd Martin Schulz abbia escluso ancora una volta la possibilità di una nuova Grosse Koalition con il blocco conservatore Cdu/Csu. “Angela Merkel non mi ha chiamato – ha detto l’ex presidente dell’Europarlamento, e credo che abbia capito che userà meglio il suo tempo chiamando qualcun altro. Faremo una forte opposizione in modo che ci sia un confronto con Angela Merkel, che lei rifiuta da anni. L’Spd – ha assicurato – la può fare e la farà nel periodo della prossima legislatura”.

(Il Fatto quotidiano di F: Q. 25/972017)

Germania, quei tedeschi allergici alla democrazia.

Al netto del programma del partito Afd, ieri sera davanti alla sede berlinese del partito è stata scritta una pagina nera, quella sì. Erano circa mille, la maggior parte giovani, i manifestanti che hanno protestato per diverse ore davanti al locale preso in affitto dal partito di ultradestra Alternativa per la Germania per festeggiare il suo storico ingresso al Bundestag.

I dimostranti, che gridavano “nazisti fuori” col dito medio alzato, si sono raccolti davanti al locale Traffic, vicino alla centralissima Alexanderplatz, dove si erano radunati appunto leader e simpatizzanti dell’AfD per festeggiare l’esito elettorale. A Berlino la contestazione si è svolta davanti a un imponente dispiegamento di forze di polizia. Un cordone a protezione dei “nazisti”. Sembra un parossismo. Per fortuna, a parte qualche lancio di bottiglie, non si sono registrati disordini. Proteste contro l’AfD si sono svolte, con centinaia di partecipanti, anche in altre grandi città della Germania, tra cui Colonia, Amburgo e Francoforte. Omissis. L’unica che paradossalmente ha messo subito in pratica una strategia differente distinguendosi dal coro unanime dei politici contro l’ascesa degli “xenofobi” è stata Angela Merkel che ha subito promesso lotta contro l’immigrazione clandestina e poi ha annunciato di voler rinconquistare i suoi ex elettori che in questa tornata elettorale hanno votato Afd.

Già, perché la Cdu ha perso 1.070.000 di elettori che in questa elezione hanno deciso di votare per AfD. Mezzo milione sono passati invece dalla Spd al partito populista. Saranno nazisti anche loro? Probabilmente finché non torneranno nei rispettivi ovili sì. Alla faccia della democrazia.

(il Giornale.it 25/9/2017)

Chi ha votato per l’estrema destra in Germania?

Più uomini che donne, più quarantenni che giovani e anziani, vivono soprattutto nella Germania est e in passato si erano astenuti.

Alle elezioni di domenica in Germania il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha ottenuto uno storico risultato, entrando per la prima volta in Parlamento con il 12,6 per cento dei voti e diventando il terzo partito del paese, dopo la CDU di Angela Merkel e i socialdemocratici della SPD. Grazie ai sondaggi, agli exit poll e all’analisi dei flussi elettorali è possibile fare un primo ritratto di chi sono i suoi elettori e del perché hanno deciso di votare AfD: sono informazioni da prendere con cautela, dato che si basano su rilevazioni statistiche, ma sono utili a capire di cosa parliamo. Il primo dato è quello geografico. L’AfD ha ottenuto i risultati migliori nella Germania orientale, la parte più povera del paese. Omissis. Peraltro le zone in cui AfD è andata meglio sono quelle in cui ci sono meno migranti, nonostante l’opposizione ai migranti sia una delle posizioni più forti e riconoscibili del partito. Un altro dato interessante è quello dell’età. AfD ha ottenuto i migliori risultati tra chi ha intorno ai 40 anni e in particolare nelle fascia tra i 30 e i 59 anni. Le statistiche mostrano che AfD ha guadagnato il 10 per cento dei consensi tra i 40enni rispetto alle elezioni del 2013. I giovani con meno di 30 anni e gli anziani con più di 59 anni hanno invece votato l’estrema destra in percentuali più basse della media nazionale. Tra i giovani, il partito che ha ottenuto i risultati migliori rispetto alla media nazionale e rispetto al 2013 è il partito liberale FDP. Un altro ottimo risultato AfD lo ha ottenuto tra gli operai, conquistando il 20 per cento del loro voto. Secondo i sondaggi, Die Linke è riuscita a pareggiare i voti persi verso l’AfD con quelli arrivati dai socialdemocratici della SPD. Die Linke ha ottenuto in tutto il 9,2 per cento dei voti, più o meno lo stesso risultato delle elezioni 2013. Omissis, Frauke Petry, l’ex leader che ha abbandonato l’incarico in polemica con i membri più estremisti del partito, è la candidata che ha ottenuto il risultato migliore, raccogliendo più del 35,5 per cento dei voti nel suo collegio. Oggi Petry ha annunciato che non farà parte del gruppo di AfD in Parlamento, in polemica con gli attuali vertici che considera troppo estremisti. Omissis La gran parte degli elettori ha scelto di votare AfD non perché attirata da programmi estremisti o addirittura neonazisti, ma soprattutto come forma di protesta verso i partiti tradizionali. Con un video pubblicato oggi sulla sua pagina Facebook, la leader del partito tedesco di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha annunciato che non si candiderà alla carica di cancelliera alle elezioni generali del prossimo settembre. AfD ha ottenuto ottimi risultati alle elezioni locali e il suo successo era considerato un pezzo importante dell’ascesa di partiti di destra populista e nazionalista in vari paesi d’Europa. La leadership del partito, però, si è divisa negli ultimi mesi; le riunioni sono diventate sempre più occasioni di scontri e scissioni tra le varie correnti.

(Post 25/9/2017)

La minaccia nucleare della Corea del Nord: cosa fa l’Europa?

Secondo il quotidiano Daily Mail, la Corea del Nord potrebbe preparare una prova con missile sottomarini, visto che sono stati individuati movimenti “molto inusuali” nella regione. Le immagini satellitari riprese il 7 agosto evidenziano movimenti nel campo di prova, con preparativi simili a quelli fatti durante il lancio del missile Pukguksong-1 ad agosto del 2016. Il quotidiano sostiene che la Corea del Nord sta accelerando lo sviluppo della base marittima delle forze nucleari. Il presidente degli Stati Uniti non ha spiegato cosa potrebbe rappresentare una minaccia evidente contro gli Stati Uniti e scatenare l’intervento militare: se la causa potrebbe essere un attacco vero e proprio o semplicemente una prova di lancio di missili. Certo è che le attività di un sottomarino con missili sperimentali della classe SINPO suggeriscono che la Corea del Nord si sta preparando per una nuova serie di lanci di prova nel mare, dopo avere realizzato modifiche nel sistema di lancio sottomarino. Le posizioni dall’Europa. In una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron, Trump ha ribadito la posizione. “Siamo pronti, con i nostri alleati, a mettere in campo una serie di misure diplomatiche, economiche ma anche militari, per porre fine alla minaccia nucleare che arriva dalla Corea del Nord”, ha detto la Casa Bianca in un comunicato ufficiale. “Il presidente Donald Trump ed Emmanuel Macron – si legge nel testo – si sono impegnati a lavorare insieme, in cooperazione con i loro Paesi alleati, per applicare nuove sanzioni e riuscire a denuclearizzare la Corea del Nord”.

Dall’Eliseo invece s’insiste nella preoccupazione della minaccia missilistica che arriva da Pyongyang, per cui il presidente Macron resterà in contatto con l’omologo americano nei prossimi giorni. “La comunità internazionale deve lavorare insieme perché Pyongyang riprenda la via del dialogo e la negoziazione senza condizioni”, ha detto il governo francese in un comunicato stampa a seguito della telefonata con Trump.

(Blasting news. 2017)

 

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