Dumping salariale? Tutte bugie!

Ott 9 • L'opinione, Prima Pagina • 453 Views • Commenti disabilitati su Dumping salariale? Tutte bugie!

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

(enm) Dopo lapprovazione da parte del popolo ticinese, lo scorso 25 settembre, delliniziativa Prima i nostri!, ci sono state diverse reazioni da parte della stampa estera che, in particolare quella italiana, ha sparato un sacco di cavolate prive di fondamento, riuscendo in un solo intento, forse voluto e forse no: quello di evidenziare la superficialità e limpreparazione della classe politica italiana a parlare seriamente di democrazia. Ma fra le reazioni del mondo economico spicca per la sua demenzialità la recente intervista rilasciata da Emanuele Centonze a Il Caffè. Analizziamone alcuni passaggi.

C’è un tentativo di distruggere l’industria ticinese”, è un fiume in piena Emanuele Centonze, tanto deluso quanto preoccupato dall’esito dell’iniziativa “Prima i nostri”. Da imprenditore del ramo dei prodotti petroliferi, Centonze getta benzina sull’Udc:”Da un lato cerca voti attraverso proclami populisti, raccontando delle grandi bugie agli elettori. Pure e semplici menzogne. Dall’altro si vende a livello svizzero come il partito degli imprenditori. C’è qualcosa che non torna. E mi sento di dire che l’Udc nazionale ha perso completamente il controllo della propria sezione in Ticino che è politicamente allo sbando”.
Intanto è bene chiarire subito che lUDC nazionale lascia la massima libertà dazione alle sezioni cantonali, sempre che si muovano nellambito della linea del partito. Ma nella fattispecie poi, UDC Svizzera non sè limitata a lasciare alla sezione ticinese il necessario spazio di manovra, bensì ha appoggiato in tutto e per tutto liniziativa Prima i nostri!partecipando fattivamente alla campagna di voto, addirittura con la visita del presidente nazionale, Albert Rösti, sceso a Mendrisio a perorare la causa di fronte ai simpatizzanti e ai media. UDC Svizzera è e rimane il partito del ceto medio – il che, per un paese il cui 98% delleconomia è costituito da piccole e medie imprese (PMI), significa sostegno agli imprenditori. Ma attenzione, degli imprenditori corretti che alla crescita del PIL contribuiscono affinché tutta la popolazione ne benefici, loro in primis, ovviamente, ma anche tutti  i cittadini compresi quelli che lavorano per loro. In effetti, in quei settori in cui la manodopera indigena è ed è sempre stata carente, continueranno a non esserci problemi per lassunzione di personale frontaliero, anche se cadrà qualche automatismo. E per il settore terziario, la priorità indigena non dava fastidio prima del 2002, quando erano in vigore contingenti e tetti massimi, e non si vede perché dovrebbero farlo ora al punto di minacciare – sempre secondo Centonze – un buon 20% del PIL.

Per Centonze la realtà è diametralmente diversa da quella raccontata dai seminatori di paure. “Basta bugie! Basta sostenere che c’è un’emergenza disoccupazione. Non è vero. Le differenze salariali sono quelle esistenti da sempre e che ci sono in tutte le regioni della Svizzera dalla valle del Reno a San Gallo. Non si può mettere insieme la media degli stipendi dei frontalieri e dei residenti per poi concludere che in Ticino siamo sotto del 20 per cento. Non è vero! Che si faccia il confronto tra gli stipendi dei soli residenti e si vedrà la reale situazione…”.
Centonze nega spudoratamente che ci sia unemergenza disoccupazione. È una bugia, secondo lui. Lo vada a dire agli impiegati del terziario (banche, istituiti finanziari) che con lavvento della libera circolazione delle persone si sono trovati in disoccupazione perché sostituiti da dipendenti di pari qualifica ma di costo molto inferiore perché frontalieri. E pensa poi di rafforzare la sua tesi contestando che si faccia la media degli stipendi dei frontalieri e dei residenti per affermare che i salari in Ticino siano del 20% più bassi che nel resto della Svizzera. Davvero alta matematica! Non è vero, dice, si faccia il confronto fra gli stipendi dei soli residenti e si vedrà la reale situazione. Ma se una buona percentuale dei residenti è senza lavoro perché al suo posto è stato assunto personale frontaliere a prezzo ben inferiore, come fa i suoi calcoli il signor Centonze? I frontalieri esistono, sono una realtà da considerare nel calcolo della media, anche se in certi altri cantoni il fenomeno non esiste o quasi. Altrimenti tanto vale credere al pollo di Trilussa!

Infine, la perla: In aziende come la nostra, e come la mia ce n’è il 99 per cento, non esiste dumping salariale”.Una sola domanda: se il 99% delle aziende ticinesi è tanto virtuoso, come mai il Ticino è il cantone con il maggior numero di Contratti normalinel confronto svizzero (14)? Per i non addetti ai lavori, un contratto normale di lavoro (CNL) è un’ordinanza emanata dall’autorità che contiene disposizioni inerenti al contratto di lavoro.Nei rami professionali privi di contratto collettivo di lavoro, le autorità possono emanare un CNL che prevede salari minimi vincolanti. Ciò avviene in particolare in caso di ripetuta e abusiva violazione delle disposizioni salariali usuali per il luogo, la professione o il ramo professionale.

 

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