Due nuovi numeri nel circo dell’asilo „Elvezia“

Mar 20 • L'opinione, Prima Pagina • 520 Visite • Commenti disabilitati su Due nuovi numeri nel circo dell’asilo „Elvezia“

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

Praticamente in contemporanea arrivano a noi, sbalorditi cittadini svizzeri, due comunicazioni concernenti le pagliacciate del circolo elvetico dell’asilo. Primo: il Consiglio federale vuole  – come se nulla fosse – accogliere un contingente di 3’000 rifugiati dalla Siria. Secondo: il Tribunale federale accorda, come in passato agli Eritrei, lo status di rifugiato anche ai disertori siriani. Due nuovi numeri del circo “Elvezia”. Ma facciamo attenzione, perché su entrambe le pagliacciate avremo poco da ridere.

 

Bacetti a Bruxelles?

La decisione del Consiglio federale è incomprensibile. Quotidianamente approdano da noi, perlopiù attraverso l’Italia, intere legioni di richiedenti l’asilo illegali provenienti dalla Siria. O ricevono poi direttamente l’asilo o possono comunque, quali profughi di guerra, rimanere qui fino alla fine dei loro giorni, facendosi raggiungere anche dai loro parenti. Proporzionalmente, la Svizzera ne accoglie di gran lunga più di praticamente tutti gli Stati UE.   

L’esperienza insegna che i richiedenti l’asilo scelgono, dopo il loro sbarco nell’Italia meridionale, quei paesi europei dove una colonia di loro compatrioti ha già trovato rifugio. Ciò significa che il primo paese che apre uno spiraglio, spalanca di fatto le porte a una marea incontrollabile di altri richiedenti l’asilo con tutto il seguito dovuto al ricongiungimento familiare.  

Una soluzione sarebbe una ripartizione dei rifugiati fra tutti gli Stati europei sulla base di contingenti proporzionali al numero di abitanti. Ma attualmente non esiste. E non esisterà ancora per anni. Perché poi la Svizzera decida – precipitosamente e ben prima dell’UE – l’accoglienza di contingenti di rifugiati, è semplicemente incomprensibile. 

Ciò può succedere unicamente perché, a qualunque prezzo, ci si vuole rendere simpatici all’UE. Bacetti a Bruxelles, a Jean-Claude Juncker !

 

Bacetti a Strasburgo?

La sentenza del Tribunale amministrativo federale è quasi peggio. Ricordiamoci: poco dopo che, quale predecessora dell’attuale Tribunale amministrativo federale, la Commissione di ricorso in materia d’asilo aveva deciso nel 2005 che i disertori eritrei dovevano essere accolti quali rifugiati, la Svizzera venne letteralmente sommersa da richiedenti l’asilo eritrei. Nessuno in Europa registra tanti immigranti eritrei come la Svizzera. “Disertori” più ricongiungimento familiare. Tendenza ininterrotta. Come detto, chi riesce ad arrivare in Italia, da lì cerca di andare dove dei suoi compatrioti hanno già formato una colonia.   

Di situazioni di guerra con impiego di soldati e obbligo del servizio militare, ce ne sono a bizzeffe nel mondo. E dove, mi chiedo allora, il Tribunale amministrativo federale porrà un limite? Accogliamo i disertori di tutti gli eserciti di questo mondo? Buonanotte, allora! 

Fra l’altro, dal punto di vista della creazione di colonie, è stato così anche con il Kosovo. La Svizzera ospita oggi la più grande diaspora kosovara d’Europa. E se penso ai casi d’assistenza sociale e alla criminalità da parte di Kosovari, mi vien voglia di dire: non sempre nel nostro interesse! Perché il Tribunale amministrativo federale abbia così deciso nel caso della Siria, è totalmente incomprensibile.

Ciò può succedere unicamente perché, a qualunque prezzo, ci si vuole rendere simpatici alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Bacetti a Strasburgo!

 

Dov’è la direzione del circo?

In ogni circo diretto più o meno ragionevolmente, c’è un direttore che giudica ogni nuovo numero proposto non solo dal punto di vista artistico/acrobatico, ma anche finanziario e del gusto del pubblico. A me sembra che al circo “Elvezia” manchi attualmente in questo senso una direzione dotata di buonsenso.

Eppure c’è una differenza fra un circo normale e il nostro attuale circo dell’asilo. Nel primo, il pubblico può – non andando ad assistere agli spettacoli – presentare alla direzione la fattura del proprio malcontento, e questa dovrà reagire immediatamente, se vuole far sopravvivere il circo. Nel caso del nostro odierno circo dell’asilo invece, guardare altrove o starsene da parte non basta più. È urgentemente necessario intervenire energicamente sulla direzione del circo. Spero che lo faccia almeno l’UDC con tutti i mezzi a sua disposizione.

 

P.S.: Ah sì, ancora una cosa: è chiaro come il sole che, con la crescente immigrazione dalla Siria, aumenta il pericolo d’infiltrazione da parte di terroristi djihadisti, come da programma dichiarato da IS. Ma a questo, la Berna federale e il suo esimio Tribunale amministrativo federale, sembra essere totalmente indifferente.  

 

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