Dove vanno i pensionati a godere la loro meritata quiescenza?

Apr 20 • L'opinione, Prima Pagina • 114 Visite • Commenti disabilitati su Dove vanno i pensionati a godere la loro meritata quiescenza?

Dr. Francesco Mendolia

La top ten dei posti migliori per ritirarsi nel 2017 dopo la pensione, tenendo conto del sistema sanitario, del clima e del costo della vita.

  1. Messico

È la meta preferita dei pensionati per il quinto anno consecutivo. Costo della vita contenuto, sconti ad hoc per chi è in pensione e un clima mite tutto l’anno ne fanno un paradiso perfetto per over 60.

  1. Panama

Moderna, confortevole e tollerante, Panama si colloca al secondo posto tra i paradisi in cui godersi la pensione per merito di una qualità della vita altissima a un costo più che ragionevole.

  1. Ecuador

Offre il clima perfetto per escursioni e turismo, ha un costo della vita decisamente più basso della media europea e consente di affittare o comprare immobili con estrema facilità.

  1. Costa Rica

È un paese sicuro e stabile, privo di esercito. Con solo lo 0,25 per cento di tasse sulla proprietà e con affitti inferiori a 350 euro è sicuramente un ottimo approdo per i pensionati (e non solo).

  1. Colombia

Si colloca al quinto posto della classifica per l’ottima assistenza sanitaria, la diversità del clima e il basso costo della vita. Affittare un appartamento con tre camere da letto costa sotto i mille euro.

  1. Malesia

Al sesto posto troviamo la Malesia con un buon sistema sanitario e con un’ottima rete di trasporti.

  1. Spagna

Spiagge bianche, clima temperato, basso costo della vita e stile di vita rilassato sono i fattori che rendono la Spagna uno dei principali paradisi in cui godersi la pensione. Il mercato immobiliare sia sul fronte acquisti che su quello degli affitti offre dei prezzi ben più bassi di Londra o Parigi.

  1. Nicaragua

Ad attirare gli stranieri sono soprattutto l’ottimo sistema sanitario e il basso costo della vita. Qui si vive bene con una cifra inferiore ai 1400 euro al mese.

  1. Portogallo

Il basso costo della vita, il clima mite, gli immobili a un prezzo economico e lo stile di vita rilassato rendono il Portogallo uno dei paesi migliori in cui trascorrere gli anni della pensione. (n.d.r. non si paga nessuna tassa per 10 anni dal momento di inizio residenza).

  1. Malta

Sempre più gettonata dai pensionati italiani per un costo della vita accettabile e per ottimo sistema sanitario.

 

(QF Qui Finanza, 7 febbario 2017)

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Marine Le Pen vola e non solo nei sondaggi segreti. Attenti alle sorprese…

Siamo sicuri che Macron abbia in pugno la vittoria alle presidenziali? Come già accaduto per la Brexit e in occasione dell’elezione di Trump, l’immagine proiettata dai sondaggi e amplificata dai media mainstream rischia di essere, ancora una volta, ingannevole. Che cosa dicano lo sapete: Macron va bene, è alla pari con la Le Pen e, naturalmente, ha vinto il dibattito televisivo con i candidati all’Eliseo. Scremando la propaganda, la realtà appare diversa. Non si tratta di fare il tifo per un candidato o per l’altro ma di analizzare, per capire.

Diciamola tutta: Marine Le Pen, oggi, è largamente in testa. Per tre ragioni.

La prima è emersa nei giorni scorsi e qualche commentatore l’ha già prontamente rilevata. È accaduto che un giornalista di Le Figaro si lasciasse sfuggire che, secondo i sondaggi segreti, ben diversi da quelli diffusi ogni giorno, la Le Pen sarebbe in testa con il 34% dei voti, dunque almeno 8 punti in più rispetto al 26% di cui è accreditato Macron.

La seconda ragione trova ispirazione in un’altra fonte autorevole, il Financial Times, che rivela come il 40% dei giovani francesi sia intenzionato a votare per la candidata del Fronte Nazionale. Macron raccoglie la metà dei consensi, appena il 20%. (Omissis)

Inoltre, ed è molto significativo, oggi Marine Le Pen non viene più percepita, soprattutto dai giovani, come un candidato xenofobo. (Omissis),

Dunque da forza di estrema destra, il Fronte Nazionale si è trasformato in un movimento di protesta che non si lascia più imbrigliare negli schemi politici classici. Certo, difende l’identità, i valori della Nazione francese ma presentandosi sempre più come forza neogollista ovvero come legittima erede di una corrente, che il centrodestra tradizionale ha progressivamente abbandonato. In un’epoca in cui i programmi della destra moderata e socialisti tendono a convergere, elidendosi, e in cui i partiti di sinistra, contaminati dai disastri della presidenza Hollande, appaiono in crisi di credibilità, la Le Pen si propone come colei che sa interpretare il forte malessere sociale di una parte importante della società francese. È conservatrice e al contempo sociale. Crede nel libero mercato ma attacca una globalizzazione che privilegia le multinazionali. Non eccede mai nei toni, per non spaventare l’elettorato borghese, e dimostra un notevole livello di preparazione, per esempio nella critica all’euro e all’Unione europea.

Si è riposizionata sul centrodestra, occupando lo spazio lasciato libero da Sarkozy e ora da un Fillon azzoppato dagli scandali, e oggi Marine Le Pen riesce a presentarsi come un leader di rottura ma credibile, in grado di catalizzare, oltre ai voti della vecchia Francia iperconservatrice, anche quelli, nuovi e arrabbiati, di una gioventù che un tempo votava per la gauche. Di fatto può pescare in ogni area politica.

La terza ragione è un po’ tecnica ma fondamentale. Lo sappiamo: Donald Trump ha vinto le elezioni grazie al sostegno conquistato sui siti internet e sui social media. (omissis).

Questo significa che la Le Pen conquisterà l’Eliseo? Non corriamo, qualunque previsione è prematura, tanto più in un sistema elettorale a due turni. Significa, però, che la sua vittoria non può più essere esclusa, perché la sua candidatura è molto più strutturata, politicamente, e molto più radicata, socialmente, di quanto i suoi avversari siano disposti ad ammettere. I quali preferiscono far finta di non vedere e continuano a confidare nella propaganda tradizionale, amplificata dai media, tutti schierati contro Marine.

Una situazione che ricorda, ancora una volta, quella delle presidenziali americane. Attenti alle sorprese…

(Blog il Giornale.it 24 marzo 2017. Marcello Foa)

 

UE, 4 cortei e un funerale. Il Papa dà l’estrema unzione all’Europa

Europa, adesso la parola d’ordine è sopravvivere.

Per i 60 anni dei Trattati di Roma schierati 5.000 uomini: spazio aereo interdetto, metro fuori uso, timore di attentati e black bloc.

Nell’agenda dell’Unione, c’è sempre la ruota di scorta di un altro vertice: i leader dei Paesi dell’UE devono ancora incontrarsi, oggi, a Roma, e già si sono dati appuntamento il 29 aprile a Bruxelles, per discutere di Brexit, dopo che la Gran Bretagna avrà presentato, il 29 marzo, la richiesta formale di uscire dalla comune

(Il fatto quotidiano.it di Giampiero Gramaglia | 25 marzo 2017)

 

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