Dopo quasi sei mesi, emerge qualche pecca nell’applicazione della Legge sulla trasparenza?

Lug 6 • Dal Cantone • 1123 Visite • Commenti disabilitati su Dopo quasi sei mesi, emerge qualche pecca nell’applicazione della Legge sulla trasparenza?

Interrogazione del nostro deputato in Gran Consiglio Eros Mellini

Eros N. Mellini Deputato UDC in Gran Consiglio

Eros N. Mellini
Deputato UDC in Gran Consiglio

Premessa

 

La Regione Ticino del 17 giugno 2013 dedica un interessante servizio sulla scarsa trasparenza sugli appalti pubblici, dopo l’entrata in vigore il 1° gennaio 2013 della Legge sull’informazione e sulla trasparenza dello Stato, voluta dal popolo ticinese mediante un’iniziativa popolare.

Pur convenendo che scarsi sei mesi siano verosimilmente troppo pochi per analizzare a fondo l’applicazione della legge in questione e trarne insegnamenti ed esperienze sufficienti a far considerare eventuali emendamenti sostanziali, emerge già sin d’ora dal servizio un’evidente incongruenza quando si tratta di dati inerenti alle commesse pubbliche che il Cantone aggiudica su invito o per incarico diretto superiori a 5’000 franchi. Infatti, mentre nulla osterebbe all’accesso a questi dati dal punto di vista della legge sulla trasparenza, né tantomeno da quello della protezione di dati sensibili, la legge sugli appalti pubblici che – come legge puntuale ha il primato su quella sulla trasparenza – confina la pubblicazione della lista dei mandati in questione a sole due settimane l’anno, dopo la presentazione dei conti consuntivi. Ora, riesce difficile capire le ragioni che stanno a monte di questa bizzarra normativa: una volta che i dati sono resi pubblici, la limitazione della possibilità di consultarli a due settimane l’anno è a dir poco paradossale. In particolare nell’era dell’informatica, durante la quale non ci si può più nemmeno appellare a un carico supplementare di lavoro da parte del personale amministrativo, vista l’eventuale possibilità di lasciarli online.

 

Alla luce di quanto sopra, ci permettiamo di presentare la seguente

 

INTERROGAZIONE

 

  1. Per quale ragione la legge cantonale sugli appalti pubblici prevede che la lista delle commesse pubbliche aggiudicate su invito o per incarico diretto superiori a Fr 5’000.- sia accessibile agli interessati unicamente durante un periodo di due settimane l’anno?

 

  1. Ci sono altre leggi puntuali che prevedono norme di questo genere, prevaricanti inutilmente i princìpi che hanno portato all’elaborazione della legge sull’informazione e sulla trasparenza?

 

  1. Non ritiene il Consiglio di Stato d’intervenire proponendo la modifica di dette leggi, affinché l’accesso alla pubblicazione di dati NON SENSIBILI, quali quelli inerenti alle commesse pubbliche, sia reso illimitato nel tempo ?

 

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