Dopati di protagonismo

Nov 6 • Lettori, Prima Pagina • 511 Visite • Commenti disabilitati su Dopati di protagonismo

Il 15 novembre andremo a votare per il ballottaggio agli Stati solo perché i soliti “dopati” di protagonismo non rinunciano, a un diritto sì sacrosanto, ma che numeri alla mano li penalizza dall’inizio. Loro la chiamano una sfida nella sfida. Sono invece solo soldi sprecati e tolti ad altre utili iniziative. E la storiella si ripete.

Lo dichiara lo stesso Savoia che lucidamente ammette che la possibilità d’essere eletto sono poche.

Lo ammette il Dott. Malacrida, che stimo come uomo, il quale giustifica il suo partecipare con il fatto che solo il suo partito, il PS, ha le ricette per levare, rimuovere, strappare l’angoscia del domani e del prossimo. Gli altri sono tutti fanatici populisti, liberisti. Secondo loro occorre tempo e capacità. Ma quanto ne occorre se, come dicono, ne dibattono da tempo! Poi le solite noiosità. Insomma tutti quelli che hanno votato diversamente sono condizionati dalla paura. No, signori socialisti, non dalla paura, guardano in faccia la realtà. Basta volgere lo sguardo su quanto succede in Europa e nella realtà della nostra quotidianità per essere profondamente preoccupati. Forse un po’ più di modestia non guasterebbe.

Più giustificata invece la posizione dell’Avv. Ghiggia, che poggia sulla netta vittoria della Lega e che ora può contare pure sull’aiuto, seppure non dichiarato palesemente, di una vecchia volpe come Savoia che non parla di ticket, ma che ricorda  comunque agli elettori che hanno due voti e li invita a usarli entrambi. A buon intenditor poche parole. Forse, di fronte alla logica e onorevole rinuncia dei primi due e in considerazione dei costi, sono quasi certo che l’Avv. Ghiggia avrebbe anche potuto esaminare la possibilità di ritirarsi elegantemente, dimostrando a tutti molto buon senso e acume politico.

 

Raoul Bettosini, Lugano

 

Non siamo d’accordo con il lettore sulla frase conclusiva. Al contrario dei due candidati PS e Verdi, le chance di Battista Ghiggia sono molto più reali, il distacco di 4’200 voti da Fabio Abate è sì considerevole, ma tutt’altro che incolmabile. Specialmente considerando il fatto che il candidato di Lega e UDC è l’unico dei due a combattere per il rispetto della decisione popolare del 9 febbraio 2014 da parte di Governo e Parlamento che, ricordiamo, i Ticinesi hanno accettato con quasi il 70% dei voti. Se gli elettori vorranno sostenere con logica questa politica anti-sottomissione all’UE, non potranno che dare la preferenza a Battista Ghiggia, e quindi è non solo legittimo, bensì opportuno, che quest’ultimo giochi fino in fondo le sue carte. NdR.

 

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