Discorso del consigliere nazionale Roger Köppel, Capo-redattore «Die Weltwoche»

Apr 5 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 221 Views • Commenti disabilitati su Discorso del consigliere nazionale Roger Köppel, Capo-redattore «Die Weltwoche»

Assemblea dei delegati nazionali UDC del 30.03.2019 ad Amriswil (TG)

(Fa stato il discorso orale)

Signor presidente, signor consigliere federale, signor ex-consigliere federale, cari delegati, gentili signore ed egregi signori,

anche oggi, diversi giornalisti mi hanno assediato chiedendomi perché l’UDC sia così veementemente contro la protezione dell’ambiente e contro la politica climatica. Perché non avremmo ricette e addirittura non prenderemmo sul serio questo tema?

Egregi rappresentanti dei media presenti in questa sala, posso rassicurarvi. Sì, certo: naturalmente anche l’UDC, anch’io, siamo per la protezione dell’ambiente! Non abbiamo certamente qualcosa contro una natura pulita e intatta. Non siamo certamente contro l’aria pulita! Al contrario.

Ma, quali borghesi, siamo per profonda convinzione a favore dell’economia di mercato, della responsabilità individuale e, di conseguenza, siamo contrari all’economia pianificata gestita dallo Stato, che i nostri avversari pretendono in materia di politica climatica e ambientale!

Siamo contro le ricette pseudo verdi, dunque rosso scure, che distruggono il nostro benessere senza apportare il benché minimo beneficio né all’ambiente né al clima.

Siamo contro gli approfittatori rossi e verdi che sulla politica climatica lucrano, che vogliono sfruttare la svolta climatica mondiale per riempire alla grande le loro tasche.

Siamo contro gli ambienti di sinistra che si spacciano per salvatori del clima ma che, in realtà, si limitano a riesumare le antiche ricette marxiste per farcele ingoiare in modo dittatoriale, contro ogni buon senso ed esperienza, a spese del nostro ceto medio e delle nostre industrie.

(Non siamo contro il clima, ma siamo contro le aziende statali del clima e dell’ambiente che oggi i nostri avversari vogliono imporre in questo paese.)

Siamo anche contro l’abuso dei nostri figli e allievi per indurli a partecipare a dimostrazioni per il clima pilotate da lontano tramite i loro docenti rossoverdi.

Capitemi bene: io trovo che sia un bene che nelle scuole non ci si limiti solo a lavorare all’uncinetto o a fare del bricolage, bensì che vi si trattino anche temi scottanti di politica attuale, però allora, per favore, in aula  con dibattito e contraddittorio.

A questo proposito mi metto volentieri a disposizione per un dibattito in aula, per esempio contro il neoeletto consigliere di Stato zurighese verde, Martin Neukom!

Signore e signori: non abbiamo niente in contrario, se ci riusciamo, a migliorare il nostro approvvigionamento energetico, le nostre tecnologie e i nostri metodi, al fine di alleggerire il carico ambientale.

Ma, signore e signori, ciò che oggi sta succedendo sotto il pretesto, l’alibi, la maschera di una presunta protezione del clima, è – come disse un famoso scienziato americano – il “suicidio organizzato della società industriale”.

Signore e signori, tutto ciò l’abbiamo d’altronde già vissuto. Leggete la stupenda storia del partito del nostro collega Christoph Mörgeli.

È ammirevole come l’UDC, negli anni ottanta e novanta, abbia avuto la forza e il coraggio di opporsi alla tendenza rossoverde che già allora si stava prepotentemente imponendo.

Come rimase ferma e non si lasciò trascinare nella politica ambientale dalle sirene rossoverdi.

Leggetela. È fonte d’ispirazione, d’illuminazione, di motivazione.

Come allora  della cosiddetta morte delle foreste, oggi si abusa del cambiamento climatico per creare insicurezza, panico e sradicare tutti i preziosi valori della nostra società borghese.

Il partito era già allora lungimirante: il presidente cantonale zurighese, Christoph Blocher, definì i Verdi nel 1983 “un gruppo assolutistico” che sogna il mondo come un “paradiso protetto medievale”.

O i borghesi che, diceva allora Blocher, si sarebbero purtroppo “posti come obiettivo politico i dolori dell’apocalisse.“

Signore e signori, quando ho letto questo ho visto improvvisamente davanti a me la presidente del partito liberale, Petra Gössi, con il suo oscillare a destra e a manca a mo’ di Teleboy.

No, non è cambiato nulla: quando gli altri perdono la testa, quando gli altri non vedono più i valori fondamentali, è richiesta l’UDC.  Dobbiamo rimanere saldi e indicare la rotta.

Proprio nei periodi di confusione, di sollecitazione emozionale, l’UDC deve attenersi all’essenziale e alle questioni di principio.

E che cos’è l’essenziale in politica? Qual è la questione più importante nello Stato?

La questione più importante è: chi fa le leggi? Chi stabilisce le regole in Svizzera?

Sono sempre ancora le Svizzere e gli Svizzeri nella nostra eccezionale democrazia diretta?

O spostiamo il centro delle decisioni politiche all’estero, a Bruxelles? Ci arrendiamo all’UE e ci sottomettiamo al giogo di un funzionariato europeo?

Di questo si tratta con l’accordo-quadro istituzionale con l’UE. E questa questione è ben più importante per la Svizzera e, sì, anche ecologicamente più sostenibile di questi movimenti pseudoreligiosi che vogliono salvare il clima.

Signore e signori, non illudiamoci che l’UE sia interessata a dei rapporti bilaterali a parità di diritti con la Svizzera.

L’UE vuole ben altro. Vuole che la Svizzera si sottometta all’Unione europea. Non vuole, come noi, collaborare a parità di diritti. Pretende che la Svizzera si sottometta al diritto UE, ai giudici UE, alle sanzioni UE e alle clausole ghigliottina dell’UE!

L’UE vuole comandare e imporre.

Chi continua ad avere qualche dubbio in proposito, deve solo leggere la Frankfurter Allgemeine domenicale dell’ultimo week-end. In essa, si cita l’influente politico tedesco della CSU, Manfred Weber, che ambirebbe a essere il successore di Jean-Claude Juncker quale presidente della Commissione europea.

Weber ha detto, palesemente infastidito ma inequivocabilmente, che “non tollererebbe più l’eccezionalità” del nostro paese. Basta, piantare in continuazione grane a Bruxelles ma volere nel contempo godere di tutti i vantaggi. Adesso, contro i “cocciuti Svizzeri” bisogna cambiare musica.

Signore e signori, il signor Weber è perlomeno onesto. Come Peer Steinbrück, a suo tempo, con la sua cavalleria. Almeno dice ciò che l’UE pensa davvero.

Il presidente della Commissione Juncker? È un ipocrita. Parla falsamente di “amicizia” indirizzandosi alla Svizzera, mentre per l’UE si tratta di ben altro, si tratta di  schiavitù.

Sì, signore e signori, l’UE vuole renderci schiavi, e il bastone di Weber, la sua frusta contro i cocciuti svizzeri è questo accordo-quadro istituzionale con l’UE.

E anche qui, l’UDC è l’unico partito che si pone in maniera affidabile contro questa follia della schiavitù istituzionale.

Martedì scorso, la “grosse Koalition” – PLR, PS, PPD, Verdi liberali e Verdi – ha firmato una risoluzione. Questa chiede al Consiglio federale di sottoscrivere questo trattato di vassallaggio con l’UE. Naturalmente, non prima, ma solo dopo le elezioni.

Signore e signori, dobbiamo combattere assieme questo piano di aggiogamento istituzionale della Svizzera, lo impediremo, dobbiamo affondarlo.

Non lasciamoci impressionare, non lasciamo che i media annebbino i nostri cervelli. Mostriamo i denti ai nostri avversari. Denunciamo i loro veri obiettivi e intenzioni. Combattiamo insieme con determinazione per una Svizzera forte, in libertà, benessere e sicurezza!

Sono lieto di poter condurre questa battaglia con tutti voi – e tutti contano!

Grazie!

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