Direttiva sulle armi: non lasciatevi imbrogliare!

Mag 17 • L'opinione, Prima Pagina • 142 Views • Commenti disabilitati su Direttiva sulle armi: non lasciatevi imbrogliare!

Lara Filippini
Deputata UDC in Gran Consiglio

Per alcuni la votazione del 19 maggio significa solo se accettare o no la nuova direttiva dell’UE sulle armi, per altri, come me, significa ben di più, ovvero esprimersi su un ulteriore tassello per smantellare pezzo per pezzo la Svizzera così come la conosciamo.

Ci vogliono imporre una modifica legislativa dell’UE nata in Francia, in seguito ai numerosi attentati terroristici, dovuti anche – e qui sarebbe il caso di non nascondersi dietro un dito – a un’immigrazione di massa incontrollata!

Poco importa se questi attentati sono stati perpetrati con armi illegali (!), camion, auto, ecc., perché l’importante qui per i favorevoli è far passare il concetto che siamo tutti potenziali criminali malgrado secoli di storia e tradizioni legate all’arma.

Vogliono imporci una misura inefficace per prevenire il terrorismo, ma letale per la nostra libertà di cittadini onesti che si vedrebbero inquisiti sul motivo dell’acquisto e graziati se del caso da un’autorizzazione eccezionale.

Peccato che, proprio “grazie” all’ipotetica (e dobbiamo impegnarci tutti affinché si confermi tale domenica prossima!) introduzione dell’art.17 della direttiva UE, i cittadini svizzeri si vedranno inasprire automaticamente ogni 5 anni i parametri di tale “gentil concessione”.

Un’escalation di restrizioni che lasceranno il re nudo (il popolo svizzero), a fronte di un’inveritiera quanto improbabile uscita da Schengen se dovesse imporsi il NO.

Infatti, i favorevoli a questa legge si sono ben guardati dal dire che la Slovacchia ha respinto nel mese di aprile buona parte della nuova legge e ha anche chiesto di essere rimossa da tale direttiva in quanto non si focalizza sul reale problema del mercato nero delle armi da fuoco, quelle illegali, usate per commettere un crimine.

Non si è sentito nulla, non un “cip cip”, da parte dell’Unione Europea, non un alito di sanzione, minaccia di espulsione, nessun fiume di articoli riguardo a ciò, eppure, la Slovacchia è ancora lì che si tiene ben stretta la propria libertà sulle armi, mentre noi dovremmo fare i primi della classe.

Ciò che si cela dietro questa accettazione della regolamentazione delle armi da fuoco è ben più subdolo delle fesserie veicolate a sinistra – visto che in Svizzera non vi è stato un attentato che sia uno, e semmai non verrebbe di certo perpetrato con un’arma legalmente dichiarata. No, cogliono vederci sempre più privati della nostra libertà di scelta per – usando un termine a loro caro – consegnarci a un nuovo padrone: l’Unione Europea!

I nostri avi si stanno rivoltando nella tomba, loro che hanno versato il proprio sangue per una libertà che noi rischiamo di vendere senza battere ciglio, con un po’ d’inchiostro.

Allora, la domanda vera è: quanto siamo disposti a cedere della nostra libertà? Fin dove siamo disposti a rinunciare alla nostra identità, alla nostra cultura e alle nostre tradizioni?

Mancano pochi giorni per votare un NO secco a questa fregatura, solo fino a domenica, non lasciatevi imbrogliare!

 

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