Dialogo UE

Mar 8 • L'opinione, Prima Pagina • 726 Views • Commenti disabilitati su Dialogo UE

Un po‘ di umorismo

 

 

Un diplomatico incaricato dal governo elvetico entra a Bruxelles nell’imponente palazzo dell’UE, sale due rampe di scale e bussa alla porta del presidente della Commissione europea, Juncker. Sente dall’interno un chiaro “Sì, avanti”, apre la porta e si trova di fronte all’uomo forte dell’UE che, alla sua scrivania, sta correggendo annoiato qualche nuovo progetto di normative UE.

 

Juncker (J): „Cosa desidera?“

 

Diplomatico (D): „Beh, sì, vengo dalla Svizzera e vorremmo … ehm, ehm… aderire all’UE“.

 

J: „Oh, finalmente. Lo attendevamo da tanto tempo. Quando vi andrebbe bene? È OK se facciamo per domattina alle 7.00? Sarebbe l’ideale, perché alle 11.30 si riunisce la commissione, per cui potremmo siglare definitivamente l’accordo. Ma entro domani dovreste ancora modificare la vostra Costituzione federale su alcuni piccolissimi punti. È possibile, vero?“.

 

D: „Dovrei verificare. Di che cosa si tratta, ho con me il testo” (e apre il volumetto).

 

J (leggendo la Costituzione federale): „Bene, si comincia dal preambolo. C’è scritto “In nome di Dio onnipotente!”. Vorremmo che d’ora in avanti si dicesse: “In nome del pensiero dell’Unione europea!”.

 

D: „Andrebbe molto bene, perché questo “onnipotente” è comunque anche da noi ormai fuori moda. Quasi un terzo della nostra popolazione intende con questo “Allah”, il che causa regolarmente dei malintesi.” 

 

J: „OK. Il resto del preambolo possiamo lasciarlo così, si tratta comunque del solito blabla. Ma guardiamo l’articolo 1 della vostra Costituzione. Dice:  “Il Popolo svizzero e i Cantoni di Zurigo, Berna… eccetera, costituiscono la Confederazione Svizzera”.  Questo è un elenco infinito di dettagli totalmente inutile. Si dovrebbe piuttosto sostituire con: “La Svizzera, quale 29° Stato dell’Unione europea… ma, un momento, ho dimenticato se la Svizzera aderirà prima o solo dopo la Turchia alla nostra Unione; lasciamo via la cifra, per il momento. Ah sì, ancora una cosa: dato che il concetto di “Confederazione” è totalmente sconosciuto nell’UE, non lo si potrebbe sostituire con “Stato membro”?  

 

D: „Dovrebbe andare“.

 

 J: „Poi ci sarebbe l’articolo sullo scopo della Confederazione, articolo 2 della vostra CF. Dice: “La Confederazione Svizzera tutela la libertà e i diritti del Popolo e salvaguarda l’indipendenza e la sicurezza del Paese.” O qualcosa di simile. Questo è completamente superato e bisogna stralciarlo. D’ora in avanti ci penseremo noi dell’UE. Perché della tutela della vostra libertà e dei vostri diritti s’occuperanno le nostre corti europee, tramite il vostro oltremodo compiacente Tribunale federale peraltro già oggi estremamente premuroso nei riguardi dell’UE. Diritti del popolo? Cosa intendete con questo, mi spieghi, perché nell’UE non conosciamo niente di simile. Meglio che li dimentichiate, perché ci causerebbero ulteriori problemi. Indipendenza del paese? Qui devo chiederle: ma volete aderire all’UE oppure no? Credete veramente che, dopo l’adesione, avrete ancora qualcosa da dire? Sicurezza? Sì, questo spinoso problema non l’abbiamo ancora potuto risolvere completamente all’interno dell’UE. Ma se, come abbiamo sempre fatto finora, esporteremo sistematicamente il problema nel vostro paese, troverete senz’altro voi stessi una soluzione valida anche per noi. L’importante è che non introduciate dei controlli alle frontiere, perché per noi l’accordo di – come si chiama, già? – ah, sì, Schengen è sacro!   

 

D: Grazie, molte grazie, onorevole signor J., riceverà la nostra risposta al più tardi entro domattina alle 6.30. Va da sé che ritiriamo le nostre iniziative ostili all’UE sull’immigrazione di massa e sull’espulsione degli stranieri criminali. Ci mancherebbe anche che il nostro stupido popolo riesca a sabotare i nostri stupendi progetti comuni. Buona sera…”.

 

J: „Buona notte, cara Svizzera. Un bacetto alla cara Eveline, o a Doris, o a Simonetta, non mi ricordo più quando è stato il nostro ultimo incontro. L’importante è che si faccia un passo avanti”.

 

Ronco  

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