Depenalizzazione della cannabis: il futuro è nel fumo dell’hascisc

Lug 31 • L'opinione • 861 Visite • Commenti disabilitati su Depenalizzazione della cannabis: il futuro è nel fumo dell’hascisc

Marie Delarue  Scrittrice, musicista, chirurga plastica

Marie Delarue
Scrittrice, musicista, chirurga plastica

Da Boulevard Voltaire del 31.07.2014 abbiamo tradotto in italiano l’interessante articolo che segue.

Fra la lotta contro la discriminazione e sweet memories, la legalizzazione della cannabis s’imporrebbe dunque. E non si vede perché la cocaina non seguirebbe domani la stessa via.

È la nuova campagna del New York Times: la legalizzazione del consumo di cannabis « a fini ricreativi » e non solo per uso medico. Già venti Stati sui 50 dell’Unione ne hanno autorizzato la vendita e il consumo. Dei coffee shops sono stati aperti dappertutto e si dice già che le entrate fiscali siano tali da aver ampiamente contribuito ai recenti cali d’imposta per i cittadini americani.

L’argomento del New York Times s’intinge di virtù sociale. Il giornale, che cita una cifra di 658’000 arresti nel 2012 per detenzione di marijuana, denuncia una penalizzazione oltranzistica che conduce a un « risultato razzista che colpisce in modo sproporzionato i giovani neri, rovinando la loro vita e facendo nascere nuove generazioni di criminali ». Altro argomento del New York Times: « Il consumo moderato di marijuana non sembra presentare un rischio per gli adulti in buona salute. » In ogni caso, ci si assicura che non è peggio dell’alcool e della comune sigaretta. Primo, ciò è ancora da dimostrare – dato che, generalmente, queste diverse sostanze si aggiungono l’una all’altra. Secondo, quando si vedono le campagne furiose contro il tabacco, arrivanti fino al ritiro delle sigarette dai vecchi manifesti e dai film culto, non si capisce bene la logica che vorrebbe ora autorizzare la cannabis. O forse la si capisce fin troppo bene…

Il fatto è che si può fare un sacco di soldi con l’hascisc e i suoi derivati. Diciamolo: il futuro è nel fumo dell’hascisc. Già si apprende dal giornale Wired via Le Monde, che la Silicon Valley vi vede « un potenziale di crescita immenso ». E cita un investitore che tenta attualmente dedicare 25 milioni di dollari a questo solo scopo, perché  « ci sono centinaia di milioni di dollari da guadagnare nei software e nei servizi secondari. Aggiungete i vaporizzatori 1 e saranno molti di più. » Questo nuovo « mercato emergente » suscita bramosie, con questo obiettivo comune a tutti gli squali del business: « Offrire a un pubblico trentenne ad alto livello di reddito un oggetto tecnologico evoluto dal design attraente. Qualcosa che sia il più lontano possibile dalla pipa ad acqua di marchio rasta che i loro clienti acquistavano per qualche euro nei mercatini delle pulci, al tempo del mercato nero e della loro gioventù. »

Fra la lotta contro la discriminazione e sweet memories, la legalizzazione della cannabis s’imporrebbe dunque. E non si vede perché la cocaina non seguirebbe domani la stessa via, dato che, secondo le indagini, tallona da vicino l’erba che fa ridere sul mercato delle sostanze « ricreative ». Sempre pronti a regolare il nostro passo su quello degli USA, come sempre in nome del progresso inarrestabile, abbiamo appena appreso che « la droga era implicata nel 21% degli incidenti stradali mortali nel 2013 ». Per molto tempo i Francesi hanno guidato ubriachi, adesso guidano anche “fatti”. Di cannabis e di cocaina, in particolare i camionisti che sniffano per restare svegli! E queste cifre sono peraltro inferiori alla realtà perché « nel 38% degli incidenti mortali, il risultato del test (tossicologico) non è registrato ». E ciò, senza alcun dubbio, per delle ragioni finanziarie perché « è effettivamente molto più lungo e oneroso cercare la droga che non l’alcolemia ».

Per ciò che riguarda i costi, il rapporto è di 1 a 12 per il test della saliva, cui si aggiungono (se positivo) 450 euro per un’analisi tossicologica approfondita. Si preferisce perciò far soffiare nel palloncino e nascondere dappertutto dei radar. È facile, poco costoso e può anche far guadagnare molto…

1Le sigarette elettroniche destinate al fumo dell’olio di cannabis o dell’erba.

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