Denunciati Moscovici-Oettinger: “Hanno manipolato lo spread”

Nov 2 • L'opinione, Prima Pagina • 134 Views • Commenti disabilitati su Denunciati Moscovici-Oettinger: “Hanno manipolato lo spread”

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 26 ottobre 2018. Il 26 ottobre 1958 debutta un nuovo velivolo commerciale con motori a reazione: il Boeing 707. È in grado di coprire la rotta da Parigi a New York in 8 ore e 41 minuti. (www.accadeoggi.com). Il Concorde 2 è stato annunciato dalla stampa inglese, potrà raggiungere una velocità di 3.425 miglia all’ora, ovvero di oltre 5.512 chilometri orari, pari a tre volte quella del vecchio Concorde e corrispondente a  4,5 volte quella del suono. (viaggi news com)

Depositato a Roma in procura un esposto contro i due commissari Oettinger e Moscovici: “Hanno alterato lo spread italiano”.

A presentarlo sono stati due giornalisti, Francesco Palese e Lorenzo Lo Basso, che questa mattina si sono presentati negli uffici della Procura della Repubblica per depositare il loro esposto. L’accusa è chiara: aver manipolato il mercato azionario italiano con le loro dichiarazioni sulla manovra. Omissis. Nella denuncia si legge che le dichiarazioni “sono state rese prima che i detti commissari ricevessero l’intera documentazione da parte del governo italiano avvenuta in data 16/10/2018 con il Documento programmatico di bilancio. Come a dire: un processo alle intenzioni. In tal modo – continua la denuncia – hanno diffuso notizie false e posto in essere operazioni simulate sulle conseguenze per l’Italia di tale manovra di bilancio provocando l’alterazione del prezzo di strumenti finanziari (violazione art. 185 TUF E ART. 501 C.P.). Lo Spread, che incide sui risparmiatori italiani, è infatti cominciato a salire. Si consideri che a fine settembre era sul livello di 240 punti, mentre è cominciato a salire vertiginosamente unitamente alle dichiarazioni dei due funzionari“.

(IL giornale.it Mer, 24/10/2018 – 17:46)

Un golpe finanziario contro l’Italia (per portare Cottarelli al Governo)?

Un recente e interessante articolo di analisi sul sito Qelsi ha lanciato l’allarme: si prepara un nuovo colpo di Stato finanziario in Italia, come quello che nel 2011 portò al Governo i tecnici di Mario Monti. Secondo il pezzo firmato da tal Mitt Dolcino, (probabilmente lo pseudonimo di un personaggio più noto), la “cricca” globalista che domina a Bruxelles teme il successo della manovra finanziaria del governo Conte, che rischia di mandare in soffitta la narrativa austero-liberista dei tagli alla spesa e delle manovre lacrime e sangue per “senso di responsabilità”, già pesantemente minata dal “successo” della Grecia, dove dopo anni di miseria auto-inflitta il rapporto debito-PIL è passato dal 140% al 175%. Omissis. Comunque, i segnali di un ipotetico “golpe finanziario” ci sono tutti, tra un rallentamento delle politiche espansive della BCE per opera di Mario Draghi e una vendita dei titoli del debito italiano provocata anche dal terrorismo mediatico non stop cui siamo quotidianamente esposti a reti unificate, fino al declassamento di Moody’s, Omissis, è facile capire che si cercherà probabilmente di defenestrare, con qualsiasi mezzo, l’esecutivo Lega-Movimento 5 Stelle, sostituendolo con uno più vicino ai diktat del pensiero unico economico.  Un Governo guidato da chi? Un nome si staglia su tutti: è quello di Carlo Cottarelli. Omissis.

(Da il blog di Cristiano Puglisi)

La Commissione Europea ha respinto la manovra del governo italiano.

La Commissione Europea ha comunicato all’Italia di aver bocciato la manovra economica che il governo italiano vuole approvare. Come scrive la Stampa, «è la prima volta che la Commissione decide la bocciatura immediata, applicando così il secondo comma dell’articolo 7 del regolamento 473 del 2013, quello che le consente di respingere una manovra nei primi 15 giorni». La decisione della Commissione, formulata durante la riunione del collegio dei commissari riunito alla plenaria del Parlamento europeo, è arrivata un giorno dopo la lettera con cui il ministro italiano dell’economia aveva provato a rispondere alle critiche della Commissione stessa sulla legge di bilancio e scritto che la decisione di aumentare il deficit era stata «difficile ma necessaria». Omissis

Il governo italiano ha ora tre settimane di tempo per presentare una nuova bozza del Documento Programmatico di Bilancio, che anticipa le linee guida generali della manovra. Se non lo farà, come sembra probabile, potrebbe essere aperta nei confronti dell’Italia una procedura d’infrazione (che però non dovrebbe portare a sanzioni, mai emesse nella storia di questi procedimenti).

(n.d.r. In sostanza la Commissione europea chiede al governo Conte di correggere la manovra per circa17 miliardi.)

(il post 23 ottobre 2018 Konrad)

Il Parlamento Europeo sta provando a far sì che le auto inquinino meno.

Il Parlamento Europeo ha votato un’ambiziosa proposta sulla riduzione di gas inquinanti prodotti dalle auto entro il 2030. Entro il 2021, secondo i piani attuali, le emissioni di anidride carbonica (CO2) che sono tra le cause del riscaldamento globale dovrebbero diminuire del 20 per cento rispetto ai livelli del 2005; secondo la proposta approvata oggi dal Parlamento, nel 2030 le emissioni dovrebbero diminuire del 40 per cento rispetto ai livelli previsti nel 2021, con un obiettivo intermedio del 20 per cento entro il 2025 (la prima proposta parlava del 45 per cento). La proposta è stata votata da una maggioranza molto risicata e ora passa al Consiglio, che potrebbe approvare un obiettivo più modesto: si parla del 35 per cento. Omissis

(I Post 3 ottobre 20189 Konrad).

Erasmus +: un budget previsto di 3 miliardi di euro da investire nei giovani europei e contribuire alla creazione di università europee nel 2019.

Oggi la Commissione ha pubblicato il suo invito a presentare proposte per il programma Erasmus + 2019. Da un budget previsto di 3 miliardi di euro per l’anno prossimo, 30 milioni di euro sono stati stanziati per le università europee dedicate. Questa è una nuova iniziativa che è stata approvata dai leader dell’Unione europea al Vertice Sociale di Göteborg lo scorso novembre e parte della spinta verso la creazione di uno spazio europeo dell’istruzione entro il 2025.

(Bruxelles, 24 ottobre 2018 European Commision)

 

Pubblicazioni dell’UE

Una nuova rivoluzione industriale

La ripresa dell’Europa dalla crisi economica è stata relativamente lenta e fragile. Fin dall’inizio, l’attenzione si è concentrata sul miglioramento delle finanze pubbliche e sul rafforzamento del sistema finanziario europeo. Mentre queste questioni rimangono importanti, il rafforzamento dell’economia reale – le imprese industriali e altri imprenditori che forniscono beni e servizi concreti – è in definitiva la chiave per la ripresa economica. Inoltre, con la globalizzazione e l’intensificarsi della concorrenza dei paesi emergenti, la prosperità economica dell’Europa a lungo termine dipenderà dalla forza della nostra base industriale; la nostra economia non può essere basata su servizi e banche da soli.  L’UE è un leader globale nell’efficienza energetica e negli investimenti stranieri, ma le prestazioni industriali nei paesi dell’UE non sono equilibrate. Fortunatamente, l’industria dell’UE è un leader tecnologico in molti campi e ha il potenziale per riportare l’economia europea in crescita. Questo è l’obiettivo della politica industriale europea. Questa pubblicazione fa parte di una serie che spiega cosa fa l’UE in diverse aree politiche, perché l’UE è coinvolta e quali sono i risultati.

 

Desirée Mariottini – Salvini: “Nei prossimi mesi un piano straordinario di sgomberi. Stabili occupati da 5, 10, 20 anni”

(Ndr La ragazza 16 enne  è stata drogata, quindi oggetto di stupro di gruppo e poi ammazzata. In Italia sono commessi settemila reati al giorno!!)

“Nei prossimi mesi faremo un piano straordinario di sgomberi“. Lo ha annunciato il ministro dell’interno Matteo Salvini giunto, tra le contestazioni, in visita allo stabile abbandonato di via dei Lucani dove è stata trovata morta la sedicenne Desirée Mariottini. “A Roma come nel resto d’Italia – ha aggiunto –  senza creare scontro sociale, nei prossimi mesi avremo un piano straordinario di sgomberi nel rispetto di chi  è in fila per una casa popolare. Ricordo che a Roma ci sono 12mila persone che aspettano una casa popolare”

(il fatto quotidiano di F.Q. 24 ottobre 2018)

Quanto guadagna il premier italiano rispetto ai colleghi europei

Giuseppe Conte, giurista e accademico, è il presidente del Consiglio designato dal Movimento 5 stelle e Lega.

Si è definito come “l’avvocato degli italiani” ed è stato chiamato ad essere il giusto “mediatore” tra i due poli politici che rappresenta, ma quanto guadagna il giurista in veste di Premier italiano? È una domanda che molti si sono certamente fatti, ma può sorprendere sapere che l’Italia non è tra i paesi europei più generosi con il presidente del Consiglio. Giuseppe Conte, infatti, guadagna un compenso di 124.600 euro lordi all’anno, che corrispondono a circa 7.000 euro al mese netti. Decisamente inferiore come cifra a quella prevista per i premier di altri paesi, ma anche per tanti ministri del governo, senatori e parlamentari italiani.

Vediamo la situazione in Europa: la Germania è lo Stato che risulta essere più generoso. La cancelliera Angela Merkel infatti riceve lo stipendio più alto, corrispondente a 300.000 euro lordi l’anno. Segue poi l’Austria con Sebastian Kurtz, pagato 266.166 euro lordi l’anno. In Lussemburgo invece, Xavier Bettel guadagna 225.600 euro lordi l’anno.

Se consideriamo gli stipendi più bassi dobbiamo spostarci a est e andare in Polonia, dove Mateusz Morawiecki riceve 46.976 euro l’anno. In Lettonia, Maris Kucinskis guadagna invece 48.396 euro, mentre in Slovacchia e in Portogallo superano i 50.000 euro. Lo sloveno Peter Pellegrini riceve 57.588 euro l’anno, mentre il portoghese Antonio Costa guadagna 58.707 euro ogni 12 mesi.

Se analizziamo la situazione anche tra i capi di Stato, l’Italia non risulta anche in questo caso la più generosa. Al primo posto in classifica si trova la monarchia britannica, che riceve una cifra spropositata di 87.139.175 euro all’anno. Anche in seconda, terza e quarta posizione si trovano monarchie costituzionali. Re Filippo del Belgio guadagna 11.728.477 euro annui, mentre Margherita II di Danimarca si difende con 10.992.590 euro. Sotto il milione, Guglielmo Alessandro d’Olanda riceve 888.000 euro ogni anno.

Seguono poi le Repubbliche: Alexander Van der Bellen in Austria guadagna 328.188 euro all’anno, mentre Sergio Mattarella rimane “solamente” in ottava posizione con 239.000 euro lorde all’anno. Solo in undicesima posizione troviamo Emmanuel Macron, capo di Stato francese, che riceve 178.924 euro annui. Sotto i 100.000 euro invece si trova Marcelo Rebel de Sousa, in Portogallo, che guadagna 78.276 euro all’anno.

(quiFinanza)

Celle piene, fabbriche vuote

Manette per i disoccupati (furbi) è la nuova frontiera del credo Cinquestelle, che ogni giorno si arricchisce di una buffonata. Sul reddito di cittadinanza, l’unica certezza annunciata ieri da Di Maio con espressione severa ma giusta, è che chi sgarrerà, cioè farà il furbo, rischierà sei anni di galera..(omissis). Facciamo due conti. Disoccupati e inoccupati sono oltre sei milioni. A occhio, circa metà non ha nessuna voglia di occuparsi perché vive meglio nel nero. Questi signori non rifiuteranno comunque l’assegno, ben sapendo che troveranno il modo per gabbare uno Stato pasticcione. Parliamo quindi di tre milioni di potenziali nuovi processi in tre gradi di giudizio. Ma vogliamo essere benevoli con gli italiani e diciamo che solo il dieci per cento dei non lavoratori proverà a fare il furbo. E mettiamo che non si capisce come Di Maio li vada a pizzicare velocemente uno a uno: prepariamoci quindi a seicentomila avvisi di garanzia per frode, un numero che è più del doppio delle denunce che ogni anno vengono inoltrate per qualsiasi tipo di reato civile e una volta e mezzo di quelli penali.

Inutile dire che per fare questo non abbiamo abbastanza manette e magistrati, stante che già oggi un processo dura mediamente 1.600 giorni, più o meno cinque anni. (omissis)

Ma sapete come andrà a finire? Che avremo tribunali e carceri piene e fabbriche e botteghe vuote.

Perché il lavoro non ha bisogno di più manette, ma di meno tasse per chi lo offre e per chi lo fa (omissis)

(Alessandro Sallusti – Ven. 05/10/2018 – 15:22)

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