Delle sanzioni unilaterali contrastano con la neutralità della Svizzera

Lug 24 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 786 Views • Commenti disabilitati su Delle sanzioni unilaterali contrastano con la neutralità della Svizzera

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 Un atteggiamento imparziale non sembra far parte della tendenza a commentare, condannare a priori e sanzionare. Proprio in questo momento, in merito alla tragedia aerea in Ucraina, appare chiaro quanto sia importante un dignitoso riserbo per un paese neutrale. Il Consiglio federale non può in alcun caso permettersi di nuotare nella corrente degli attori politici potenti USA e UE. È serio il ministro degli affari esteri Burkhalter quando parla di un ruolo di mediatore da parte della Svizzera? Allora non può porre il nostro paese né a fianco della Russia e dei separatisti pro-russi, né dell’Ucraina, UE e USA. Delle sanzioni unilaterali contrasterebbero con la neutralità e metterebbero inutilmente a rischio un ruolo di mediatore.

La situazione nella regione della guerra civile è (per definizione) complessa e oscura. L’esempio Ucraina dimostra come tali conflitti si sviluppino dinamicamente e imprevedibilmente. Il tragico abbattimento di un aereo civile ci dimostra quanto rapidamente dei conflitti interni possano condurre a un dramma internazionale. La nostra cultura dei social-media induce poi a esprimere commenti e verdetti prematuri. Lo fa anche una parte della nostra classe politica. Quale ghiotta occasione di presentarsi in nome della Svizzera e mettersi in mostra sulla scena internazionale!

Cosa esige, invece, la totale neutralità? Essa obbliga il governo, in politica estera, all’imparzialità e alla non-ingerenza. Il riserbo è indispensabile. Sono necessarie qualità come “pazienza e discrezione”. La collaborazione con tutti gli attori coinvolti deve poter continuare. Bisogna essere disponibili a parlare con tutti. La totale neutralità protegge da una parte la Svizzera da un coinvolgimento in conflitti internazionali. Dall’altra, permette il nostro impegno umanitario e i nostri sforzi diplomatici di mediazione. Chi è imparziale in modo credibile e previdente, è rispettato e ottiene la fiducia di tutte le parti in conflitto.

Se la nostra politica si esprime in modo partigiano, precipitoso e preconcetto, la Svizzera si schiera – secondo il motto “sostegno=complicità” – nella corrente geopolitica degli attori mondiali come gli USA e l’UE. Ancora peggiori sono le conseguenze, se partecipa a sanzioni unilaterali. Il Consiglio federale deve perciò evitare di rilasciare qualsiasi commento e anche di mandare dei “segnali diplomatici” unilaterali. Per poter aiutare in caso concreto o per trovare una soluzione pacifica e diplomatica del conflitto, il nostro governo non deve lasciarsi coinvolgere in sanzioni da parte dell’UE. Perché? Perché l’UE, in questo gioco politico di potere è decisamente di parte.

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