Dei professori e degli artisti mostrano il loro vero volto

Dic 3 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 641 Visite • Commenti disabilitati su Dei professori e degli artisti mostrano il loro vero volto

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La democrazia diretta è sconosciuta nell’UE – che tutt’al più procede talvolta a delle consultazioni popolari, la maggior parte delle volte non vincolanti. E in questo modo procedono pure questi artisti e professori con la loro iniziativa lanciata oggi (2.12.2014). Gli strumenti della democrazia diretta sono utilizzati non per applicare la volontà popolare, bensì per far votare fintanto che necessario per ottenere il risultato auspicato dalla cosiddetta élite. È esattamente la prassi in uso nell’UE. Gli autori dell’iniziativa “Usciamo dall’impasse” vogliono annullare la decisione di popolo e cantoni del 9 febbraio 2014. Appena 10 mesi dopo la decisione del sovrano elvetico. Con questa azione, gli eurofanatici svizzeri mostrano il loro vero volto. Se fosse per loro, la Svizzera sarebbe già da molto tempo membro dell’UE e non dovrebbe più preoccuparsi di un popolo fastidioso. Questa iniziativa è sulla stessa linea dei diversi tentativi di limitare i diritti democratici svizzeri. Queste idee emanano sempre più sovente dagli stessi ambienti.

Chi si sorprende ancora di vedere dei professori come Georg Kreis o degli artisti come Pipilotti Rist e il clown Dimitri disprezzare la Svizzera? Gli autori di questa iniziativa vogliono impedire che la Svizzera riprenda il controllo dell’immigrazione nel suo territorio. Essi negano i problemi reali che la popolazione si trova ad affrontare, come la pressione sui salari, la disoccupazione e l’esplosione dei costi delle assicurazioni sociali e dell’aiuto sociale. L’immigrazione incontrollata di questi ultimi anni ha messo in evidenza degli incentivi controproducenti clamorosi che permettono uno sfruttamento abusivo, ancorché legale, delle generose assicurazioni sociali svizzere, minacciando così il nostro sistema sociale. A questo si aggiunge un’esecuzione totalmente insufficiente delle leggi a livello federale e cantonale. Un recente rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale ha confermato questa intollerabile situazione. L’iniziativa contro l’immigrazione di massa esige fra l’altro, che una persona non avente più un lavoro o che non possa assicurare la sua sussistenza debba lasciare la Svizzera. Inoltre, il diritto alle prestazioni delle assicurazioni sociali è accordato solo dopo un periodo sufficientemente lungo durante il quale sono stati pagati i premi. La Svizzera non è la sola a imporre tali requisiti. Il governo britannico del signor Cameron ne ha formulati di analoghi la scorsa settimana. Così, gli immigranti provenienti da altri paesi UE non avrebbero più diritto in Gran Bretagna agli assegni per figli e ad altre prestazioni sociali che dopo quattro anni di soggiorno. Il ricongiungimento familiare sarebbe severamente controllato e tutte le persone che non hanno trovato un lavoro nei sei mesi successivi al loro arrivo dovrebbero lasciare il paese.

Questi professori e artisti ignorano anche bellamente il fatto che la Svizzera è il paese che registra la maggiore immigrazione. E che l’iniziativa contro l’immigrazione di massa esige finalmente una cosa sola: un controllo autonomo dell’immigrazione. Le ultime statistiche dell’OCSE su quest’oggetto sono rivelatrici:

Nel 2012, la Svizzera era fra tutti i paesi membri dell’OCSE quello che ha ammesso il maggior numero d’immigranti insediatisi durevolmente:

Immigranti 3

Fonte: Rapporto dell’OCSE: prospettive migratorie internazionali 2014.

 

La decisione popolare del 9 febbraio 2014 deve essere applicata rapidamente e senza discussioni, affinché la Svizzera riprenda il controllo dell’immigrazione nel suo territorio. È il solo modo per assicurare durevolmente la nostra prosperità e il finanziamento del nostro solido sistema sociale. 

 UDC Svizzera

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