Il fatto che riportiamo, traducendolo dal sito All’ombra del minareto http://www.bivouac-id.com/2010/07/17/grenoble-tout-ce-qui-est-europeen-on-va-tirer-dessus/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+bivouac-id+%28Bivouac-ID%29, si riferisce alla sommossa avvenuta lo scorso 17 luglio a Grenoble, nel quartiere di Villeneuve, a seguito dell’uccisione da parte della polizia di un delinquente in fuga dopo una rapina al Casino.
Sommossa a Grenoble: “Spariamo a tutto ciò che è europeo”. « È Beirut. Ti giuro, è Beirut ! » esclama un abitante del quartiere di Villeneuve vedendo passare delle vetture di polizia a sirene spiegate. Sopra gli immobili passa un elicottero della gendarmeria, equipaggiato con proiettori e un faro a infrarossi per filmare gli assembramenti. Dei CRS (agenti delle forze mobili, NdT) tentano di accerchiare dei gruppetti di giovani che corrono e spaccano tutto ciò che incontrano sul loro cammino. Una quindicina di loro, alcuni con il viso coperto da una T-shirt bianca, distruggono due pensiline del bus con delle mazze da baseball. “Avete ucciso uno dei nostri. In ogni caso siete una razzaccia, ammazzeremo anche voi” « I giovani mi hanno detto : Avete ucciso uno dei nostri. In ogni caso siete una razzaccia, ammazzeremo anche voi”, assicura un poliziotto in servizio a Villeneuve, confermando l’odio espresso da molti giovani del quartiere. “Spariamo su tutto ciò che è europeo”, dice pure di aver inteso. Origine delle violenze Dopo aver rapinato fra i 20 e i 40'000 euro al casino di Uriage-les-Bains presso Grenoble, due delinquenti sono stati inseguiti da una pattuglia della polizia e della gendarmeria. Dopo uno scambio di colpi, uno dei ladri è morto: Karim Boudouda, 27 anni, già condannato tre volte per rapina a mano armata. “I poliziotti, sono loro la causa di tutto questo”, accusa una donna in djellaba (tunica tradizionale araba, NdT) blù. (...) “I poliziotti sono dei cani”, aggiunge una donna sulla trentina con il velo integrale. Dei residenti di tutte le età, anziani come bambini, scendono in strada per guardare queste scene di violenza, e anche loro esprimono la propria collera. Al passaggio dei CRS, una donna anziana grida loro: “Tornate a casa vostra!”. “I poliziotti non ci sono mai quando ne hai bisogno, zero. E quando non ne hai bisogno arrivano. Sono loro la causa di tutto questo”, accusa una giovane donna in djellaba blù, scesa in strada a un’ora tarda della notte, mentre le forze dell’ordine tirano dei proiettili di gomma in aria per disperdere i raggruppamenti. “Tutte le mamme sono venute e hanno visto il corpo per terra. Cosa significa tutto ciò. I bambini sono scioccati. I poliziotti sono dei cani », aggiunge una donna sulla trentina con il velo integrale, scesa a verificare che la sua auto non bruciasse. Un gruppo di sessantenni si lamenta : “I giovani danno i numeri. Non hanno più nulla nella testa. Non deve esserci un altro morto, tutto ciò non serve a niente”, dice uno di loro. La polizia afferma di aver agito in stato di legittima difesa in occasione della morte di Karim Boudouda, inseguito fino nel quartiere Villeneuve dopo la rapina al casino di Uriage-les-Bains. Secondo le forze dell’ordine, i malviventi hanno aperto il fuoco con dei fucili d’assalto, ferendo un poliziotto alla testa. I poliziotti assicurano quindi di aver risposto al fuoco, uccidendo uno dei rapinatori, mentre l’altro è riuscito a fuggire a piedi. Ma nel quartiere Villeneuve la tesi non passa, malgrado l’annuncio di un’autopsia sabato, che dovrà precisare le circostanze della morte di questo “ragazzo del quartiere”, e l’avvio di un’inchiesta da parte dell’Ispettorato generale della polizia nazionale. « Il quartiere ha preso molto male la morte del giovane. L’anno lasciato crepare per terra, hanno lasciato il suo corpo sull’asfalto invece di trasportarlo”, afferma un abitante, ripetendo all’infinito la tesi che circola nel quartiere popolare di Villeneuve. “Il sangue colava dalla testa. Non aveva passamontagna. Sicuramente sono stati i poliziotti a toglierglielo », assicura da parte sua un giovane che si dice testimone dello scambio di colpi con i poliziotti. Anche lui accusa i servizi di soccorso di non aver tentato la rianimazione. È dopo una preghiera per i morti recitata nella serata da un imam, ascoltata in silenzio da una cinquantina di giovani assembrati in un parco, che la situazione è degenerata. Dei piccoli gruppi di teppisti hanno preso a colpi di mazza delle pensiline del bus e un tram, e sono stati tirati dei gas lacrimogeni, ha constatato una giornalista dell’AFP che ha visto diversi incendi, in particolare in un garage, un centro di controllo tecnico e una palestra di muscolazione. Di fronte alla recrudescenza di violenze nella regione da diversi mesi a questa parte, il segretario dipartimentale del sindacato SGP-FO, Daniel Chomette, reclama degli “effettivi supplementari” per rendere sicuro l’agglomerato di Grenoble, toccato da una recente ondata di violenze, assicurando che la polizia ha “raggiunto il suo limite di rottura”. Una ventina gli omicidi commessi in questi ultimi anni in scontri fra bande rivali a Grenoble. Le aggressioni a mano armata si sono moltiplicate. In una lettera indirizzata al ministro dell’Interno, Brice Hortefeux, Nicolas Compte, segretario generale del sindacato unitario SGP-Police, sottolinea che gli effettivi della pubblica sicurezza di Grenoble hanno subito una “diminuzione del 20%” dal 2008 a oggi. Nello stesso tempo, dice, è stata commessa una ventina di omicidi in scontri fra bande rivali a Grenoble e le aggressioni a mano armata si sono moltiplicate nella regione. Nicolas Compte chiede « espressamente dei rinforzi di poliziotti nazionali » nella circoscrizione di Grenoble. Il sindacato Alliance si preoccupa da parte sua di osservare che ancora una volta “dei criminali armati non hanno esitato a sparare a più riprese su dei poliziotti al fine di coprire la propria fuga”. E ricorda l’assassinio di una poliziotta municipale a Villiers-sur-Marne, presso Parigi, lo scorso 20 maggio. Quanto al vicesindaco PS della città, Michel Destot, ha di nuovo reclamato la creazione di un “Ufficio della sicurezza urbana che riunisca, accanto ai ministri competenti, i principali deputati e i prefetti, affinché sia elaborata una strategia comune, in particolare in termini di messa a disposizione di mezzi”.
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