Edizione del: 06/08/2010
 
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08/01/2010 - Pillole di saggezza
16/04/2010 - Pillole di saggezza
 

Editoriale

“Il Paese” va in vacanza”

 
Come ogni anno “Il Paese” si concede una pausa estiva durante tutto il mese d’agosto.

Il prossimo numero uscirà quindi il 10 settembre 2010.

A tutti i nostri lettori auguriamo una buona estate.

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La Redazione
edizione del 06/08/2010

Editoriale

Non c’è peggior cieco... o sordo... o pirla

 
A seguito dell’opuscolo distribuito a tutti i fuochi della Svizzera, con cui l’UDC ha voluto consultare la popolazione su come la pensa nei riguardi della politica federale d’asilo e degli stranieri, una signora - di cui taceremo il nome non volendole creare gratuitamente dei problemi – ha scritto, non al nostro giornale ma all’indirizzo elettronico dell’UDC Ticino, la seguente lettera:

“Egregi Signori,
questa sera, per puro caso, apro il giornalino che avete inviato a casa... e ne sono rimasta disgustata!!!!
Sono una Svizzera che, per amore, 5 anni fa ha sposato un egiziano musulmano, di sicuro non avevo idea dello schifo che avremmo dovuto passare solo perché mio marito fosse straniero!!!! Laureato in lingue, parla perfettamente italiano-inglese-arabo e discretamente francese e tedesco, non trova lavoro nemmeno come lavapiatti, solo perché musulmano!!! Viviamo da 8 mesi solo con uno stipendio, e non prendo 5000 franchi, anche il sussidio di cassa malati c'è stato negato!!!!
In 5 anni di matrimonio mio marito non mi ha mai messo un dito addosso, non mi ha mai impedito niente, anche se musulmano praticante, MAI mi ha chiesto di convertirmi all'Islam!!!! Sono stufa di leggere tutte queste cavolate sui giornali... provate a conoscere meglio queste persone, e vedrete che non sono tutti terroristi come potete pensare, in fondo anche tra la nostra popolazione ci sono persone marce... ma tutti sono bravi a nascondere le cose quando c'è uno svizzero di mezzo!!!!
Concludo qui con la consapevole amarezza che per poter vivere serenamente il mio matrimonio sarò costretta a trasferirmi in Egitto, perché qui con tutto il razzismo che c'è mio marito non troverà mai lavoro!!!!

Cordiali saluti,
Segue firma”

La lettera della signora in questione merita almeno qualche appunto. Innanzitutto, una rondine non fa primavera e, per un matrimonio che funziona come è il suo caso, la cronaca riporta quotidianamente di unioni non altrettanto fortunate e spesso finite nella tragedia. Anche perché le decisioni prese sotto l’influsso dell’amore, spesso e volentieri sono in rotta di collisione con il comune buonsenso. Ma, fermo restando l’indiscusso e legittimo diritto di sposarsi con chi si vuole (possibilmente senza farne pesare sulla comunità le conseguenze quando le cose vanno male), ma in che mondo vive, signora ? Aumentano i posti di lavoro in Ticino come in Svizzera, e cresce contemporaneamente la disoccupazione indigena. E lei viene a parlarci di uno “schifo che avrebbe dovuto passare perché suo marito è straniero” ? Che non avrebbe trovato un lavoro, nemmeno come lavapiatti, perché musulmano? Ma si rende conto di quante persone sono in disoccupazione PERCHÈ SONO SVIZZERE, e quindi costano troppo rispetto alla manodopera d’importazione sia residente che frontaliera? Il massimo dell’assurdità la signora lo raggiunge poi quando afferma che “anche tra la nostra popolazione ci sono persone marce... ma tutti sono bravi a nascondere le cose quando c'è uno svizzero di mezzo!”. Ma se l’unica nazionalità che viene comunicata dalla stampa in caso di reati è quella svizzera, non importa se di recente naturalizzazione. Quando il criminale è straniero si parla di un “ventenne residente nella regione”, naturalmente per non suscitare sentimenti razzisti nella popolazione. Certo che ci sono le mele marce elvetiche ma, innanzitutto, sono molto meno di quelle straniere e, in secondo luogo, avendo il passaporto svizzero non le possiamo mandare via. Quando la popolazione carceraria straniera raggiunge il 70%, su una presenza globale straniera ufficiale del 22%, bisogna essere proprio ciechi o sordi – o magari anche solo pirla – per negare l’esistenza di un problema degli stranieri.
Quanto poi al sussidio di cassa malati negato, è subdolo e disonesto tentare di farlo passare come discriminatorio per motivi religiosi o xenofobi. Ci sono dei requisiti finanziari ben precisi per avere il diritto al sussidio, e se non le è stato concesso è perché, non soddisfacendo questi requisiti, si ritiene che il soggetto sia in grado di pagare il premio da sé.

Ma torniamo all’opuscolo dell’UDC. Noi, ovviamente, riteniamo che l’operazione dell’UDC sia una cosa ben fatta e che anzi, in una democrazia diretta come quella svizzera, non toccherebbe ai partiti spendere energie e denaro per sapere come la pensa il popolo su determinati argomenti, bensì al governo federale. Ma tant’è, visto che quest’ultimo ritiene di potersi muovere indipendentemente dalla volontà del sovrano – con i risultati che dobbiamo purtroppo constatare quotidianamente sulla nostra pelle – ben venga l’unico partito in Svizzera che dimostra di prendere a cuore le preoccupazioni della popolazione.
Ma come al solito, si tenta di capovolgere causa ed effetto: il male non sta nel fatto che in Svizzera ci sono troppi stranieri, che la criminalità straniera è in costante aumento, che è in atto un’islamizzazione dell’Occidente che tocca chiaramente anche il nostro paese, che l’abuso delle nostre opere sociali è diventato uno dei motivi principali dell’immigrazione in Svizzera, eccetera. No, il male sta nell’UDC che denuncia il problema – peraltro palese a chiunque abbia occhi per vedere e orecchie per sentire – a meri scopi elettorali. È come affermare che la mortalità dovuta a tumori o all’infarto cardiaco non esisterebbe se non ci fossero i medici a diagnosticare le malattie, solo per spaventare la gente e/o per lucrarci. O che altrettanto non esisterebbe la criminalità se non ci fosse la polizia. E che dire delle vespe che infestano il giardino o degli scarafaggi in cucina? Tutta colpa delle maledette ditte di disinfestazione!
È incredibile come – ammantandole di un velo di serietà – gli avversari riescano a sparare le più orride cavolate autoconvincendosi di dire delle cose intelligenti. Se invece di dedicarsi a questi patetici contorsionismi dialettici si limitassero, come fa l’UDC, a cercare di capire e mettere in atto la volontà del popolo – che, non dimentichiamolo, è poi il loro datore di lavoro – la stella della Svizzera tornerebbe a brillare. Di luce propria non riflessa da vaghi e utopici specchi in mano all’UE o ad altre organizzazioni sovranazionali. È così difficile da capire?

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Eros N. Mellini
edizione del 06/08/2010
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