Dalla Santa Maria Goretti dei “rifugiati”, ai permessi strenne

Feb 24 • L'opinione, Prima Pagina • 318 Visite • Commenti disabilitati su Dalla Santa Maria Goretti dei “rifugiati”, ai permessi strenne

Poffarbacco! Questo cantone assomiglia sempre di più alla nazione a noi geograficamente più vicina. Non solo per quanto concerne la lingua, la cucina, la cultura e i soloni che ci ritroviamo in casa, ma anche per il tipico malandazzo che la caratterizza, quotidianamente protagonista delle vicende del Bel Paese.

Dopo le prodezze della S.Maria Goretti dei “rifugiati”, caso ancora aperto e in attesa di giudizio (!) … Aspetta e spera! Eccoci a un altro “pasticciaccio brutto”, che coinvolge cittadini “svizzeri” di fresca, quanto inconcepibile naturalizzazione espresso, con tanto di piazzamento su di una comoda sedia. Udite, udite, dell’Ufficio migrazione!

Sedie ambite, poiché l’equazione “emigrazione=ingrassare i soliti noti”, fa gola a molti, lo possiamo anche capire, ma che poi vadano a posarci le chiappe certi ambigui, quanto scaltri personaggi, proprio non lo si comprende! Chissà, forse le statistiche riguardanti i nomi dei partiti che amano mettere il turbo alle naturalizzazioni facili, potrebbero illuminarci! Non dovrebbe essere difficile individuarli: sono sempre i soliti, quelli che “…per il bene del Paese e bla bla… “.

Ma, suvvia, non drammatizziamo! In fondo è un bravo ragazzo, giocava a calcio nel Bellinzona! Una garanzia assoluta per ottenere la nazionalità svizzera, come no!

Ma di “bravi ragazzi”, distributori di “permessi strenne”, ne sono implicati più di uno e di altrettante ex nazionalità ( italiana, kossovara e turca) barattate – non certo per puro patriottismo – ma per ottenere il passaporto rossocrociato e procacciare voti ai “padrini” di turno.

Sempre a proposito di quiz: nel 2009, chi era a capo del Dipartimento delle Istituzioni? Forse qualcuno dalle orecchie appariscenti, considerata la loro lunghezza, e che ora bazzica negli ambienti della RSI?

Intanto, si sta tentando di mettere in croce, con tanto di chiodi rugginosi, l’On. Norman Gobbi, il quale, conoscendolo, non permetterà di certo e giustamente d’essere crocifisso! Semmai, questo trattamento, andrebbe riservato a coloro che non disdegnano il diavolo e l’acqua santa, anzi! Un connubio che ha fatto la fortuna di un certo schieramento politico! Ma ora la pacchia è finita!

Siccome non ci s’inventa niente, citiamo: “Assunto nel 2009 come ausiliario e in possesso della cittadinanza italiana, aveva ricevuto la nomina nel 2010 e il passaporto svizzero l’anno successivo” (fdc)

Riformuliamo la domanda: fino al 2011, chi era a capo del Dipartimento Istituzioni, il Mago Zurlì? O forse, considerato il colore, uno dei Puffi ? Queste, non sono “leggende metropolitane”, bensì pastrocchi tipici di chi si crede investito del potere assoluto, che fa e disfa a piacimento, facendosene un baffo della gente che ha oramai le parti basse sature, nell’assistere a certi vergognosi intrallazzi, non certo per favorire “prima i nostri“, ma soprattutto gli altri, quelli che poi ricambiano (basta crederci!) con il voto!

“Mamma li turchi!. Evvai con i tappeti rossi, le naturalizzazioni alla velocità della luce, con nomine prestigiose e redditizie in ambienti dove, “i nostri” potrebbero fare meglio e di più! Nossignori! Bisogna dimostrare che siamo “aperti”, che non siamo assolutamente xenofobi, bensì buonisti e minchioni, come solo gli svizzeri sanno essere!

D’altronde, che volete farci? Se non si espellono i jihadisti “svizzeri”, tornati dai campi di addestramento, per paura che poi, se rinviati nei loro paesi d’origine, potrebbero correre grave pericolo (sic!), come possiamo pretendere che un ragazzo svizzero, ticinese da sempre, preparato ma purtroppo disoccupato, venga preferito al siculo di turno o al cammelliere giunto a Chiasso di straforo e subito coccolato dai “buoni e giusti” di questo cantone da fiabe?

Il fatto è che il lieto fine di queste fiabe riguarda sempre meno la nostra gente e di ciò sappiamo chi ringraziare!

Intanto attendiamo il corso della giustizia! E muniamoci di tanta pazienza, poiché la prescrizione è sempre dietro l’angolo. Un esempio l’abbiamo sotto gli occhi ed è stato pure oggetto di un “premio speciale”, la motivazione è nota: “per atti altamente umanitari” – Traduzione: tratta di esseri umani!

Già! Intanto c’è chi, per una banale infrazione al codice stradale, è stato condannato come se fosse un delinquente, ha perso il posto di lavoro e ha dovuto sborsare qualche migliaio di franchi! Comunque lasciamo che la giustizia vada avanti: “adelante con juicio” , come raccomanda Don Antonio Ferrer!

Comments are closed.

« »