Dalla burocrazia sanitaria in Ticino al lobbismo in quel di Berna

Ott 9 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 664 Visite • Commenti disabilitati su Dalla burocrazia sanitaria in Ticino al lobbismo in quel di Berna

Dr. Gianfranco Soldati Presidente onorario UDC Ticino

Dr. Gianfranco Soldati
Presidente onorario UDC Ticino

Il 18 ottobre si avvicina, è ora di parlare di elezioni, anche se personalmente il tema non mi affascina. I due candidati uscenti PPD al CN, Regazzi e Romano, sono stati sorpresi da un sondaggio  commissionato dal GdP, sondaggio che vede a rischio uno dei due per il possibile raddoppio della presenza socialista nella deputazione ticinese alla Camera bassa. Per il Ticino, dal mio punto di vista, l’arrivo a Berna di un o una collega della Signora Guscetti sarebbe quasi una catastrofe, ma se guardo alle scelte politiche del presidente Darbellay, secondo me un presidente nazionale che più sciagurato non si può, anche un raddoppio socialista con perdita del secondo PPD in Ticino non smuoverebbe, sul piano nazionale, gli attuali equilibri.

Un problema grave, anzi gravissimo, della democrazia diretta svizzera è quello della presenza a Berna di cosiddetti lobbisti. Parlamentari che sono eletti dal popolo ignaro per difendere gli interessi di tutti, ma che invece sono al soldo e quindi al servizio di chi li foraggia per difendere interessi particolari. Quando un’azienda di livello multinazionale deve foraggiare un suo lobbista fa bene i suoi calcoli: tot foraggiamento, tanta ricaduta, i soldi da investire sono i suoi. Ben differente è il caso del lobbismo cassamalataro, che riempie di lobbisti le due camere: le casse malati si trovano nella felice situazione di poter foraggiare il loro lobbisti con i nostri soldi, non con i loro. Lo fanno con avvedutezza e discrezione, chiamandoli nei loro consigli di amministrazione, dove stanno da nullafacenti in attesa di fare il loro dovere a Berna. I pazienti, che siamo tutti noi, di lobbisti a Berna non ne hanno.

Ignazio Cassis è presidente del maggiore e più potente raggruppamento di casse malati che ci sia in Svizzera. Vecchi amici ben addentro alle segrete cose del partito una volta egemone mi hanno fatto notare che si mette a disposizione a titolo di volontariato. Chi crede a questa favola gli dia il voto. Lo fa comunque con competenza da tutti riconosciuta, sulla base di un’esperienza di 10 e rotti anni in qualità di medico cantonale. Il vecchio dottor Fraschina, primo medico cantonale ticinese, stava solo nel suo ufficio, il suo successore Giordano Kaufmann fu un medico cantonale per il quale tutto andava bene, alla sola condizione che lo si lasciasse in pace, poi vennero medici cantonali con tanto di supplente, segretarie e segretarie delle segretarie, ricordo una giovincella alla quale dovevo chiedere permesso per inviare a Zurigo un paziente con un tumore così avanzato da non poter più essere adeguatamente curato in Ticino. Adesso mi dicono che l’ufficio del medico cantonale ha 15 o 16 impiegati, non so se sia vero. Fossero anche solo 12, è la dimostrazione che la burocrazia si autogenera lasciando a noi una sola incombenza, quella di finanziarla.

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