Dal pulpito si parla di armi: invece su certe nefandezze furbescamente si tace!

Mag 3 • L'opinione, Prima Pagina • 253 Views • Commenti disabilitati su Dal pulpito si parla di armi: invece su certe nefandezze furbescamente si tace!

Come dicono a Roma: “e daje” ! Insomma, ancora una volta c’è chi mette becco dove non ce lo dovrebbe mettere. Ma oggi, è risaputo, omelie e politica sono un tutt’uno. Qualcosa non quadra! Un prete dovrebbe preoccuparsi della cura delle anime, soprattutto di quelle che coltivano certi abominevoli vizi, poiché tali sono! Invece, sempre più spesso, dai pulpiti si cerca di irretire quei pochi fedeli rimasti, inculcando loro – ma non è una novità – sensi di colpa.

Si narra, che oltre 2000 anni orsono, un Uomo Giusto cacciò i mercanti dal tempio! Se oggi dovesse ricapitare sulla terra, sarebbe costretto a usare una ruspa, considerato il gran numero di “bancarelle” e di “mercanti”, affaccendati in tutt’altre faccende che nulla hanno a che fare con la fede! E allora meglio distrarre i fedeli, indirizzandoli, ad esempio, su come dovranno votare il 19 maggio! Don Feliciani docet!

Invece, a riguardo di insospettabili finanziatori che contribuiscono a produrle – le armi – esportandole per tutt’altri motivi, si tace! Forse è utile rinfrescare la memoria a chi fa finta di non sapere. Fra gli azionisti di una delle più grandi produttrici di armi al mondo, c’è lo IOR (sic!) – un nome, una garanzia – istituto bancario creato da Pio XII! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello “. Ha presente don Feliciani? Insomma, ce ne vuole di collirio!

Ci si scaglia con veemenza contro chi denuncia, e a ragione, che l’accoglienza, o meglio l’invasione, di clandestini – notoriamente non tutti figli di Maria – sta creando non pochi problemi e che quindi bisogna cominciare a prendere seri e inderogabili provvedimenti! In quel caso gli anatemi si sprecano! A ogni Angelus domenicale, da Piazza S. Pietro, si lanciano inviti a ospitare, ad aprirsi, a donare! Ma di dare il buon esempio, mettendo a disposizione le immense ricchezze, i chilometri quadrati di palazzi e appartamenti che la Chiesa dispone, non se ne parla. Come dire: “non siamo mica scemi”. Ma ciò l’abbiamo capito e da un pezzo!

Fin qui nulla di nuovo sotto il cielo di Mater Ecclesiae: ci si dovrebbe meravigliare del contrario! Quello che irrita, invece, è il voler influenzare dal pulpito i fedeli, su come debbano votare! Il don di Chiasso non ha saputo resistere e c’è cascato un’altra volta: infatti non è la prima! A noi non sta affatto bene, perché ciò non è compito che spetta a un prete! Sarebbe più opportuno preoccuparsi di altre problematiche – che, guarda caso, concernono in modo particolare il mondo ecclesiastico – come la pedofilia e altri sulfurei scandali che hanno coinvolto cardinali, vescovi e preti! Insomma, angosciarsi piuttosto per ciò che accade all’ombra di S. Pietro, fra le sacre mura! Chissà, forse un’attenta lettura di “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi, potrebbe far comprendere il significato della battuta popolare “fate ciò che dico ma non quello che faccio”.

Un piccolo suggerimento al don di Chiasso: nella prossima omelia domenicale, spenda piuttosto due parole per le vittime delle stragi compiute in Sri Lanka da coloro che Bergoglio si ostina a chiamare “fratelli”. Stia sereno don Feliciani, e non si preoccupi di come voteremo il 19 maggio! A costo di dannarci l’animaccia nostra, personalmente voteremo “NO”!

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