Cortigiani, vil razza dannata…

Feb 23 • L'editoriale, L'opinione, Prima Pagina • 634 Views • Commenti disabilitati su Cortigiani, vil razza dannata…

Eros N. Mellini

Cortigiani, vil razza dannata, per qual prezzo vendeste il mio bene? A voi nulla per l’oro sconviene!…

Per questo editoriale mi sono permesso di scomodare Rigoletto. Nell’opera di Verdi, lo scatto d’ira che fa pronunciare al buffone di corte le parole del titolo è causato dal fatto che i cortigiani gli hanno rapito la figlia Gilda per assoggettarla ai lascivi desideri del duca di Mantova. Trasliamo tutto lo scenario a Berna e sostituiamo Rigoletto con lo Svizzero medio – ma quello autentico (ne esistono ancora, ah sì, ne esistono ancora) amante e fiero dei valori nazionali e con un accentuato sentimento di Patria, che incarniamo in Gilda, sua figlia; a far le veci del duca di Mantova chiamiamo l’UE, mentre i cortigiani sono rappresentati da quella maggioranza di deputati eurofili che infesta la Berna federale. Ne nasce un libretto piuttosto scadente che non merita certo di essere musicato dal grande compositore bussetese anzi, a occhio e croce, i dubbi talenti musicali di un mediocre rapper sarebbero già più che sufficienti.

 

Il duca di Mantova UE

Nell’opera di Verdi, il duca di Mantova è l’aristocratico maiale con mire libidinose su Gilda – ma in generale su tutte le donne (Questa o quella, per me pari sono…). L’UE ha mire altrettanto lascive sulla Svizzera – ma anche lei senza dimenticare i suoi Stati membri, cui non esita a chiedere i favori, atteggiamento che sta causando non solo Brexit, ma anche il sorgere in tutti i paesi suoi vassalli di movimenti politici di ribellione.  Sarà una coincidenza, ma a me sembra che l’attuale presidente della Commissione europea, con la sua sbavante mania di baciare chiunque gli capiti a tiro e con la sua evidente propensione ad alzare il gomito, incarni come meglio non si potrebbe il duca di Mantova della politica europea.

 

La Gilda Svizzera

Se la figlia originale di Rigoletto non era del tutto esente da colpe, avendo tutto sommato ceduto volontariamente alle lusinghe del duca presentatolesi davanti sotto falso nome, anche la Gilda della nostra immaginaria opera – le cittadine e i cittadini svizzeri fieri dei propri valori nazionali – ha la stessa colpa: ha ceduto e cede tuttora alle lusinghe, non tanto del duca UE, quanto dei cortigiani che continua a eleggere  ogni quattro anni dimenticando di essere stata tradita durante tutto il quadriennio precedente. Un vecchio adagio dice che le bugie hanno le gambe corte. C’è allora da pensare che l’elettorato svizzero sia composto da nani cui le gambe delle bugie di gran parte dei nostri deputati devono sembrare del tutto normali.

 

Cortigiani, vil razza dannata

E infine veniamo a loro, gli eurofili della Berna federale. Infidi, falsi, ambigui e traditori, cui “nulla per l’oro sconviene!”. Per la verità, non so se sia una questione di oro (per alcuni è probabile che gli interessi personali puntino direttamente su delle entrate in vil pecunia), o semplicemente di veri o presunti riconoscimenti internazionali di vario tipo o di chissà quali motivi. Resta il fatto che costoro, da anni ormai, sono i nemmeno tanto occulti mestatori di tutte le manovre a favore di un’adesione della Svizzera all’UE. Non avendo mai digerito la sconfitta del 1992 quando il popolo disse NO allo SEE, intrallazzano oggi formando delle maggioranze in parlamento che permettono la vergognosa capitolazione di fronte a ogni richiesta dell’UE. Lo scopo è ovviamente quello di prendere il popolo per sfinimento, concedendo sistematicamente tutto e di più, fino a quando si farà strada l’idea che ormai di siamo talmente integrati nell’UE che tanto vale aderire.

 

Ma il tiranno non può morire?

Sì che può morire. Vale per il duca di Mantova verdiano, ma anche nella sua versione bernese. Solo che non lo si vuole ammettere anzi, lo si esclude a priori. L’UE è troppo grande, ci sono dietro troppi interessi, non può morire. Ebbene, per grande che sia, per quanti interessi possa coinvolgere o creare, una costruzione che si rivela vieppiù sbagliata e piena di difetti, non può durare in eterno. E parecchi scossoni glieli stanno già danno diversi suoi Stati membri. Certo, Brexit è il caso più eclatante, ma tutti i sintomi di ribellione che si stanno progressivamente manifestando negli altri paesi nei quali stanno prendendo sempre più piede i movimenti nazionalisti, indicano una disgregazione in atto che difficilmente i vertici dell’UE riusciranno ad arrestare, specialmente con l’arrogante atteggiamento da potenza coloniale che hanno assunto nei confronti degli Stati membri (e non membri, come la Svizzera, ancora di più). Per la Svizzera – quella vera e benpensante, la Gilda del nostro fantasioso racconto – si tratta di riuscire a rimanere fuori dall’UE abbastanza a lungo perché questa si disgreghi da sola. Una scommessa per vincere la quale, però, è assolutamente necessario accettare come ipotesi che l’UE possa andare a catafascio. In fondo, sono cadute intere civiltà, i due imperi romani, il sacro romano impero e, in tempi più brevi l’impero napoleonico, l’Unione sovietica… perché dovrebbe durare più a lungo una costruzione sbagliata come l’UE che, negli ultimi decenni, non ne sta indovinando una che sia una? La mania di grandezza ha fatto cadere personaggi della caratura di Napoleone, e dovrebbe lasciare immuni al potere dei quaquaraquà come i Macron, le Merkel o, ancora peggio, gli Juncker di turno?

Certamente no, ma ricordati Gilda, il prossimo ottobre: la vil razza dannata dei cortigiani sei tu che la eleggi oppure no. E fintanto che le darai il voto, non lamentarti se ti rapirà e ti consegnerà alle libidinose voglie del duca di Mantova!

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