Consegnata la petizione anti-islamisti alla Cancelleria federale

Ott 6 • Dal Cantone, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 82 Visite • Commenti disabilitati su Consegnata la petizione anti-islamisti alla Cancelleria federale

Giorgio Ghiringhelli
Movimento “Il Guastafeste”

Comunicato del promotore, Giorgio Ghiringhelli

Egregi redattori,

vi informo che venerdì scorso ho inviato a Berna, e più precisamente all’Assemblea federale, le 1’492 firme a favore della petizione lanciata nel marzo scorso dal movimento del Guastafeste la quale, denunciando la crescente radicalizzazione dei musulmani a opera dei movimenti islamisti-salafisti, ne chiede la proibizione in Svizzera, con relativa chiusura delle moschee e dei centri d’indottrinamento cosiddetti culturali da essi gestiti.

In allegato potrete leggere la lettera accompagnatoria inviata all’Assemblea federale e il testo integrale della petizione.

Attiro la vostra attenzione su una curiosa analogia: la cifra delle firme raccolte (1’492) corrisponde all’anno in cui i sovrani cattolici Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia, dopo quasi otto secoli di occupazione islamica, riconquistarono il regno di Granada completando così la Reconquista della Spagna…

Il numero di firmatari sarebbe anche potuto essere molto più elevato se la petizione non fosse stata boicottata dalla stampa nazionale, la quale non solo non ha dato la notizia della sua esistenza ma in parte (per la precisione 13 giornali della Svizzera tedesca) si é anche rifiutata di pubblicare degli annunci a pagamento che ne segnalavano l’esistenza alle persone residenti oltre Gottardo.

E però questi stessi giornali hanno dato (giustamente) notevole spazio alla recente pubblicazione del libro di Saida Keller-Messhali (presidente del Forum per un Islam progressista) che, come la petizione,  punta proprio l’indice contro l’espansione del radicalismo islamico nella moschee svizzere, e relativi pericoli. E questi stessi giornali hanno preso atto con ingenuo stupore dell’esito del sondaggio pubblicato il 27 agosto scorso dal Sonntagsblick, secondo il quale l’81% degli svizzeri sarebbe d’accordo di proibire il salafismo in Svizzera : proprio quanto chiede la censurata (a torto) petizione…

Morale della favola: quindi, cari giornalisti,  é inutile fare gli struzzi e censurare la notizia di una petizione sgradita perché considerata «politicamente non corretta», quando essa rispecchia la realtà dei fatti e i sentimenti della maggioranza della popolazione, e si limita a proporre una soluzione concreta per risolvere alla radice il problema della radicalizzazione dei musulmani …

Da notare che nessun giornale ticinese (a parte qualche portale d’informazione online) ha pubblicato finora il testo integrale della petizione, che pur non é lungo. Magari, ora che la petizione é stata consegnata e che l’Assemblea federale dovrà presto occuparsene, potrebbe essere l’occasione per farlo… ?

Cordiali saluti.

Giorgio Ghiringhelli

 

Il testo della petizione :

 

Bisogna proibire i movimenti islamisti in svizzera

La radicalizzazione dei musulmani moderati in Occidente è opera specialmente dei movimenti islamisti integralisti, come quello dei salafiti-wahabiti e dei Fratelli Musulmani, i quali per raggiungere il loro scopo di colonizzare l’Europa e di  sostituire la democrazia con la sharia (facendo proselitismo e cercando di reislamizzare i musulmani laici e progressisti  impedendo così  la loro integrazione nella società occidentale) dispongono di mezzi finanziari ingenti per costruire e gestire moschee, centri “culturali” islamici  e una fitta rete di associazioni. In questi ambienti di fanatismo religioso si crea l’humus che dà origine a violenze e terrorismo (come in quella moschea di Winterthur dove qualche mese fa l’imam invitava i “fedeli”  a uccidere i musulmani non praticanti).

Quindi, nell’interesse degli stessi “musulmani moderati”, che hanno paura di questi  islamisti, occorre proibire la residenza e l’attività in Svizzera di questi movimenti integralisti ( e dei loro seguaci) che costituiscono un pericolo per la sicurezza del Paese e minacciano la pace religiosa  e sociale, e occorre pure chiudere le moschee ed i centri “culturali” da essi gestiti e dichiarare fuorilegge le loro associazioni. Già nella Costituzione federale del 1848 vi era un divieto di residenza in Svizzera per i gesuiti, in quanto dopo la guerra del Sonderbund erano ritenuti a torto o a ragione un pericolo per la pace religiosa . Tale divieto venne tolto dal popolo solo nel 1973.  A maggior ragione , se non si vuole che il terrorismo e il fanatismo religioso si diffondano anche nel nostro Paese, si dovrebbe dunque  emettere un divieto di residenza in Svizzera per i movimenti islamisti che sfruttano la libertà di religione per perseguire scopi politici e diffondere un’ideologia totalitaria e antidemocratica.

 

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