Congresso sulla dissoluzione della famiglia

Lug 1 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1310 Views • Commenti disabilitati su Congresso sulla dissoluzione della famiglia

Sebastian Frehner, Consigliere nazionale, Basilea (BS)

Sebastian Frehner, Consigliere nazionale, Basilea (BS)

Con la pubblicazione assordante e molto criticata della perizia giuridica Schwenzer sulla riforma del diritto del matrimonio e della famiglia, martedì scorso s’è tenuto, sotto il patrocinio della consigliera federale Simonetta Sommaruga, un congresso altrettanto sospetto di presunti “esperti”. Questo dibattito ha rivelato, una volta di più, gli obiettivi di certi ambienti, ossia lo stravolgimento completo della nostra società. L’uniformizzazione e la statalizzazione della famiglia prosegue senza tregua.

Le famiglie tradizionali sono la colonna vertebrale della nostra società. Esse formano la cellula più piccola della nostra organizzazione federalistica. Garantendo la perennità della nostra società, esse sono responsabili dell’educazione di bambini e giovani. Va da sé che il mondo della famiglia è molto eterogeneo e che esistono molteplici forme di coabitazione familiare. Questa diversità ha per conseguenza in particolare che certi bambini hanno migliori chance per il futuro di altri, in funzione della loro origine.

Uniformizzazione e statalizzazione con il pretesto del “liberalismo”

Le famiglie rappresentano, in ragione della loro diversità, un ostacolo sulla via dell’uniformizzazione della società, sono sempre state una spina nel fianco della sinistra politica che vorrebbe semplicemente sopprimerle. Quantomeno, questi ambienti cercano con tutti i mezzi d’indebolire le famiglie, per esempio moltiplicando gli istituti statali d’accoglienza e d’educazione obbligatori per i bambini. Il loro scopo è anche quello di sopprimere, se possibile, tutti i privilegi (fiscali, per esempio) accordati alle famiglie e mettere su un livello di parità altre forme di coabitazione con la vita coniugale e la famiglia tradizionale. Come sempre nei progetti della sinistra, l’obiettivo è quello d’uniformare tutto e livellare verso il basso, invece di tutelare la diversità della famiglia, e quindi infine la libertà di scelta.

Indebolimento della famiglia

Come procede la sinistra per indebolire la famiglia? Non è così semplice, perché la grande maggioranza delle e degli abitanti di questo paese coltivano (fortunatamente) sempre la speranza “romantica e abbastanza banale” di sposarsi e avere dei bambini, nonostante o forse proprio a causa della crescente liberalizzazione della società. Da cui la domanda che senza dubbio s’è posta la consigliera federale Simonetta Sommaruga: come fare per disgustare queste Svizzere e questi Svizzeri così retrogradi, della vita familiare? Un modo d’agire che si prospettava promettente consisteva nel chiedere a una professoressa adatta di preparare una perizia giuridica. Il risultato di queste riflessioni è poi presentato come una proposta oggettiva e auspicata da una maggioranza per aprire la strada al sistematico indebolimento della famiglia e del matrimonio tradizionali.

Perizia discutibile e semplicistica

La signora Sommaruga ha trovato il giusto appoggio nella persona d’Ingebord Schwenzer, professoressa all’università di Basilea e conosciuta nel mondo dei giuristi per le sue posizioni “progressiste”. Va da sé che la signora Schwenzer ha adempiuto in modo brillante il suo mandato. A suo avviso, il matrimonio deve essere soppresso e rimpiazzato da una comunità di vita. Quest’ultima diventa realtà quando una coppia vive assieme da almeno tre anni e che ha dei figli o che i due partner sostengono notevolmente la comunità. Anche più di due persone (poligamia) e dei fratellastri e sorellastre (incesto) possono formare tale comunità. Ovviamente, la signora Schwenzer non esita a sostenere l’adozione di figli da parte di coppie i cui partner sono dello stesso sesso.

Le conseguenze giuridiche, emozionali e in termini di tecnica assicurativa che questo cambiamento comporterebbe per la società non sono nemmeno stati trattati durante il congresso che ha fatto seguito alla pubblicazione di questo studio. Si è pure accuratamente evitato di affrontare i problemi che questa trasformazione in profondità della società porrebbe a livello di diritto fiscale e successorio, delle assicurazioni sociali e anche della politica migratoria. Per comunque assicurare il benessere dei bambini, lo Stato dovrebbe effettuare degli sforzi enormi al fine di compensare l’arbitrio e l’incertezza derivanti da queste nuove forme di comunità. Dei severi controlli e delle strette misure di sorveglianza sarebbero le inevitabili conseguenze. Inoltre, la famiglia sarebbe stritolata da una burocrazia crescente e da innumerevoli conflitti giuridici.  

Adeguamento sì, rivoluzione no

Va da sé che viviamo in un mondo liberale nel quale ognuno può vivere come gli aggrada (a condizione di non nuocere né agli individui né alla società). Poiché la società cambia costantemente, è anche necessario adeguare periodicamente il diritto alla realtà sociale. Lo si è fatto, per esempio, a vantaggio degli omosessuali. Con il PACS (Patto civile di solidarietà), si è creata un’istituzione che permette di fondare legalmente una comunità di partner. Questa possibilità non è più contestata al giorno d’oggi. Tuttavia, gli adeguamenti descritti più sopra provocano una rivoluzione del diritto del matrimonio e della famiglia, una rifondazione completa imposta dall’alto dalla scienza e dallo Stato. È una riforma voluta da una minoranza che sarebbe imposta alla maggioranza delle cittadine e dei cittadini. Le strutture sociali che si dicono “moderne” auspicate da una minoranza diventerebbero la norma. Questo progetto è in totale contrasto con i princìpi di uno Stato di diritto democratico e liberale.

Dei valori e delle radici

È intollerabile che lo Stato tratti su un piano d’uguaglianza il matrimonio e delle forme di coabitazione poligame e incestuose, privando così la società della sua spina dorsale. L’UDC s’impegna da sempre a favore delle famiglie tradizionali. Ne ha dato prova con il suo voto in Parlamento federale, ma anche con la sua iniziativa a favore delle famiglie che è stata recentemente respinta in votazione popolare. Oggi soprattutto, in un’epoca di degenerazione dovuta alla prosperità e a una crescente mancanza di punti di riferimento, i valori tradizionali difesi dalle famiglie, come l’affidabilità, la fedeltà e la competenza sociale sono più indispensabili che mai.

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