Con o senza stranieri?

Lug 10 • L'opinione, Prima Pagina • 703 Visite • Commenti disabilitati su Con o senza stranieri?

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

Djourou, Rodriguez, Behrami, Gökhan Inler, Dzemaili, Xhaka, Shaqiri, Seferovic, Mehmedi, Drmic, Embolo, Fernandes, Kasami etc.  

 

Tutti svizzeri. Se siano autentici non lo so (meglio non indagare troppo a fondo). Tutti calciatori. Praticamente l’intera squadra nazionale di calcio.

 

A volte giocano meglio, a volte peggio, nell’insieme così così, che dire! Danno (si spera) sempre il loro meglio. Non si tratta di questo. Probabilmente incapperei in altrettanti nomi non esattamente “svizzeri DOC” facendo passare le liste dei manager (CEO) delle nostre grandi imprese svizzere – e se anche questi cerchino di dare il meglio di sé stessi, altrettanto non lo so.

 

Naturalmente, la Svizzera ha da sempre approfittato di una dosata “importazione” di talenti stranieri: nelle scienze e nella ricerca, nella tecnica, nell’arte, nell’economia, nella medicina, eccetera, e a volte anche nello sport. Ma in qualche modo, la cosa comincia a darmi da pensare. Perché oggigiorno sembra che nel nostro paese, senza la massiccia importazione di stranieri – che siano naturalizzati (quindi svizzeri), con permesso di domicilio o di soggiorno, oppure anche solo con un permesso d’entrata limitato condizionato (ex-stagionali, frontalieri), eccetera – nulla possa più funzionare come si deve; o quantomeno ciò è quanto ci si vuole far credere.  

 

E così si naturalizza a quantitativi industriali, si lasciano “circolare liberamente” stranieri oltre ogni limite sopportabile, si lascia entrare un numero di frontalieri che supera di gran lunga l’effettivo del nostro esercito e si spalancano le porte a sedicenti rifugiati (profughi di guerra ed economici) che poi rimangono qui, vita natural durante, a spese dell’aiuto sociale, andando spesso a ingrossare le nostre statistiche criminali. Ultimamente, in queste “importazioni” figurano ben pochi “talenti”.     

 

E mi chiedo – a prescindere dall’iniziativa dell’UDC contro l’immigrazione di massa, rispettivamente della norma costituzionale accettata dal popolo svizzero – se non stiamo commettendo un grande errore. Naturalmente, senza stranieri non va. Ma in qualche modo, nella prassi di rilascio dei permessi, prima della quantità dovrebbe essere considerata la qualità e la conformità dello straniero ai bisogni del mercato del lavoro (il che è poi esattamente quanto chiede l’iniziativa dell’UDC contro l’immigrazione di massa). Il che significa introdurre una limitazione secondo le nostre necessità, come del resto fanno molti altri Stati sia palesemente, sia de facto.    

 

Innanzitutto dovremmo in generale guardare meglio se non abbiamo sufficienti indigeni, altrettanto capaci o addirittura migliori, prima di continuare con questa importazione di massa. E forse proprio anche nel calcio, dove oggi anche delle società di seconda divisione ritengono di non poter più fare a meno degli stranieri.

 

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