Con l’accordo UE-Canada CETA, le multinazionali divoreranno l’Europa

Lug 28 • L'opinione, Prima Pagina • 179 Visite • Commenti disabilitati su Con l’accordo UE-Canada CETA, le multinazionali divoreranno l’Europa

Dr. Francesco Mendolia

Il CETA, Comprehensive Economic and Trade Agreement, letteralmente “Accordo economico e commerciale globale”, è un trattato di libero scambio col Canada, e si è scelto di approvarlo ora perché il Canada è il primo partner commerciale degli Usa, ma tale rimarrà, anche dopo l’accordo, l’UE non si illuda.

In questi mesi ci sarà occasione di sensibilizzare le popolazioni degli Stati membri e i loro parlamenti, poiché il fatto che erano state raccolte 3 milioni e mezzo di firme per dire NO al CETA, e le dichiarazioni di contrarietà di 6mila municipi e 2.137 comunità, non hanno fatto recedere i burocrati di Bruxelles. Il CETA è il fratello povero del Ttip, l’altro accordo che la UE aveva imbastito con i poteri forti di Obama, ma che adesso per fortuna è naufragato insieme alle sinistre americane. Ma l’Unione non demorde: l’establishment ancora al potere a Bruxelles, formato da socialisti e conservatori, continua nel suo percorso verso il precipizio, nel terrore che altri Stati possano decidere di seguire l’esempio inglese e prendere in mano il proprio destino. Cosa provocherà il CETA? Per i sostenitori farà aumentare il PIL (non si capisce come), per i contrari causerà la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro oltre a non cautelare la salute dei cittadini e l’ambiente. Darà più potere alle multinazionali che stanno intervenendo direttamente nella stesura del rapporto. Gli eurodeputati, tanto per chiarire il livello di democrazia del CETA, non possono accedere agli atti, e quando sarà presentato in parlamento non sarà possibile proporre emendamenti. Sarà difficile che tutti i parlamenti del 27 paesi membri dell’UE ratifichino il CETA, e questo è l’unico fatto positivo dell’intera vicenda, perché basta che un solo membro sia contrario, che l’accordo salta.

(Il Secolo d’Italia giugno 2017.) A. Paniello).

Se il CETA fosse approvato potrebbero imitare mozzarelle di bufala e pecorino

Omissis… ”Se il CETA venisse ratificato, alcuni tra i più famosi prodotti agroalimentari di Roma e del Lazio, tutelati da un marchio Dop oppure Igp faticosamente conquistato, potranno essere emulati, riprodotti da chiunque, abbinati a un marchio fantasioso, ma comunque evocativo del territorio, per essere esportati in Canada e liberamente venduti a prezzi più competitivi rispetto agli originali, con gravissimi danni per le aziende che invece producono Dop e Igp nel rispetto dei disciplinari, peraltro rigidi, imposti dai rispettivi consorzi di tutela”. Lo denuncia David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio.(il Secolo d’Italia 3/07/2017 di G.Trotta)

No al trattato CETA: dal San Daniele al pecorino, tutte le imitazioni canadesi

Omissis… Ed è così che oggi, davanti al Parlamento dove è in corso la discussione per la ratifica del CETA, al fianco delle bandiere gialle della Coldiretti, con migliaia di coltivatori e allevatori, sono sfilati i gonfaloni di circa 300 Comuni: da Pistoia a San Marzano sul Sarno, da Cavour in provincia di Torino a Cordignano (Treviso) e Lendinara (Rovigo), solo per citarne alcuni. I sindaci con le loro fasce tricolori, schierati con gli agricoltori, temono la perdita di valori come il controllo del territorio oltre che delle produzioni locali.

(Il Secolo d’Italia 5/07/2017 di G. Trotta)

Accordo UE-Giappone, come (e peggio) del CETA: negoziati segreti e disinteresse ambientale

Pochi giorni fa Greenpeace Olanda ha pubblicato leak di 200 pagine sulle negoziazioni segrete dell’accordo commerciale fra Unione europea e Giappone noto come Jefta. I documenti – disponibili su trade-leaks.org – mostrano ancora una volta come Commissione europea e governi nazionali stiano portando avanti negoziati commerciali in segreto, a scapito degli standard ambientali.

Omissis… La politica commerciale europea deve infatti diventare un volano per rafforzare i nostri diritti sociali e la salvaguardia del Pianeta, non uno strumento per il commercio fine a se stesso.

I documenti sul Jefta resi noti da Greenpeace Olanda sono in prevalenza datati tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, appena precedenti al diciottesimo round di negoziati. I negoziatori sperano di concludere il nuovo accordo nelle prossime settimane. Qualora venisse siglato, l’accordo commerciale con il Giappone potrebbe essere il più grande mai sottoscritto dall’UE e coprire un volume commerciale pari a circa il doppio del CETA.

Le disposizioni al momento presenti nell’accordo UE-Giappone sulle “corti speciali” per la tutela degli investimenti sono addirittura più deboli di quelle già estremamente preoccupanti previste dall’accordo commerciale con il Canada. Sia CETA che Jefta mancano d’impegni concreti e vincolanti per aspetti legati ad ambiente, sviluppo sostenibile e lavoro. Omissis.

(da il Fatto quotidiano di Greenpeace 26/7/2017)

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G20 Amburgo, un esercito di zombie cammina per le strade della città: “Pochi potenti decidono per tutti gli altri

Un esercito di zombie ha invaso Amburgo, a poche ore dall’inizio del G20, che prevede sessioni di lavoro dei leader mondiali per due giorni. Un centinaio di manifestanti dell’associazione 100 Gestalten ha dato vita a uno scenografico flash mob per le strade della città, per sensibilizzare l’opinione pubblica e protestare contro le modalità con cui si svolgerà il summit: ” Pochi potenti decideranno per tutti gli altri” hanno denunciato.

(Da il Fatto Quotidiano 06/07/2017 Di F.Q,)

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