Cominciamo a rispettare la nostra democrazia

Lug 23 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 726 Visite • Commenti disabilitati su Cominciamo a rispettare la nostra democrazia

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Editoriale di Claude-Alain Voiblet, Vicepresidente UDC Svizzera, Losanna (VD)

Dallo scorso 9 febbraio, l’UDC constata che non passa giorno senza che i media strillino a pieni polmoni, dando spazio a tutta una serie di critiche, rivendicando una nuova votazione sul mantenimento della libera circolazione delle persone, a costo di non dare seguito al voto del popolo svizzero a favore di un controllo migratorio più severo. Tutto ciò che declama qualsiasi politico europeo o svizzero che rivendica la sua ostilità al successo del nostro paese, diventa così Vangelo nella maggior parte dei nostri media.

Tornando al nostro paese, anche qui il contrasto è a volte allucinante. Così, sulle onde della Radio Svizzera Romanda, Nicolas Hayek insisteva a far notare che il nostro paese deve dimostrare la sua fierezza, avere fiducia in sé stesso e non cedere alle pressioni esterne. Rilevava che la Svizzera fa molti sforzi per gli altri paesi europei, menzionando in particolare i nostri finanziamenti al Gottardo per migliorare il traffico in seno all’Unione europea. Qualche ora dopo la diffusione di queste parole piene di buonsenso, Patrick Aebischer, presidente del Politecnico federale di Losanna, reclamava a gran voce sulle onde di questa stessa emittente, un voto entro tre anni sulla nostra sottomissione alla libera circolazione delle persone!

Esprimendosi nella stampa il 23 luglio, il segretario di Stato Yves Rossier, incaricato dei negoziati con l’Unione europea, conclude una lunga intervista dicendo che: “Se non si trovasse una soluzione per l’immigrazione, ciò potrebbe porre fine a tutte le collaborazioni esistenti con l’UE. Bisognerebbe allora chiedersi se non sarebbe una buona idea quella di consultare nuovamente il popolo”. Leggendo tali propositi, il nostro partito constata che il popolo svizzero deve aspettarsi che la sua diplomazia ceda immediatamente a tutte le pressioni europee perseguendo, prima di qualsiasi negoziato, l’obiettivo di far rivotare il sovrano sui suoi rapporti con l’UE!

Il nostro partito tiene a ricordare che il mandato del segretario di Stato è prioritariamente quello di difendere gli interessi della Svizzera, cercando la migliore soluzione nel rispetto delle decisioni istituzionali. Non tocca aa lui alimentare il dibattito sulla nostra politica interna.

A questo stadio, la Svizzera e i suoi negoziatori in particolare, dovrebbero ricordarsi che l’accordo sulla libera circolazione delle persone prevede una clausola di revisione, che permette di tenere conto degli importanti cambiamenti nei flussi migratori in Svizzera e nell’Unione europea.

L’UDC tiene a ricordare che il 9 febbraio scorso, il popolo svizzero ha preso la decisione di inasprire la politica migratoria per rispondere all’evoluzione demografica di questi ultimi dieci anni, dando così una risposta chiara. Oggi tocca soprattutto al nostro governo e alla sua amministrazione mettere in atto questa scelta indiscutibile del popolo svizzero.

Berna, 23 luglio 2014

 

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