Come pretendere di rappresentare il popolo quando si disprezza il paese?

Feb 24 • Dall'UDC, L'opinione, Prima Pagina • 355 Visite • Commenti disabilitati su Come pretendere di rappresentare il popolo quando si disprezza il paese?

Il discorso di Christoph Blocher all’Albisgüetli

Lo scorso 20 gennaio, Christoph Blocher ha infiammato gli animi con il suo discorso al tradizionale incontro dell’UDC zurighese presso lo stand di tiro dell’Albisgüetli. Abbiamo pensato di proporlo ai nostri lettori in quattro puntate, data la lunghezza del testo. La Redazione.

Stop agli affossatori della Svizzera

Î. Saluto

Ci siamo riuniti nel nostro tradizionale congresso dell’Albisgüetli per fare il punto della situazione politica all’inizio dell’anno.

Da una parte, questa analisi è fatta da un rappresentante del nostro partito che è, purtroppo, l’ultimo a impegnarsi completamente per la Svizzera e per le Svizzere e glio Svizzeri.

Dall’altra, noi invitiamo ogni anno la presidente o il presidente in carica della Confederazione, per sentire il punto di vista del governo.

Coloro che hanno un po’ di coraggio si uniscono e ogni presidente della Confederazione che è venuto/a all’Albisgüetli è stato piacevolmente sorpreso/a dall’ambiente che vi regnava.

II. Dialogo con un’assente

La signora Presidente della Confederazione Doris Leuthard non può purtroppo fare questa bella esperienza, perché non ha tempo quest’anno, come del resto in occasione della sua presidenza precedente. Deve ricevere molti ospiti stranieri, quindi si comprenderà come non le resti tempo per i circa 1’250 Svizzeri e Svizzere riuniti all’Albisgüetli.

Ci rallegriamo comunque del fatto che uno dei nostri due consiglieri federali la sostituisce. Molte grazie al signor consigliere federale Ueli Maurer, per averci raggiunto e parlarci stasera.

Ma poiché lai, signora Presidente della Confederazione, è incaricata di rappresentare il Consiglio federale all’esterno, abbiamo letto con attenzione ciò che aveva da dire in merito al suo prossimo anno presidenziale.

Così, il 22 dicembre lei ha detto: “Non si può salvaguardare la propria indipendenza che ricoprendosi di uno spesso strato di teflon“.

Noi preferiremmo, signora Consigliera federale, che il Consiglio federale si ricopra di uno spesso strato di teflon ogni volta che è confrontato con le pretese dell’UE e dei suoi gregari!

In un’intervista lei ha, signora Presidente della Confederazione, dichiarato quanto segue: “La signora Merkel è la mia costante […] e assicura la stabilità in Europa.

A quale stabilità della signora Merkel allude? Alla sua decisione illegale che fa affluire oltre un milione di falsi rifugiati non solo in Germania, ma anche nel resto dell’Europa? E pure in Svizzera, che non fa parte dell’UE. E la Svizzera s’è perfino autoimposta – è senza dubbio stata la sola a farlo – una quota di presunti rifugiati perché, giustamente, il Consiglio federale non dispone di strati di teflon.

Quando la signora Merkel dice “Wir schaffen das!” (Noi ce la faremo!), il suo “noi” comprende senza dubbio la Svizzera. Siamo dunque arrivati al punto che dei capi di governo stranieri parlano in nome della Svizzera?

Sarebbe infinitamente più utile che i consiglieri federali rispettassero l’antica saggezza popolare secondo la quale non è necessario cercare delle buone cose altrove quando le si hanno vicino a sé.

Nel caso specifico, queste buone cose le abbiamo in casa, in Svizzera.

III. Tenore e significato della Costituzione federale

Queste buone cose le troviamo nella Costituzione svizzera. È lei che determina il nostro paese. No, Signore e Signori, non è nell’UE ma nella Costituzione federale che troviamo i valori straordinari che hanno fatto la forza della Svizzera.

E una delle disposizioni essenziali della Costituzione è quella di esigere la salvaguardia dell’indipendenza svizzera.

La Costituzione federale impone la sovranità del popolo e non quella dei politici. Ecco, Signore e Signori, dove si situa il valore solido e costante della Confederazione svizzera.

Grazie alla forma particolare del suo Stato, questo piccolo paese sta in ogni caso meglio di tutti gli altri.

È dunque estremamente allarmante vedere la “classe politica” fare di tutto per eliminare questa particolarità svizzera, per frantumare queste colonne portanti del nostro Stato.

Lo so bene, cari amici dell’UDC, che molti di voi sono frustrati perché il loro rifiuto di partecipare al funerale del “Sonderfall Schweiz” (caso particolare Svizzera) è valso loro degli insulti durante i passati 25 anni. Ma ricordatevi, Signore e Signori, che è grazie all’UDC che il “Sonderfall Schweiz” è sempre in vita – per il bene delle cittadine e dei cittadini di questo paese!

Vediamo perfettamente che è in atto una manovra per escludere il popolo sovrano e che questo tentativo parte spesso dal Consiglio federale. Non occorre trovarsi di fronte alla signora Simonetta Sommaruga o a Didier Burkhalter per accorgersene.

È fastidioso vedere come i consiglieri federali moltiplichino gli incontri con dignitari stranieri, partecipino a molti congressi internazionali inutili, viaggino nel mondo intero, invece di preoccuparsi del proprio popolo e di difendere l’indipendenza della Svizzera.

Signore e Signori, il 2017 deve essere per l’UDC l’anno dell’indipendenza.

Nel 2017 bisognerà più che mai difendere il “Sonhderfall Schweiz”.

È l’ora della resistenza, non dell’allineamento. Altrimenti la Svizzera sparirà.

Lo sapete, cari amici, l’anno 2017 sarà anche quello del 100° anniversario dell’UDC del canton Zurigo. I fondatori di questo partito dubitavano già nel 1917 della volontà, della sinistra politica come della destra, di battersi per l’indipendenza della Svizzera.

I cento anni di battaglie dell’UDC del canton Zurigo miravano e mirano tuttora a difendere un’indipendenza minacciata, una democrazia minacciata, dei diritti democratici minacciati.

 

Continua nel prossimo numero

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