Come pretendere di rappresentare il popolo quando si disprezza il paese?

Apr 20 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 269 Visite • Commenti disabilitati su Come pretendere di rappresentare il popolo quando si disprezza il paese?

Stop agli affossatori della Svizzera

Siamo alla terza puntata (che non abbiamo potuto pubblicare nell’ultimo numero per motivi di spazio e priorità) del discorso tenuto da Christoph Blocher al tradizionale congresso dell’UDC zurighese dell’Albisgüetli 2017.

Il discorso di Christoph Blocher all’Albisgüetli

È assolutamente unico nella storia della Confederazione svizzera che i tre poteri dello Stato – esecutivo, legislativo e giudiziario – ignorino deliberatamente la volontà del popolo e violino coscientemente la Costituzione e il diritto.

Di fatto, abbiamo assistito all’abolizione dello Stato di diritto.

Per la prima volta nella storia svizzera, l’arroganza e la sfrontatezza dell’élite arriva a disprezzare il diritto svizzero subordinandolo al diritto internazionale.

L’iniziativa UDC per l’autodeterminazione impedirà la ripetizione di questa infamia. Detto ciò, la classe politica ha già annunciato a gran voce che rifiuterà questa iniziativa. Essa ha la ferma volontà di rinunciare all’autodeterminazione della Svizzera.

Non esiste un solo Stato al mondo che pone il diritto internazionale al di sopra della propria Costituzione. Nessuno Stato al mondo accetta un tale attentato alla sua sovranità.

I cittadini si renderanno conto solo a poco a poco nella loro vita quotidiana delle disastrose conseguenze di questa politica. Che cosa dobbiamo attenderci?

L’aspetto più pericoloso di questa situazione è che i violatori della Costituzione sono comodamente installati nell’establishment degli altri partiti politici, delle associazioni economiche, dei sindacati, dei media, dei socialisti, dei presunti liberali, dei moralisti e dei benpensanti.

E dalla parte della maggioranza della popolazione, abbiamo coloro che questo establishment considera ignoranti, imbecilli, svantaggiati, perdenti della modernizzazione, indecenti, sconvenienti, populisti, nazional-conservatori e, naturalmente, l’UDC.

È vero che non c’è un fossato fra l’élite e la base? Signore e Signori, chi ha orecchie per sentire ascolti, chi ha occhi per vedere osservi.

Non si tratta di stupidità o d’intelligenza, si tratta semplicemente di interessi divergenti

Gli interessi della classe politica non sono gli stessi di quelli delle semplici cittadine e cittadini, dei lavoratori, degli impiegati, degli artigiani, dei contadini e degli imprenditori indipendenti.

Le presunte élite, l’establishment che vuole estromettere le cittadine e i cittadini, questi politicanti e questi giudici conserveranno il loro impiego in un’economia globalizzata. Beneficeranno di programmi internazionali di sostegno. Manterranno i loro posti negli organi delle autorità europee e continueranno a viaggiare da un congresso all’altro.

Resteranno seduti sulle loro poltrone finanziate dallo Stato e continueranno a vivere confortevolmente con i soldi dei contribuenti finché vivranno! Ma a pagare saranno naturalmente gli altri – i cosiddetti imbecilli!

L’abbandono dell’indipendenza svizzera, la soppressione dell’autodeterminazione, la non-osservanza della neutralità, la mancanza di sicurezza e l’immigrazione di massa che prosegue senza cambiamenti, ecco ciò che preoccupa il “popolino”.

Sono queste le preoccupazioni della popolazione semplice, del ceto medio, dei professionisti che, con il loro lavoro, fanno avanzare la Svizzera, della venditrice, della parrucchiera, del meccanico, del contadino, della casalinga, dell’apprendista, dell’impiegato di commercio, dell’indipendente – in breve, delle cittadine e dei cittadini nella loro vita quotidiana.

La loro inquietudine proviene da realtà oggettive, dalla crescita del mostro burocratico, dall’aumento di imposte, tasse e prelievi.

  1. L’anima della Costituzione

Che cosa costituisce l’anima di una costituzione e perché abbiamo una costituzione?

L’obiettivo primario di una costituzione è di restringere, di limitare il potere dei governanti, il potere dello Stato, a beneficio della libertà delle cittadine e dei cittadini. La nostra Costituzione federale, che risale al 1848, impone i cittadini quali legislatori supremi. Ciò ne fa un correttivo efficace del potere dello Stato.

Chi deve decidere il nostro modo di convivenza, chi deve garantire i nostri diritti di libertà e i nostri diritti umanitari, la nostra sicurezza, la nostra qualità di vita? Proprio la Costituzione imposta dal popolo e dai cantoni. Chi promulga il diritto? Chi fa le leggi? Queste domande hanno ricevuto una chiara risposta fin dal 1848 – di fatto, già dal 1291: questa competenza appartiene al popolo; il sovrano è costituito dal popolo e dai cantoni. È grazie alla sua Costituzione liberale, grazie al diritto di partecipazione democratica anche in questioni politiche concrete, che la Svizzera, un tempo una delle regioni più povere d’Europa, si è progressivamente elevata fino a diventare uno dei paesi più ricchi del mondo. Questo regime statale unico al mondo è anche all’origine della pace, del benessere e della qualità di vita di cui beneficiano gli abitanti di questo paese.

È unicamente grazie alla democrazia diretta che la Svizzera ha identificato prima degli altri paesi la problematica delle imposte, tasse e prelievi, i problemi dell’indebitamento pubblico, dei rapporti con l’UE, dell’immigrazione, dei falsi rifugiati o dell’islamismo, dibattendone apertamente.

Grazie alla democrazia diretta abbiamo un anticipo enorme sugli altri Stati.

Ho viaggiato molto e continuo a muovermi frequentemente all’estero. E posso assicurarvelo: molti paesi e molti popoli osservano la Svizzera ammirandone i suoi diritti civici e la sua libertà.

Questa attenzione internazionale risale anche lei a un remoto passato. Già nel 1848 si sognava in Europa una valanga di libertà guardando alla Svizzera:

„Sie rollt, sie springt, o Lombardei, Bald fühlst auch du ihr Wälzen! Ungarn und Polen macht sie frei, Durch Deutschland dröhnen wird ihr Schrei, Kein Bannstrahl kann sie schmelzen . Was weiter wird; – Noch harren wir! Doch wird’s die Freiheit werden! Die Freiheit dort, die Freiheit hier, Die Freiheit jetzt und für und für, Die Freiheit rings auf Erden!“ (“Essa rotola, salta, o Lombardia, presto sentirai anche tu il peso dei suoi rulli! Essa rende libere l’Ungheria e la Polonia, attraverso la Germania rimbomberà il suo grido, nessun anatema la può piegare. E continuerà; – Ma aspettiamo! Sarà la libertà! Libertà là, libertà qui, libertà adesso e per sempre, la libertà combatte sulla terra!”)

  1. Si ammira la Costituzione per poi in seguito violarla  

Ma che ne è nella Svizzera stessa di questa Costituzione esemplare e ammirata dappertutto? Che cosa è successo a questa valanga di libertà?

Nei loro discorsi della domenica, i politici si riempiono la bocca di elogi per la Costituzione, ben sapendo che la difesa della libertà è un bene essenziale garantito dalla stessa. Soprattutto negli anni elettorali, tutti i partiti sottolineano la loro grande fedeltà alla Costituzione federale.

Durante l’anno elettorale 2015, per esempio, Christian Levrat, presidente del partito socialista, ha affermato in un discorso pronunciato a Turgi, nel canton Argovia, che si trattava di difendere la Costituzione democratica nata il 12 settembre 1848. E ha fatto appello a dei comportamenti più seri in politica.

Io mi pongo la domanda: dove è finito dunque questo rispetto dello Stato costituzionale del 1848 invocato dai socialisti? Penso semplicemente alle due ultime sessioni parlamentari perché, in ogni caso, i socialisti non sono mai stati fedeli alla Costituzione.

Come spiegare il silenzio dei politici di sinistra, degli scrittori e degli altri creatori di cultura, che pretendono di non essere certamente dei patrioti, ma piuttosto dei “patrioti costituzionali”?

Seguendo le orme di questi movimenti, i liberali-radicali confermano la decadenza del loro partito. I liberali radicali, dai quali sono usciti i padri della nostra Costituzione!

Ma, Signore e Signori, noi non cederemo di un passo!

L’UDC continuerà a battersi finché avrà raggiunto il suo obiettivo.

Che cosa significa questo per ciò che concerne l’immigrazione di massa? Che significa non cedere di un passo? Bisogna attaccare il male alla radice.

Il problema risiede nella libera circolazione delle persone. E deve essere bloccato definitivamente. Questa evidenza è già stata constatata da uno degli economisti più capaci al mondo, Milton Friedman. Questo premio Nobel e grande avvocato del libero scambio mondiale ha detto in sostanza: si può sottomettere tutto al libero scambio, salvo due cose: il capitale e le persone. Per la libera circolazione bisogna sopprimere lo Stato sociale.

Questa saggezza deve essere applicata anche in Svizzera!

Le nostre libertà devono essere salvaguardate. Se necessario, le elezioni del 2019 rimetteranno ordine nella casa svizzera.

Vi sento, Signore e Signori, chiedervi con inquietudine: “A cosa serve se quelli fanno comunque ciò che vogliono, con il sostegno della televisione di Stato e una stampa completamente al loro servizio? Se si impadroniscono del potere?

Allora, Signore e Signori, occorrerà un colpo di scopa. Quando ci saranno le elezioni. In quel momento, gli affossatori della Svizzera potranno essere messi da parte e rimpiazzati con dei veri rappresentanti del popolo.

VII. La mentalità degli ambienti che disprezzano il popolo

Durante le feste di fine anno ho ricevuto un piccolo libro pubblicato dalle edizioni “NZZ”, dunque di credo PLR. Ha un titolo quasi scientifico: “Reformbedürftige Volksinitiative” (l’iniziativa popolare ha bisogno di una riforma).

Il suo editore: Georg Kreis, già presidente della Commissione contro il razzismo e direttore dell’Istituto europeo di Basilea. Hanno partecipato anche diversi professori di diritto pubblico, politici PLR e PS e un ex-giudice federale PPD.

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