Come far fronte all’immigrazione illegale alla frontiera sud

Set 15 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 507 Visite • Commenti disabilitati su Come far fronte all’immigrazione illegale alla frontiera sud

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Il gruppo parlamentare UDC è preoccupato di fronte all’afflusso di migranti, in particolare alla frontiera meridionale del nostro paese. Molti di loro entrano in Svizzera senza essere controllati, depositano una domanda d’asilo, poi spariscono nella natura. Questo genere di migrazione, parallelamente a un numero crescente di assistiti sociali, ha generato in molti luoghi d’Europa dei ghetti, una forte criminalità, come pure delle tensioni sociali, culturali ed economiche. Anche in Svizzera si assiste al sorgere di tali ghetti, con le note conseguenze negative, ossia in particolare la formazione di uno strato sociale di stranieri poveri che, per generazioni, vivranno dell’aiuto sociale. Non possiamo assistere senza reagire a questa evoluzione. Il gruppo UDC ha perciò deciso, durante la sua seduta di ieri, di depositare un’interpellanza urgente redatta come segue:   

“Il numero di persone interrogate dal Corpo delle guardie di confine mentre stavano attraversando illegalmente la frontiera svizzera, è massicciamente aumentato nelle ultime settimane. Stando ai resoconti dei media, i migranti continuano ad affluire in Italia, per cui la pressione sulla frontiera meridionale della Svizzera aumenterà senza alcun dubbio.

Di fronte a questa situazione, poniamo le seguenti domande:

  1. Le risorse di personale del CGC sono sufficienti, con una tale affluenza, ad adempiere il compito legale di questa istituzione, ossia proteggere il confine svizzero contro i passaggi illegali (richiedenti l’asilo)? Come si presenterà la situazione se il numero di migranti continuerà ad aumentare? Quali misure occorre prendere?

     

  2. L’infrastruttura è sufficiente nella situazione attuale? Bisogna rafforzarla di fronte a una nuova escalation di questa migrazione di popoli verso l’Europa? Il CGC può essere alleggerito con misure di costruzione, analogamente a quanto fa l’Austria?

     

  3. Come funziona la cooperazione del CGC con i partner e con altri attori, in particolare il SEM, le autorità cantonali in loco, l’Italia e la Germania?

     

  4. Secondo i resoconti dei media, delle ONG sosterrebbero i migranti nella loro entrata illegale in Svizzera? Come bisogna interpretare tali attività? Le azioni di queste ONG possono essere perseguite penalmente?

     

  5. È vero le stesse persone cercano più volte di entrare in Svizzera? Annunciano nomi falsi e presentano falsi documenti? Degli imbrogli di tale genere hanno delle conseguenze legali o procedurali?

     

  6. È vero che dei migranti aventi già vissuto per qualche tempo in Italia tentano di entrare in Svizzera per depositarvi una domanda d’asilo? Quali sono le motivazioni addotte da queste persone e come reagisce la Confederazione?

     

  7. Come si è sviluppata la situazione negli ultimi mesi? Quali informazioni si possono dare, concernenti il numero, l’età, il sesso e il paese d’origine degli immigranti?

     

  8. Sempre secondo i media, molti migranti scompaiono nella natura dopo avere attraversato illegalmente la frontiera e annunciato il deposito di una domanda d’asilo. È vero che molti di loro proseguono il viaggio verso la Germania? Com’è possibile che possano sparire nella natura e come sono regolate le procedure e le competenze in quest’ambito? Come reagisce la Germania?

     

  9. Come intende reagire il Consiglio federale se un numero crescente d’immigranti illegali, che inizialmente intendevano proseguire il proprio viaggio, si stabilisse quale clandestino in Svizzera?”

     

Berna, 14 settembre 2016

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