Combattere più rigorosamente gli abusi nell’immigrazione

Lug 3 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 737 Visite • Commenti disabilitati su Combattere più rigorosamente gli abusi nell’immigrazione

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Le misure messe in consultazione oggi dal Consiglio federale per impedire gli abusi nella libera circolazione delle persone sarebbero dovute essere prese da molto tempo. La loro efficacia è in ogni caso molto limitata. Occorre intraprendere velocemente altre riforme sulla base dell’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” approvata da popolo e cantoni. Gli immigranti che lavorano per meno di 12 mesi in Svizzera devono essere esclusi dall’aiuto sociale. Inoltre, bisogna definire delle prestazioni minime da produrre in Svizzera per avere diritto alle indennità dell’assicurazione-disoccupazione e alle rendite AVS/AI. L’UDC ha depositato degli interventi parlamentari in questo senso durante la sessione estiva delle Camere federali.  

Il Consiglio federale ha concretizzato oggi delle misure che aveva annunciato in tutta fretta giusto prima della votazione sull’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”. Per impedire abusi nel quadro della libera circolazione delle persone, i cittadini UE entranti in Svizzera al solo scopo di cercare un impiego saranno esplicitamente esclusi dall’aiuto sociale. Inoltre, sarà regolamentata la perdita del diritto di soggiorno in casi d’abbandono di un impiego. Il Consiglio federale avrebbe potuto e dovuto prendere da tempo queste misure sulla base dell’accordo di libera circolazione delle persone. Detto ciò, questi interventi sono lungi dall’essere sufficienti per combattere efficacemente gli abusi.

Grazie al nuovo articolo costituzionale sulla gestione dell’immigrazione, il Consiglio federale dispone ora della base legale che gli permette di adottare delle misure efficaci per limitare i diritti alle prestazioni sociali. L’UDC ha fatto recentemente delle proposte concrete nel suo concetto d’applicazione dell’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”. Durante la sessione estiva appena terminata, ha depositato degli interventi parlamentari sui temi seguenti:

  • le prestazioni dell’assicurazione-disoccupazione sono accordate solo alle persone che, durante il periodo-quadro previsto a questo effetto, hanno esercitato in Svizzera per almeno 24 mesi un’attività lucrativa sottoposta al pagamento dei premi. > link
  • le persone aventi diritto alle rendite possono ricevere una rendita-vecchiaia e superstiti solo se possono dimostrare almeno due anni di reddito pieno da attività lucrativa, come pure di accrediti per compiti educativi o assistenziali in Svizzera. > link
  • i cittadini stranieri hanno diritto a rendite AI solo finché hanno il loro domicilio e la loro dimora abituale in Svizzera e unicamente se, all’insorgenza dell’invalidità, abbiano pagato i contributi in Svizzera almeno per due anni interi o abbiano risieduto ininterrottamente in Svizzera per dieci anni. Nessuna prestazione è assegnata ai loro congiunti domiciliati all’estero. > link
  • adeguamento delle disposizioni sulle prestazioni complementari. > link
  • raccomandazione ai cantoni (leggi cantonali sull’aiuto sociale) di escludere dall’aiuto sociale gli immigranti che hanno esercitato un’attività lucrativa durante meno di 12 mesi e che non hanno attività lucrativa duratura. > link

Il Consiglio federale deve prendere rapidamente delle misure in questo senso per agire efficacemente contro gli abusi. E deve anche limitare il diritto al ricongiungimento familiare, che pure presenta un forte potenziale di abuso. Inoltre, si deve vegliare a che le persone aventi perso la loro attività lucrativa in Svizzera siano costrette a lasciare il paese il più rapidamente possibile.  

 

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