Clandestini, immigrazione: un affare che rende molto

Giu 12 • L'opinione, Prima Pagina • 779 Visite • Commenti disabilitati su Clandestini, immigrazione: un affare che rende molto

Audrey D'Aguanno Giornalista residente in Italia

Da Boulevard Voltaire del 24 aprile 2015, traduciamo un articolo della giornalista Audrey D’Aguanno

 

I nostri dirigenti sanno molto bene di avere a che fare con delle organizzazioni i cui pesci grossi non sono questi miserabili passatori. Essi conoscono le organizzazioni che si celano dietro questi traffici, ma non danno loro la caccia: c’è troppo da guadagnare.

 

In una settimana sono sbarcati in Italia quasi 2’000 clandestini al giorno, incoraggiati dal bel tempo ma, soprattutto, dalla pompa aspirante delle operazioni di salvataggio in mare, che ha avuto l’effetto di abbassare i prezzi della traversata.

 

I morti si contano a centinaia, Frontex è totalmente sopraffatto, i centri di raccolta sono sovraccaricati, la burocrazia non tiene il passo, i comuni non sanno più come affrontare l’emergenza, e molti sindaci – di ogni colore politico – minacciano di dimettersi se i migranti vengono installati nella loro città. Si parla di requisire dei beni immobili di privati… In breve, la situazione è caotica.

 

Buonisti a parte (quelli che, per inconsapevole razzismo, pensano che l’uomo di colore sia un incapace senza l’aiuto dell’uomo bianco, e vorrebbero accoglierli tutti), ci si chiede perché le risoluzioni prese vadano sempre nella direzione di aumentare i flussi, e quindi i morti. La ragione, per critica che sia, è peraltro semplice: è un “business” redditizio, il secondo dopo quello della droga. Se il traffico di esseri umani rappresenta 34 miliardi di dollari l’anno, bisogna aggiungervi gli importi “legali”: i miliardi di euro di denaro pubblico assegnati all’accoglienza e alla gestione dei migranti, e i milioni di euro incassati sul posto dalla conseguente logistica. Molti albergatori, ristoratori o commercianti delle zone d’accoglienza – quelli che mostrano la maggiore ospitalità davanti alle telecamere – vivono ormai del mercato creato dall’arrivo degli operatori umanitari, funzionari e giornalisti.

 

Dei patrocinatori che sfruttano legalmente o illegalmente gli immigrati, degli avvocati che monetizzano i loro documenti, delle assegnazioni ad alberghi, delle aziende di ristorazione incaricate dei pasti, eccetera. In Italia, la corruzione e il profitto sono dappertutto dietro l’afflusso di immigrati.

 

Recentemente, il caso “Mafia capitale” ha rivelato come delle cooperative rosse o cattoliche si appropriano dei fondi pubblici a loro affidati per il mantenimento degli immigrati. “Hai un’idea di quanto guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno.” Ecco la cruda verità uscita dalla bocca di uno dei sospetti del caso. Le mafie africane trafficano con le mafie italiane che finanziano e sostengono elettoralmente i partiti politici, i quali traggono a loro volta profitto dalla presenza degli immigrati, che li sosterranno elettoralmente, e così di seguito…

 

E allora, l’arresto di qualche skipper non sembra nient’altro che un’ennesima trovata pubblicitaria, perché i nostri dirigenti sanno molto bene di avere a che fare con delle organizzazioni i cui pesci grossi non sono certamente questi miserabili passatori. Essi conoscono le organizzazioni che si celano dietro questi traffici, ma non danno loro la caccia: c’è troppo da guadagnare.

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