Civica e storie infinite

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Enzo Delmenico, Caslano

Tanto si è ormai scritto, riscritto e dibattuto a proposito di civica e storia da insegnare e valutare separatamente, che il tema in votazione è, o dovrebbe essere, arcinoto e soprattutto chiaro, conto tenuto della sua importanza.

Vivere in un Paese nel quale è possibile con iniziative e referendum proporre, contestare e rimandare al mittente leggi o articoli di legge, partecipando così in modo diretto e concreto alla vita politica e allo sviluppo dello stesso, è un privilegio che i cittadini di nessun altro Stato possono vantare.                                Trovo quindi doveroso il fatto che, tramite l’insegnamento separato della civica, l’espressione più alta della democrazia meriti di essere seguita e perpetuata con cognizione di causa.                                                                                       Qualsiasi arte, mestiere, professione o hobby, presuppone la conoscenza di regole e metodiche specifiche che, necessitando di studio e approfondimento distinti, non possono esulare da una valutazione separata.

Pur condividendo e accettando il fatto che le due materie siano in qualche modo interdipendenti, vedi complementari, il loro insegnamento, così come la valutazione del grado di conoscenza delle stesse, non possono essere demandati a una singola valutazione globale da parte del docente.                                                                                                                                    Insegnamento e valutazione della conoscenza sia della storia, così come e soprattutto quello della civica, devono tornare a far capitolo a sé ed essere valutati separatamente così come proposto in votazione e come già lo furono in passato, quando ebbi il piacere di vivere i miei anni di scuola.

Non vedo quindi alcuna ragione valida per essere contrari a questa proposta, che permetterà di formare futuri cittadini coscienti dei mezzi a loro disposizione e, di riflesso, in grado di usarli al meglio per continuare a progredire nel segno della miglior democrazia che, come una pianta, presuppone cure e acqua per rimanere verde e crescere bene.

La nostra doverosa, riconoscente goccia d’acqua: un convinto SÌ!

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