Ci vogliono realtà e concretezza

Nov 28 • Lettori • 487 Visite • Commenti disabilitati su Ci vogliono realtà e concretezza

Viviamo in un mondo virtuale e governati da politici che non ci rappresentano. Parole e poi ancora parole. Preoccupa la distanza con la realtà, con la concretezza delle situazioni. Secondo la solita area politica le paure, le ansie, le preoccupazioni dei cittadini sono irrazionali, populiste, perché gonfiate dall’irresponsabilità dell’opposta area politica che tutto trasforma in emergenza. Teorema fantastico.

Quindi: temi scottanti come la disoccupazione, la delinquenza, gli abusi sociali, la tolleranza, l’integrazione, i costi sociali, ecc. ecc. sono timori da visionari. Ergo: popolo ignorante.

Troppi politici si sono fulminati il cervello imbevuto di garantismo e buonismo eccessivo.

Importante è colpevolizzare il cittadino, senza ascoltarlo. Non da ultimo sul tema del segreto bancario, tanto caro agli Svizzeri, senza volutamente accorgersi e ammettere i propri errori nello scialacquare milioni di risorse in progetti a fondo cieco. E questo per attirarsi le simpatie dell’UE.

Il loro esercizio preferito è dare aria ai denti in discorsi intrisi di  buonismo, intenti ad aiutare tutti e, dall’altro lato, mortificare i cittadini che fanno correttamente i loro compiti.

Che dire poi della politica monetaria espansiva dell’UE (Draghi BCE) che immette enormi quantitativi di liquidità nel sistema, senza minimamente riuscire a produrre significativi effetti sul ciclo economico e sui problemi a esso associati.

Nulla o poco sui flussi migratori che provocano costi importanti alle casse pubbliche (e io pago!) e che sono sempre più fuori controllo. Si palleggiano le colpe l’un l’altro per sentirsi la coscienza a posto. Mai ascoltare la voce del cittadino. La ragione la si dà agli asini! E la politica lo fa giornalmente.

Con solerzia e polso, bacchettare l’onesto cittadino che ha risparmiato qualche franchetto negli anni produttivi in vista di una più tranquilla quiescenza, lontana dalla necessità di assistenza dello Stato. Tutti sullo stesso piano onesti e disonesti. Preferibilmente si dovrebbero premiare i primi e punire i secondi, proponendo, con buonsenso e criterio di giudizio, un’amnistia fiscale a livello svizzero, esente da particolare ingordigia e velleità punitive, semmai indulgente.

Sicuramente riemergerebbero risorse insospettate per il bene produttivo del paese.

Raoul Bettosini, Lugano                

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