Christoph Blocher all’Albisgüetli

Feb 23 • Dall'UDC, L'opinione, Prima Pagina • 278 Views • Commenti disabilitati su Christoph Blocher all’Albisgüetli

Segue dal numero precedente

 

Lo scorso 19 gennaio 2018 ha avuto luogo il 30° incontro dell’UDC del canton Zurigo. Riportiamo qui di seguito la terza e ultima puntata del discorso di Christoph Blocher.

V. Cedere il diritto di voto a Bruxelles?

Nel 2018, i pilastri del nostro Stato, ossia l’indipendenza, i diritti democratici , la neutralità e il federalismo, sono minacciati come mai lo sono stati dal 1848

La Berna federale vuole concludere un accordo che incatenerà la Svizzera all’UE. Lo abbiamo appena constatato: “È nell’essenza delle cattive azioni di generarne costantemente delle nuove.” Come d’abitudine, la Berna federale cerca oggi un bel nome per dissimulare la realtà di un trattato di sottomissione. In un primo tempo, questo accordo era ancora denominato in maniera relativamente onesta accordo istituzionale, poi si è parlato di accordo-quadro per minimizzare la faccenda, in seguito accordo di coordinamento o di consolidamento e infine, cortesemente e soprattutto ipocritamente, accordo d’amicizia, una creazione verbale del commissario UE Juncker. Per non essere da meno, il PPD ha recentemente proposto la denominazione accordi bilaterali III, un nome tanto insignificante quanto lo è il programma politico del PPD, che in realtà non esiste.

Recentemente, Signore e Signori, ci si parla di un accordo d’accesso al mercato UE. Il solo nome che merita questo trattato, ossia accordo di soppressione della democrazia diretta svizzera, non è naturalmente mai stato citato.

Di che cosa si tratta? La risposta è molto semplice: l’UE esige il diritto di legiferare in Svizzera. L’UE vuole emanare delle leggi svizzere, senza che Le Svizzere e gli Svizzeri possano dire la loro.

Le cittadine e i cittadini svizzeri sono invitati a depositare a Bruxelles il loro diritto di voto. L’UE e i suoi funzionari decideranno al nostro posto sul nostro futuro, sul nostro modo di vivere e di coabitare. Sarà la fine della democrazia svizzera. Ci si propone di deporre e compostare a Bruxelles la nostra libertà, la nostra democrazia diretta, la nostra neutralità e il nostro federalismo!

NO, Signore e Signori, questo non deve succedere. Le cittadine e i cittadini svizzeri devono affrontare questa sfida. Ricordo qui queste altre parole di Gottfried Keller: “Nessun governo e nessun esercito può proteggere il diritto e la libertà se il cittadino non è capace di uscire dalla sua casa e vegliare al buon ordine.”10 Se le cittadine e i cittadini svizzeri non reagiscono, la sovranità sarà definitivamente perduta. Non deve succedere che il nuovo sovrano della Svizzera si chiami UE.

VI. Le ragioni della rassegnazione

Le cittadine e i cittadini svizzeri cominciano a comprendere le manovre della Berna federale e della Corte di giustizia di Losanna. “Chi ha occhi per vedere, guardi, chi ha orecchie per sentire, ascolti!” Invano, una stampa allineata tenta di dissimulare queste manovre. Comincia a sorgere il sole.

Delle dichiarazioni come la seguente mi arrivano sovente alle orecchie: “Possiamo raccogliere delle firme, vincere delle votazioni su iniziative e referendum, votare ed eleggere, ma le persone che abbiamo eletto, e che dovrebbero applicare le nostre decisioni, fanno ciò che vogliono a nostre spese. Evidentemente ci sono dei farabutti in azione!

Molte persone stringono i pugni nelle loro tasche, avendo perso qualsiasi fiducia nelle autorità, nei politici e nei partiti politici. Esistono oggi dei solidi comuni rurali nei quali si raggiunge una partecipazione alle urne di appena il 19%.

E queste stesse persone dicono all’UDC:

“Anche voi fate parte di questa combriccola. Non ottenete niente. L’immigrazione aumenta, mentre abbiamo votato per la vostra iniziativa contro l’immigrazione di massa. Il numero di richiedenti l’asilo cresce, nonostante che la legge sia stata inasprita. Le regolamentazioni, le imposte e i canoni aumentano, contrariamente alle vostre promesse elettorali. L’economia cresce, ma noi non ne risentiamo gli effetti. L’immigrazione erode i nostri salari.”

Signore e Signori, questa diffidenza delle cittadine e dei cittadini è giustificata. Troppo spesso sono stati ingannati da deputati politici che non hanno mai smesso di mentire loro.

  • I premi di cassa malati non aumenteranno più, si era sentita la consigliera federale Ruth Dreifuss dire, prima di accettare la nuova legge sull’assicurazione-malattia. Da allora, questi premi sono aumentati del 170%!
  • L’adesione all’accordo di Schengen costerà solo 7,4 milioni di franchi l’anno e aumenterà la nostra sicurezza, si poteva leggere nelle spiegazioni di voto del Consiglio federale. In realtà, quest’accordo costa più di 100 milioni di franchi quest’anno. Quanto all’aumento della sicurezza, si fa fatica a percepirlo.
  • Grazie all’accordo di Dublino, il problema dei rifugiati potrà essere risolto e tutto andrà meglio, perché i paesi di prima accoglienza si occuperanno dei richiedenti l’asilo. L’anno della votazione sull’accordo di Dublino, la Svizzera aveva registrato 10’795 domande d’asilo; nel 2017, se ne sono contate oltre 17’000 e l’anno dopo più di 27’000.
  • La libera circolazione delle persone con l’UE provocherà un’immigrazione netta fra gli 8’000 e i 10’000 cittadini e cittadine UE l’anno al massimo, si era pronosticato. Dall’entrata in vigore della totale libera circolazione delle persone nel 2007, circa 75’000 persone in cifra netta sono immigrate mediamente ogni anno, di cui più di 53’000 provenienti dall’UE.
  • la svolta energetica non costerà, come annunciato dall’UDC, 3’200 franchi ma, al massimo, 40 franchi l’anno per famiglia, ha preteso la consigliera federale Doris Leuthard. Questo importo è già superato solo qualche mese dopo la votazione. E aumenterà ancora massicciamente negli anni a venire.

Come si deve chiamare questo modo d’agire? Come si dice quando si ruba qualcosa, per esempio i diritti civili e il diritto di voto? Si chiama truffa! Di fronte a questi truffatori politici – come chiamare in altro modo delle persone che ci mentono così spudoratamente? – dobbiamo porci chiaramente la domanda seguente: vogliamo diventare anche noi dei truffatori solo per non dover combattere questa dura battaglia?

Dobbiamo chiederci se vogliamo essere complici e subire la stessa sorte riservata abitualmente ai truffatori. Se non facciamo niente, saremo responsabili di un rafforzamento della rassegnazione e del sentimento d’impotenza che si stanno diffondendo in seno alla popolazione. No, dobbiamo dire forte e chiaro che rifiutiamo di partecipare a questo gioco perverso. Noi non facciamo parte di questo sindacato di truffatori che attenta alla democrazia.

VII. Che cosa bisogna fare?

Che cosa bisogna fare, Signore e Signori? La risposta è oggettivamente semplice, ma attualmente dobbiamo affrontare un nido di vipere. E allora, il modo migliore di agire è seguire questo consiglio biblico: “Siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.”11

Noi non abbiamo l’esperienza di come si combattono i colpi di Stato, ancora meno quando i golpisti risiedono nei palazzi del governo, del parlamento e del tribunale. È una cosa unica vedere allearsi i tre poteri dello Stato – il potere esecutivo, quello legislativo e quello giudiziario – per privare i cittadini dei loro diritti democratici.

Ma dobbiamo agire anche se non abbiamo questo genere d’esperienza. Dobbiamo cercare e trovare degli alleati.

Non esistono pretesti che giustifichino l’inazione. La frase che si sente spesso “In ogni caso, non ci si può fare niente” non conta. Non lasciatevi impressionare dalla dignità della funzione, dall’indipendenza dei tribunali, dalla concordanza, dalla collegialità e da altri concetti dello stesso stampo. Questi princìpi sono certamente preziosi, ma non sono stati creati per giustificare un colpo di Stato.

Non si può essere solidali con dei rapinatori del diritto.

Non ci si può alleare con degli individui che si fanno incensare dai media come benpensanti, ma le cui azioni sono perverse.

L’UDC è decisa a combattere questo colpo di Stato servendosi di strumenti legali e onesti. Dapprima agiremo tramite i diritti politici concessi al popolo. Dobbiamo attenerci a essi. Non credo nei comportamenti rivoluzionari.

Imboccheremo la strada giusta cominciando dal Parlamento e, se vi saremo messi in minoranza, agiremo con il popolo e tramite il popolo!

L’immigrazione incontrollata con tutte le sue conseguenze disastrose deve essere eliminata con l’iniziativa per la limitazione. Come lo esige la Costituzione federale. Dobbiamo metterci al lavoro immediatamente. Firmate la lista e raccogliete il massimo di firme. Dobbiamo lavorare duramente per raggiungere i nostri obiettivi.

L’iniziativa per l’autodeterminazione è depositata. Essa veglia a che il diritto svizzero voluto dal popolo primeggi sul diritto internazionale. In tutti gli Stati del mondo, la costituzione nazionale è prioritaria rispetto al diritto internazionale. Ricordo, a questo proposito, la sentenza del 15 dicembre 2015 della Corte costituzionale tedesca, che nega chiaramente la priorità del diritto internazionale sul diritto del paese.12 Il diritto all’autodeterminazione dei popoli deve essere imposto. Perché la Svizzera dovrebbe essere l’unica a fare eccezione? La Svizzera, paese liberale che più non si può. Perché la Svizzera, caso particolare certamente, ma che rifiuta le bizzarrie stupide, tornerebbe al periodo antecedente la Costituzione federale del 1848? Noi difenderemo l’idea delle Stato nazionale liberale, rifugio della libertà.

Signore e Signori, diciamo chiaramente SÌ all’iniziativa per l’autodeterminazione.

VIII. Elezioni 2019

Dobbiamo prepararci alle elezioni federali del 2019. Né la nostra Costituzione, né il nostro sistema statale comportano delle carenze. Sono i deputati nella Berna federale che pongono dei problemi. Hanno giurato di difendere l’indipendenza del paese e i diritti del popolo. E si sono resi colpevoli di spergiuro. Questi violatori del diritto devono essere messi alla gogna. Dovranno essere sostituiti in occasione delle prossime elezioni. Il popolo vuole dei deputati che lo prendano sul serio, che adempiano i loro doveri e che facciano ciò che devono fare, e non ciò che vogliono e che gradiscono!

Tutte le forme di allineamento sul socialismo devono essere combattute. Il socialismo vuole sempre più Stato; vuole privare i cittadini della loro libertà, della loro proprietà e dei loro diritti. Non possiamo tollerarlo. La battaglia contro tutte le forme di socialismo è un dovere – anche in Svizzera, se vogliamo salvaguardarla.

La domanda fondamentale che si porrà in occasione delle elezioni 2019 è semplicissima: chi difende ancora la libertà e la democrazia diretta? La Berna federale necessita di una pulizia a fondo. Afferiamo la scopa e andiamo avanti!

IX. NO all’accordo-quadro con l’UE

Noi dobbiamo concentrare tutte le nostre forze sulla battaglia contro l’accordo-quadro con l’UE. Questa battaglia contro un accordo d’incatenamento avrà luogo, come purtroppo è prevedibile, di fronte al popolo, perché Consiglio federale e Parlamento si piegheranno. Noi dobbiamo vegliare a che le cittadine e i cittadini svizzeri non siano costretti a cedere il loro diritto di voto a Bruxelles. Ci stiamo preparando da cinque anni a questa campagna di voto.

X. Friedrich Dürrenmatt, “maître à penser” dell’UDC

Il compito non sarà facile. Saremo attaccati, coperti di rimproveri e di diffamazioni. Si tenterà di ricattarci e di umiliarci. Ma tenete la testa alta. Sono più di 25 anni che subiamo questo genere di aggressioni e le abbiamo sempre sopportate. “Ist der Ruf erst ruiniert, lebt es sich gänzlich ungeniert”13 (quando la reputazione è distrutta, si può vivere senza più imbarazzi). Non preoccupiamoci della reputazione che tentano di affibbiarci i nostri avversari. Poiché non abbiamo pensato in primo luogo a noi, a noi ha pensato il popolo facendo dell’UDC il più grande partito politico svizzero. E ditevi questo: dei violatori del diritto che commettono ogni quattro anni uno spergiuro, non possono attentare alla nostra reputazione.

Signore e Signori, la Svizzera è felicemente uno Stato federalista. La situazione politica è nettamente migliore nei cantoni e nei comuni. Vegliate a che le cattive abitudini della Berna federale non contaminino i cantoni e i comuni. Il rischio è grande, ma siccome i deputati politici cantonali e comunali sono più vicini ai cittadini, commettono generalmente meno stupidaggini e devono meglio rispettare i regolamenti comunali e le costituzioni cantonali.

Lo so bene, Signore e Signori, molte concittadine e molti concittadini hanno perso la fiducia nelle istituzioni e preferirebbero addirittura demolire la casa Svizzera.

Signore e Signori, atteniamoci ancora una volta a Gottfried Keller. Non era certamente un membro dell’UDC, perché questa non esisteva ancora a quell’epoca. Ma non ispiriamoci alla recita di Max Frisch, il cui debole protagonista tende alla fine i fiammiferi agli incendiari, affinché gli brucino la casa. Diamo piuttosto retta a un altro grande e intelligente poeta svizzero, che era al di sopra dei partiti politici: Friedrich Dürrenmatt

Ecco ciò che ha scritto (traduzione dal tedesco): “Non bisogna aver vergogna del proprio amore. L’amore per la patria è un bell’amore, ma deve essere severo e critico, altrimenti è un amore irragionevole. Si deve dunque lavare e strofinare quando si scoprono delle macchie e della sporcizia sulla patria, come Ercole pulì le stalle di Augia, ai miei occhi il compito più simpatico di tutte le fatiche che dovette affrontare.

Ma è insensato e stupido voler demolire tutta la casa. Perché è difficile, in questo povero mondo danneggiato, costruire una nuova casa. Occorre più di una generazione per questo, e quando la casa sarà finalmente terminata, non sarà migliore della precedente. Ciò che conta, è che si possa dire la verità e che ci si possa battere per essa.”

Non ho parole migliori di quelle di Fredrich Dürrenmatt per descrivere il mandato di questo 30° Congresso dell’Albisgüetli e del centenario dell’UDC zurighese

Sono lieto di ripartire con voi in campagna durante il 2018, per pulire le stalle di Augia della Berna federale. Conto su di voi come voi potete contare su di me. Io continuerò a battermi fintanto che non sarò vecchio!

 

– Viva la Svizra!

– Viva la Svizzera!

– Vive la Suisse!

– Es lebe die Schweiz!

 

10 Gottfried Keller: Das Fähnlein der sieben Aufrechten, 1a edizione, Berhold Auerbach’s Volkskalender, Leipzig, ed. Ernst Keil, 1861.

 11 Matteo 10, 16.

12 Sentenza della seconda camera della Corte costituzionale tedesca del 15 dicembre 2015

13 Questa citazione è attribuita a Wilhelm Busch ma anche a Berthold Brecht. Di fatto, sembra che sia stata pronunciata per la prima volta pubblicamente, verso il 1945, dal cabarettista Werner Kroll.

14 Peter Juling: Treffendes über Politik, ein politischer Zitatenschatz von A bis Z, Gerlingen 1983, p. 186–187.

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