Chi mandare a Berna? Il gatto Arturo o l’ape Maia?

Lug 14 • L'opinione, Prima Pagina • 91 Visite • Commenti disabilitati su Chi mandare a Berna? Il gatto Arturo o l’ape Maia?

Detto francamente non siamo messi bene. Se poi all’imbarazzo della scelta dobbiamo mettere in conto che i nominativi vanno scelti nel vivaio – si fa per dire – del PLR, l’impresa si prospetta assai ardua! Qualcuno ha suggerito il “ticket”, un’accoppiata che tenga conto anche di rispettare le quote rosa, quindi accanto al maschietto, bisogna proporre una femminuccia, ci mancherebbe!

Per non incorrere nella collera femminista e in ossequio al politicamente corretto, bisogna ottemperare! Altrimenti apriti cielo! Quindi, l’ape Maia può starci.

Purtroppo, i nomi che si fanno e che il partitone propone, non sono di certo politicamente appetibili, soprattutto per il fatto che, uno in particolare, non è che abbia dimostrato di battersi per gli interessi del Cantone Ticino! Semmai lo ha fatto per tutt’altre faccende per le quali è costantemente affaccendato. I risultati sono lì da vedere e da subire quando ti toccano i salassi imposti dalle casse malati!

Inoltre, va detto che di tanto in tanto, il “nostro”, si permette pure di lanciare qualche strizzatina d’occhio in direzione di Bruxelles. La cosa non è di certo sfuggita all’elettorato, quello accorto, s’intende! Siccome il “vade retro Satana” in proposito è di rigore, meglio stare in campana, per poi non ritrovarci impantanati in nuovi accordi stipulati sottobanco e a nostra insaputa!

Intanto rieccoci con il mantra “quote rosa”! Spiace doverlo ammettere, ma al nostro assai… limitato orizzonte della politica nazionale, non si scorgono al momento, figure carismatiche dello stampo di una Evita Peron, Indira Gandhi, Margaret Thatcher o Theresa May. Statiste in gonnella, ma con attributi degni di rispetto. Ciò il PS dovrebbe ammetterlo e andarci cauto con il sostegno, anche se offerto (?) per il bene del Paese!

Non siamo affatto maschilisti, sia ben chiaro, ma quanto sta passando il convento di questi tempi, ci rende cauti e anche un tantino scettici! Di ministri in gonnella ne abbiamo già avuti in passato e attualmente ne possiamo “vantare” un paio che non sono propriamente stelle di prima grandezza, ma piuttosto delle arrendevoli “yes women”, vestali del compromesso e dell’ingenuità. Grazie a queste “doti” qualche disastro lo possiamo enumerare e purtroppo patire!

In quanto ai maschietti ticinesi che potrebbero sostituire il Burkhalter, meglio essere guardinghi. Di “mastini” non né vediamo, la scelta è assai limitata, quindi se non possiamo permetterci di presentare candidature di un certo qual peso – e non semplici comparse – meglio lasciar perdere. La coperta, va detto francamente, è corta e se consideriamo gli scarsi risultati ottenuti dai nostri rappresentanti nella Capitale federale in favore di questo Cantone sempre più allo sbando, a noi sembra che i nomi proposti per celia nel titolo, possano anche starci, poiché i nominativi che circolano per sostituire il CF dimissionario, non sono propriamente garanzia di una strenua difesa degli interessi sia del Cantone Ticino sia della Svizzera, spesso sacrificati in favore di quelli della UE, della quale – opportuno farlo notare – per nostra immensa fortuna non facciamo parte!

Il Popolo svizzero – checché ne dicano Junker & Co – non ha la minima intenzione di aderire a quel consorzio sempre più disgregato e pasticcione. Sa perfettamente cosa vuole, a differenza dei nostri governanti (?) che sembrano intenzionati a barattare la nostra indipendenza e libertà per un piatto di lenticchie di biblica memoria!

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