Chi è il terzo uomo?

Giu 1 • L'opinione, Prima Pagina • 155 Views • Commenti disabilitati su Chi è il terzo uomo?

Patanegra

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Secondo gli eminenti politici della Berna federale, l’accordo-quadro con l’UE sarebbe ormai praticamente concluso. È quantomeno ciò che vanno dicendo il nostro capo del DFAE Cassis e il suo “subito sotto”, il segretario di Stato per l’UE Balzaretti. Ma nella loro euforia, questi sorvolano allegramente tre argomenti importanti.

1. I giudici stranieri

 La maggiore resistenza nella popolazione svizzera la incontra il fatto che la Corte di giustizia dell’UE (CGUE) sarà praticamente la sola a decidere su tutte le controversie fra l’UE e la Svizzera in materia di relazioni bilaterali. Adesso si vuole neutralizzare questo “argomento assassino” nei confronti dell’accordo-quadro, dicendo che, invece della CGUE, a decidere sarà un tribunale arbitrale di tre persone con partecipazione svizzera. Ciò è ingannevole sotto molteplici aspetti. Perché in caso di disaccordo all’interno del tribunale arbitrale, sarà sempre la CGUE ad avere l’ultima parola; e gli “arbitri” potrebbero decidere loro stessi se coinvolgere la CGUE o no. Dipenderà perciò molto da chi sarà chiamato a sedere in questo tribunale arbitrale. Al momento, dovrebbero esserci tre “arbitri”. E anche qui, molto dipenderà da chi avrà la competenza di eleggerli alla loro funzione. I tre membri sarebbero:

  • Un rappresentante dell’UE: qui non ha molta importanza chi sarà e chi lo o la nominerà, perché questo/a rappresentante difenderà impietosamente gli interessi dell’UE.
  • Un rappresentante della Svizzera: e qui ho già qualche dubbio, perché qui è molto importante chi sarà e chi sarà chiamato a eleggerlo/a. Se, per esempio, fosse nominato uno dei nostri giudici federali o un funzionario incaricato dal duo Cassis/Balzaretti, che già a priori considerano qualsiasi diritto internazionale superiore al diritto costituzionale svizzero… buonanotte!
  • Un terzo membro: al momento, nessuno sa chi dovrebbe essere il terzo uomo (o, naturalmente, la terza donna). Sicuramente non uno Svizzero. Altrettanto sicuramente, non un burocrate dell’UE. Ma chi? Da dove? E da chi, in nome di Dio, sarà nominato/a? La domanda è tutt’altro che accademica. Perché le importanti decisioni di questo tribunale arbitrale non saranno di natura meramente tecnica, bensì estremamente politica. E come le decisioni vengano poi trasmesse alla CGUE e come questa a sua volta deciderà, potrebbe dipendere molto dall’esito del voto all’interno del tribunale arbitrale: 2:1 a favore o 2:1 contro la Svizzera sarebbe importante, perché la CGUE non decide sulla base del diritto, bensì politicamente.

2. Le „linee rosse“

Secondo la Berna federale, ci sono attualmente alcune “linee rosse” non oltrepassabili per la stipulazione dell’accordo-quadro. Di queste fanno parte le famigerate e contestate dall’UE “misure accompagnatorie”, alle quali il nostro PS non vuole assolutamente rinunciare. Difficilmente l’UE cederà su questo punto, perché per lei è essenziale. La situazione è divertente, perché il PS ha inserito l’adesione all’UE nel suo programma di partito. Potrebbe così succedere che l’accordo-quadro cada di fronte all’opposizione di una coalizione UDC e PS, seppure dettata da ragioni totalmente diverse.

3. La votazione popolare

Senza votazione popolare, l’accordo-quadro con l’UE non andrà mai e poi mai in porto, qualunque sia la sua forma. È perciò importante per noi cittadini fare attenzione e analizzare approfonditamente quanto si apprestano ad ammannirci la Berna federale e i tecnocrati di Bruxelles. Perché un SÌ all’accordo-quadro equivarrebbe a un’ipoteca sull’adesione all’UE.

 

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