C’è ancora chi fa un uso degno della nostra bandiera

Apr 6 • Lettori • 705 Visite • Commenti disabilitati su C’è ancora chi fa un uso degno della nostra bandiera

Ho avuto modo di leggere l’articolo apparso sul “Corriere del Ticino” di martedì 11 marzo a firma della signora Filomena Meile Loizzi, concernente l’esposizione della bandiera svizzera al parlamento europeo da parte del deputato della Lega Nord, Mario Borghezio. E dico chiaramente che,  contrariamente alla signora Loizzi, in questa circostanza ho condiviso  la “performance” del deputato leghista. È stato visto da tutti, dal 9 febbraio a questa parte, l’atteggiamento antidemocratico avuto finora dall’UE nei confronti del nostro paese, “colpevole” secondo loro di “aver osato” votare SÌ all’iniziativa contro l’immigrazione di massa. La Svizzera è stata ed è tuttora bersaglio di pesanti attacchi da parte dei filo-europeisti di Bruxelles, senza che fra i nostri politici, nessuno abbia saputo controbattere e difenderci in modo adeguato. E a tal proposito avevo già scritto un articolo sul CdT lo scorso 25 febbraio. Sia ben in chiaro che ogni paese deve pensare prima ai suoi interessi, alle proprie necessità e a quelle dei suoi cittadini. Cito qualche esempio: il Belgio (sede dell’UE) negli ultimi mesi non ha rinnovato il permesso a molti stranieri che non avevano un lavoro e non erano quindi in grado di mantenersi. Lo stesso ha fatto la Gran Bretagna, e anche la Francia all’epoca di Sarkozy. E ultimamente, anche l’Italia ha voluto mettere un freno all’entrata di frontalieri sloveni e croati nel suo territorio. Il tutto senza che l’UE abbia detto un cip. E questo perché? Perché questi Stati, hanno ancora dei politici che, oltre a prendere decisioni nell’interesse delle loro nazioni, sanno farsi rispettare da chi dall’esterno osa pontificare e criticare questioni che non li concernono. E teniamo conto che si tratta di stati membri dell’UE. Mentre la Svizzera, che non è membro dell’UE ha, purtroppo, un Consiglio federale che, se non ci fosse (a differenza di altri paesi) la democrazia diretta, mai e poi mai si sarebbe reso conto della situazione critica a cui andavamo incontro se non vi avessimo posto un freno. Ma in più, i nostri consiglieri federali non sono e non sono mai stati capaci di farsi rispettare dall’estero, addirittura andandosi a scusare (strano che non l’hanno ancora fatto anche stavolta…) a destra e manca, per il fatto che il popolo (per fortuna ancora sovrano) ha votato contro la loro volontà! Ed è vergognoso che ci abbia dovuto pensare un politico della vicina Penisola (o Padania che dir si voglia!) a dire a chiara voce agli eurodittatori di Bruxelles di smetterla di criticare la Svizzera, avendo il coraggio di alzare la voce contro questa UE antidemocratica. Cosa che mai e poi mai, un nostro membro di governo avrebbe avuto il coraggio di fare (figuriamoci!)!

Quindi, signora Loizzi, eviti di utilizzare gli aggettivi “fascista e razzista” con tanta facilità e infondatezza. Sarebbe fascista e razzista uno che difende il nostro paese? O sarebbero invece razzisti, ma al contrario, tutti quei nostri governanti che non fanno niente per difenderlo e lo svenderebbero a tutte le organizzazioni internazionali come ai saldi di fine mese? 

 

 Andrea Fedele, Locarno

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