Caro Ticinese… “va là che vai bene!”

Set 7 • Lettori • 804 Visite • Commenti disabilitati su Caro Ticinese… “va là che vai bene!”

Circa due mesi fa, una delegazione ticinese composta da consiglieri di Stato e da consiglieri nazionali, si è recata a Berna per sollecitare il Consiglio federale a risolvere le questioni ancora in sospeso con l’Italia e che riguardano specialmente il Ticino. I nostri rappresentanti sono ritornati dichiaratamente soddisfatti per l’esito di questo incontro. È stato promesso loro che entro un anno la faccenda sarà risolta. È da sperare che, oltre alla data, sia stato loro promesso un grande impegno da parte loro affinché quell’accordo sia per noi positivo e non si riduca a un “premietto di consolazione” (altrimenti quale soddisfazione è?).

Il termine di un anno non è certo da Guinness ma, avendo a che fare con traballanti governi italiani, ci può stare. Certo che confrontarci con persone dalla dialettica facile e avvezzi al “gioco delle tre carte” non è facile. E se i nostri ci vanno a trattare con la collaudata formula elvetica della “fermezza nel cedimento”, la peppatencia è assicurata.

 

A complemento della visita effettuata recentemente a Lugano, vi è stato un simpatico incontro del Consiglio federale con le autorità e la popolazione. Discorsi del presidente del governo e del sindaco, e infine quello del presidente della Confederazione. Questo, dopo aver ringraziato i Ticinesi per la calorosa accoglienza e dopo alcune frasi a effetto (come “Il Consiglio federale è dovuto venire in Ticino affinché il sole brillasse sulla Svizzera”) ha voluto rassicurare che il Consiglio federale conosce i problemi che affliggono il Ticino dopo l’entrata in vigore degli accordi bilaterali e che si sta impegnando fortemente per risolverli.

Tutto bene dunque quello che finisce (forse) bene. Peccato però che il nostro oratore abbia voluto concludere con una considerazione che c’è da sperare sia personale (rilevata dalla TV, mia citazione a memoria): “I sessantamila frontalieri (dimenticando i 5-10’000 padroncini) fanno la ricchezza dei Ticinesi”. Vada se questo concetto fosse stato espresso prima dei citati accordi bilaterali con l’UE, ma con la situazione attuale…

Se si andrà a Roma con queste premesse, la peppatencia sarà confermata.

 

Luciano Turba, Giubiasco

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