Carnevale perenne

Giu 25 • L'opinione • 2085 Visite • Nessun commento su Carnevale perenne

Gianfranco Soldati - Presidente onorario UDC Ticino

Gianfranco Soldati – Presidente onorario UDC Ticino

Nel mio precedente articolo, “Gli ultimi giorni”, ho definito saltimbanchi i tre alfaomuncoli che reggono le sorti magnifiche e progressive dell’UE. Un seguace o sodale del Pa(v)olino, Dr. h.c. in quel di Zurigo e professore a San Gallo, mi ha telefonato rampognandomi per l’epiteto da me attribuito ai suddetti tre personaggi. “Qual se’ tu che così rampogni altrui” gli ho risposto con Dante, ricordandogli che il Pa(v)olino, per Dr.h.c. che sia, ha definito teppisti i parlamentari federali di Berna che non hanno votato come voleva lui nella mancata rielezione di Beyeler, un formidabile incapace a capo della procura nazionale, e definito pagliacci i tre consiglieri di Stato ticinesi (Borradori, Gobbi e Beltraminelli) che bloccando il ristorno sull’imposta alla fonte hanno obbligato i pagliacci di Roma (quelli sì veri pagliacci) a riprendere le trattative sull’imposizione degli averi italiani in Svizzera. Ma torniamo ai nostri tre polli, sempre con l’aiuto di Henrik M. Broder, colonnista della “Weltwoche” e della tedesca “Die Welt”.

Josè Manuel Barroso: laureato in economia e scienze sociali, ha insegnato in alcune università occidentali, è stato ministro degli esteri e presidente del consiglio portoghese senza mai fare nulla per impedire al suo paese lo scivolone nell’abisso debitorio. Nel 2004 ha sostituito Romano Prodi, più conosciuto come “Mortadella”, alla testa della Commissione europea, dove continua a non riuscire ad impedire che i paesi della zona euro sprofondino sempre più nel pantano del debito sovrano.

Herman van Rompuy, che potremmo chiamare con facile, assonante e irreverente sarcasmo Herman van Rump piü, primo presidente di un Consiglio europeo che non si capisce bene cosa sia, è stato nientepopodimeno che vicepresidente dei giovani democristiani fiamminghi, guadagnandosi l’appellativo di “sfinge” perché nessuno riusciva a capire quel che pensava e ancor meno quel che diceva. Come spesso accade ai mediocri nelle lotte tra destra e sinistra o, per quel che concerne il Belgio, tra fiamminghi e valloni, riuscì a diventare primo ministro del suo paese dal dicembre 2008 al novembre 2009, restando praticamente sconosciuto ai suoi concittadini. Cosa faccia adesso come presidente permanente (a vita, come il Nano?) del Consiglio europeo nessuno lo capisce, e forse non lo sa neppure lui. Sul portale del Consiglio pubblica comunque i suoi impegni: vediamone uno, tanto per far chiarezza. 6.12.12, San Nicolao: la giornata di lavoro prende inizio alle 17.00: incontro con Martin Schulz per uno scambio di opinioni. 17.30: appuntamento dal fotografo ufficiale per una foto di gruppo. 17.45: seduta di lavoro, con chi non viene detto. 20.00: cena di lavoro e conclusione con una conferenza stampa. Insomma, una lunga giornata di intenso lavoro, dedicata come tutte le altre all’Unione comunitaria europea.

Martin Schulz, da molti, troppi anni presidente del parlamento detto di Strasburgo ma che legifera (si fa per dire) 3 settimane al mese a Bruxelles, non si capisce se eletto a vita come il Nano e come van Rompuy, è un gioioso e simpatico compagnone con il quale Broder, che lo conosce bene, amerebbe passare tutti i giovedì grassi del carnevale di Colonia. A me è meno simpatico, o più antisimpatico, per averci tempo fa minacciati della frusta (epigono in questo di Peer Steinbrück, quello della cavalleria) e aver qualche settimana fa umilmente spiegato al nostro CF quel che deve fare per risolvere i problemi che ci ha creato la libera circolazione delle persone, libera circolazione dei delinquenti inclusa. Ha un passato di tutto rispetto. Sindaco di Würselen, cittadina vicina ad Aquisgrana, sede e capitale di Carlo Magno che può quindi essere considerato un suo antenato con discendenza più o meno legittima, si è battuto come un leone per far costruire un parco acquatico, dal nome emblematico di “Aquana”. Adesso i würselenesi si lamentano, perché il parco costa troppo, ma questo è un dettaglio trascurabile, visto che la grandiosa opera ha permesso al suo promotore una carriera non disdegnabile. Nel suo gabinetto, non quello privato ma quello inerente alla sua alta carica, dà lavoro ad un capogabinetto, un vice-capogabinetto, assistenti e consulenti, oltre che a consulenti degli assistenti e assistenti dei consulenti. A completare il gabinetto 4 addetti alle relazioni con la stampa, un portavoce, un estensore dei discorsi, un compilatore dei programmi di lavoro, un portalettere, un cameriere e un autista. In tutto 38 collaboratori, con lui partecipi del costoso e inquinante pendolarismo mensile tra Strasburgo e Bruxelles di cui ho scritto poco tempo fa. C’è di che allibire.

Questi socialisti democratici e comunitari, quando giungono al vertice, in fatto di fasto e magnificenza ti fanno impallidire anche l’impassibile Elisabetta d’Inghilterra. Non sono eletti, non si credono chiamati, ma vocati.

Intervistato recentemente proprio da Broder, il buon Martin Schulz si è lamentato per la carenza democratica che fa sì che il suo parlamento sia impotente (e inutile, ma questo lui non lo ha detto) di fronte al Consiglio di van Rompuy e ancora più di fronte alla Commissione di Barroso. Esattamente la situazione che si verificava nelle dittature comuniste di staliniana memoria. Ma anche una situazione che permette all’UE di sovvenzionare la coltivazione del tabacco nel campo della politica agricola e di denunciare il pericolo mortale del fumo nel campo della politica sanitaria. Un commissario da una parte, uno dall’altra, c’è lavoro per tutti. A Bruxelles di disoccupati non ce ne sono.
Questi “reggitori” europei sono convinti, e la Merkel lo ha proclamato, che non ci sono alternative. Anche i politici ad est del muro di Berlino erano sicuri che non c’erano alternative, e lo proclamavano. Noi si dovrebbe credere che i personaggi, saltimbanchi, che hanno condotto l’Europa alla rovina sono i soli che potranno salvarci. Ma va a Baggio a suonar l’organo!

 

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