Calenda ha un suggerimento sul nuovo segretario del PD: uno psichiatra

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Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere questi articoli il 22 settembre 2018. Accadeva il 22 settembre 1991, che i resti mummificati ritrovati il 19 settembre sul ghiacciaio Similaun (N.d.R. Sta al confine tra l’alto Adige e il Tirolo, Austria) appartengono a un uomo vissuto intorno al 3200 avanti Cristo. La sensazionale scoperta è stata possibile durante il recupero grazie agli oggetti rinvenutigli accanto. L’uomo che ha anche 57 tatuaggi viene soprannominato Ötzi.

Calenda ha un suggerimento sul nuovo segretario del PD: uno psichiatra.

(N.d.R. Calenda: ex ministro italiano, rappresentate permanente dell’Italia presso l’unione europea)

«Bisognerebbe candidare il presidente dell’associazione di psichiatria, perché è l’unica cosa che avrebbe un’utilità specifica»

(il Post 18 settembre 2018)

Copertina del Time su Salvini: propaganda americana, talento fotografico italiano

È bastata una copertina di Time per scatenare un putiferio da noi (N.d.R..Italia). Omissis.

“The new face of Europe”, “Il nuovo volto dell’Europa”, che come concetto è un tantino più allarmante e accenna al concreto pericolo che Salvini sia in grado di aggregare forze capaci di rovesciare l’attuale assetto di maggioranza in seno alla UE. Il leader della Lega, oggi ministro degli Interni, è stato riconosciuto anche dagli americani come un vera “bestia politica“. Probabilmente era stato sottovalutato, e adesso è al centro delle loro preoccupazioni. Omissis.

Nell’intervista che ha rilasciato in questo numero di Time, Salvini ha detto: “Stiamo lavorando per recuperare lo spirito europeo che è stato tradito da coloro che guidano questa unione”, e ha concluso: “È chiaro che devono cambiare le dinamiche europee”. Questa sola affermazione è stata sufficiente a far diventare Salvini il nuovo babau per l’amministrazione americana. Omisisis.

Ebbene, gli art director di Time ci sono andati giù pesante e hanno rincarato la dose accentuando l’effetto “mostro”. Hanno riprodotto in bianco e nero la foto che originariamente era a colori contrastandola ulteriormente. Il risultato? Salvini appare dal buio come nei film horror del primo 900 con una luce che rende satanici i suoi lineamenti, come forse piacerebbe ai dem americani e italiani, accentuando in modo grottesco le ombre del viso. Omissis.

In sintesi, gli americani lanciano un messaggio di allarme politico attraverso i loro media tradizionali, dipingendo un leader di un altro paese come un “mostro” e schiaffandolo in prima pagina.

(Il fatto quotidiano 15/09/2018 Bruno Ballardini).

 

Ora May è nei guai, con Brexit

I leader europei hanno inaspettatamente bocciato il piano della prima ministra britannica, che ora si trova in una posizione molto complicata.

La prima ministra britannica Theresa May ha subito un’inattesa e brusca sconfitta politica al Consiglio europeo in corso a Salisburgo, dove i principali leader dei paesi europei hanno sostanzialmente respinto il cosiddetto “Chequers plan”, il suo piano per attuare Brexit che le è già costato le dimissioni di due ministri e che è al centro di una delicata lotta interna nel suo partito. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha detto molto chiaramente che il piano «non funzionerà», una posizione inaspettatamente dura che il Guardian ha definito «un’imboscata» e che secondo i giornali internazionali è stata dovuta principalmente alla volontà del presidente francese Emmanuel Macron e della cancelliera tedesca Angela Merkel.

May, visibilmente scocciata e turbata, ha detto ai giornalisti che il suo governo proverà a trattare finché sarà possibile, ma che è pronto ad attuare Brexit senza un accordo, un’ipotesi che allarma gli osservatori e gli investitori. May sperava di portare a casa da Salisburgo una vaga e parziale rassicurazione da parte dei suoi omologhi europei, in vista della conferenza del Partito Conservatore in programma il prossimo fine settimana. Ora invece i suoi avversari interni hanno nuovi e concreti motivi per attaccarla, e per mettere in discussione il suo approccio a Brexit, considerato troppo morbido dall’ala più radicale del partito. Omissis.

(Il Post 21 settembre 2018)

 

L’Intelligenza artificiale cambierà il mondo del lavoro entro il 2030

Prepariamoci. Entro il 2030 l’Intelligenza artificiale avrà creato un giro d’affari da 13 trilioni di dollari (13 miliardi di miliardi). Lo suggerisce un recente studio del McKingsey Global Institute (MGI), sviluppato proprio per comprendere il potenziale impatto dell’AI sull’economia globale.

Un generico e sostanzioso aumento del PIL globale appare senz’altro come una buona notizia, ma lo studio prende in considerazione luci e ombre di questa nascente rivoluzione. Come aveva già suggerito lo studioso Kai-Fu Lee (N.d.R. È un venture capitalist di 57 anni esperto in AI), anche MGI segnala il pericolo di divari e ineguaglianze in aumento, e la necessità di affrontare l’emergenza lavorativa con la riqualificazione; lo stesso principio era stato sottolineato pochi giorni fa dal World Economic Forum.

MGI divide le aziende in tre grandi categorie: i front-runner, quelle che stanno già adottando la AI e la sfrutteranno al massimo nei prossimi anni. I follower, che partiranno in ritardo ma riusciranno a raccogliere qualcosa. E i ritardatari, che si faranno sfuggire questa occasione e registreranno perdite importanti entro il 2030. Sostanziale anche la differenza tra chi saprà assorbire tutte e cinque le categorie di AI (computer vision, natural language, virtual assistants, robotic process automation, advanced machine learning) entro la data indicata, e chi invece riuscirà solo a iniziare la sperimentazione con una o due di esse. Omissis.

Dobbiamo quindi battere due strade allo stesso tempo: da una parte quella indicata dal World Economic Forum, vale a dire insistere con veemenza sullo sviluppo di una popolazione dotata di competenze avanzate in grado di convivere con i robot. E dall’altra, prepararsi a un totale sconvolgimento del sistema economico, nel quale le macchine saranno in grado di produrre ricchezza abbondante che si potrà ridistribuire a tutti noi. Sembrano scenari da fantascienza, ma molti lo ritengono un futuro tutt’altro che remoto.

(Tom’s Hardware per il Fatto | 21 settembre 2018)

Un voto coraggioso contro chi vuole far deragliare l’Europa

Salvini ha riaffermato il legame con Orban per inseguire il suo sogno di una sorta di internazionale populista da mettere in campo con la benedizione dell’americano Bannon. Il voto del parlamento europeo sulle riforme costituzionali adottate dal premier ungherese Victor Orban segna uno degli snodi decisivi di questa legislatura europea e probabilmente di tutto il passato recente dell’Unione. Un punto di non ritorno. Un coraggioso punto di non ritorno, contro la spinta ungherese a far deragliare l’Unione minandone i valori fondanti e anche contro tutti i calcoli di bassa politica che sia Orban sia i suoi sodali europei hanno cercato di mettere in campo. Col voto dell’aula di Strasburgo l’Europa ha battuto un colpo: l’Europa c’è, avrà pure mille difetti, avrà bisogno di un poderoso restyling, ma c’è. Omisiss

(Democratica Simona Bonafè 13 settembre 2018)

 

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