Brexit, stop nella trattativa. UE: “Nord Irlanda rimanga nell’unione doganale”. May: “Inaccettabile, minaccia a integrità”.

Mar 10 • L'opinione, Prima Pagina • 201 Views • Commenti disabilitati su Brexit, stop nella trattativa. UE: “Nord Irlanda rimanga nell’unione doganale”. May: “Inaccettabile, minaccia a integrità”.

Dr. Francesco Mendolia

Le trattative tra Londra e Bruxelles sulla Brexit registrano un nuovo stop. La proposta dell’UE sui confini irlandesi, con la prospettiva di inserire la sola l’Irlanda del Nord senza il resto del Regno in “un’area comune” allineata alla normativa europea, è irricevibile. Lo ha detto Theresa May durante il question time di oggi alla Camera dei Comuni in risposta alla bozza di accordo nelle trattative per la Brexit presentata da Michel Barnier: il capo negoziatore dell’UE ha affermato che l’Irlanda del Nord potrebbe rimanere nell’unione doganale dell’UE dopo il divorzio da Bruxelles. “Il progetto d’accordo pubblicato dalla Commissione europea, se applicato, nuocerebbe al mercato comune britannico – ha detto la premier britannica – e minaccerebbe l’integrità costituzionale del Regno Unito, creando una frontiera doganale e regolamentare nel Mare d’Irlanda e nessun primo ministro britannico l’accetterà”. Omissis. Londra e Bruxelles erano arrivate a un accordo preliminare a dicembre su diverse questioni chiave, tra cui quella della frontiera nordirlandese, e l’esecutivo britannico si è impegnato a evitare di ristabilire una frontiera fisica dopo l’uscita dall’UE. Ma la soluzione della questione non è ancora stata ottenuta e si scontra con la volontà del Regno Unito di uscire dal mercato unico e dall’unione doganale.

(Il Fattoquotidiano di di F. Q. | 28 febbraio 2018)

 

l business delle industrie farmaceutiche in una mappa.

Gli italiani sono sempre stati grandi consumatori di medicinali, ed è risaputo che quello dei farmaci è un business molto florido. Quali sono i paesi che ne esportano di più? Il sito HowMuch.net ha preso i dati del 2016 e realizzato una mappa che visualizza il peso di ogni Stato in base all’esportazione di farmaci. Se ne deduce, a colpo d’occhio, che è l’Europa a fare da padrona, quasi incontrastata. A esportare più di tutti è la Germania, seguita da Svizzera e Belgio. Complessivamente è l’intera Europa però a passarsela bene: copre quasi l’80% dell’esportazione (fabbisogno mondiale), mentre America centrale, Sud America, Africa e Oceania sono all’1,8% del totale. L’Africa è il caso più stupefacente: è il continente che esporta meno di tutti (0,2%), nonostante abbia il 15% della popolazione mondiale e abbia estremo bisogno di farmaci, al momento (quasi) tutti importati. In futuro le cose dovrebbero mantenersi stabili, ma ci si aspetta un balzo in avanti di Sudafrica ed Egitto, due nazioni che si prevede apriranno la strada dello sviluppo farmaceutico in Africa. Tra il 2009 e il 2013 l’Agenzia Europea (EMA) ha approvato 48 nuovi farmaci contro il cancro con 68 diverse indicazioni terapeutiche: uno studio pubblicato sul British Medical Journal, rileva che per la maggior parte dei farmaci di nuova introduzione vi sono poche prove della loro efficacia sui pazienti. I ricercatori inglesi e lettoni che hanno condotto la ricerca sono arrivati alla conclusione che alcuni farmaci contro il cancro sono entrati nel mercato europeo “senza riscontri effettivi di una maggiore sopravvivenza o di una migliore qualità della vita“. Il team ha condotto lo studio a periodi intermedi e, comunque, i risultati appaiono scoraggianti: nel 49% dei casi non si è registrato alcun chiaro segno di miglioramento del tasso di sopravvivenza o della qualità della vita e non sono emersi effetti significativi rispetto a trattamenti in atto o a placebo. Solo in rari casi i nuovi farmaci si sono dimostrati realmente efficaci. Atto di accusa. A seguito dei risultati, i ricercatori hanno invitato l’EMA a dotarsi di criteri più rigidi prima di concedere l’autorizzazione per nuovi farmaci anticancro

(Focus. 11 Dicembre 2017 Giuliana Rotondi e 11 Ottobre 2017 Andrea Rubin)

 

 Su Navalny fuori dalle elezioni in Russia la perplessità della UE

Vuole fare sentire la sua voce l’Unione europea, che se già in passato aveva spesso guardato da vicino alla vicenda giudiziaria e politica di Alexei Navalny, torna ora a commentare quando succede in Russia, a ventiquattr’ore dalla conferma dell’esclusione dalla prossime elezioni dell’oppositore. Alle prossime presidenziali si presenterà Vladimir Putin, che ha di recente ufficializzato una candidatura su cui mai c’erano stati dubbi, ma non ci sarà Navalny. E se i numeri che sarebbe stato in grado di raccogliere difficilmente avrebbero impensierito la corsa dello zar verso un nuovo mandato, la preoccupazione di Bruxelles è dovuta però a “seri dubbi sulle condizioni di pluralismo politico in Russia”, con l’esclusione di quello che era l’unico candidato d’opposizione con un minimo di credibilità. Omissis. Intanto il blogger e oppositore di Putin, a cui una sentenza della Corte europea per i diritti umani aveva riconosciuto il fatto di non avere avuto “un giusto processo nel 2013”, quando fu condannato, ha chiesto ai suoi sostenitori di non presentarsi alle urne.

(il Giornale.it Mondo Lucio Di Marzo – Mar, 26/12/2017)

 

Sono stati rilasciati sei degli italiani fermati in Slovacchia in relazione all’omicidio del giornalista Ján Kuciak

Sono stati rilasciati sei dei sette italiani che erano stati fermati in Slovacchia per l’omicidio del giornalista Jan Kuciak. Repubblica ha scritto che «i sei italiani sono stati rimessi in libertà intorno alla mezzanotte. Uno di loro è stato portato in ospedale per dolori al petto e poi dimesso». Sempre Repubblica ha scritto, citando il sito di notizie ceco tvnoviny.sk, che «è probabile che verrà rilasciato anche il settimo italiano arrestato».

(POST sabato 3 marzo 2018)

 

La ‘ndragheta

(N.d.r. Sintetizzo: sono stati scritti libri e riassumere è molto difficile. Cito solo alcune notizie fino al al 2008 per dare modo di capire di quale fenomeno stiamo parlando. Fenomeno criminoso mondiale che tuttora esiste. Nell’omicidio di Ján Kuciak, in Slovacchia si ipotizza la presenza della ’ndrangheta)

La ‘ndrangheta nasce come mafia di tipo rurale; la fanno risalire al settembre del 1861. In Calabria la ‘ndrangheta sarebbe nata come filiazione della mafia siciliana favorita dal confino di polizia cui venivano sottoposti i mafiosi siciliani trasferiti in Calabria. La mafia, come la ‘ndrangheta, si caratterizzarono sempre dal controllo del territorio che costituisce, anche ai nostri giorni, una caratteristica di questa particolare associazione criminale. Il 17 settembre 1955, in un articolo del Corriere della Sera, Corrado Alvaro identifica per la prima volta la mafia calabrese col nome di ‘ndranghita. In questo periodo le cellule dell’organizzazione assumono una struttura familiare, basata su legami di sangue e cominciano anche le sue prime attività illecite nel nord Italia. Dal 1963 fino alla fine degli anni settanta la ‘ndrangheta utilizza come metodo per racimolare denaro il sequestro di persona. Vengono effettuati 456 rapimenti di cui 158 in Lombardia, 128 in Calabria, 64 nel Lazio, 39 in Piemonte e 26 in Toscana di cui un terzo riconducibili alla malavita di matrice calabrese. Nel 1975, con l’omicidio di Antonio Macrì (N.d.r. noto anche informalmente come u Zzi ‘ntoni, è stato un mafioso italiano. Capobastone della ‘ ndrangheta calabrese e capo dell’omonima cosca.), scoppia la prima guerra di ‘Ndrangheta, che mieterà circa 300 vittime. La seconda guerra di ‘Ndrangheta scoppia nel 1985 e termina nel 1991 e farà circa 700 morti. La guerra scoppiò perché le varie ‘Ndrine, (N.d.R. ‘Ndrina è sinonimo di cosca malavitosa, è gestita in prevalenza da una famiglia che controlla un particolare territorio come un paese o un quartiere di una città) che erano totalmente indipendenti l’una dall’altra, non avevano trovato un accordo per lo sfruttamento degli enormi capitali accumulati. La pace si trovò nel 1991. Tra gli anni ottanta e novanta la ‘ndrangheta entra nell’affare dei rifiuti tossici. Si parla delle scomparsa di motonavi, Nikos(1985), Mikigan (1986), Rigel (1987), della Anni (1989), della Marco Polo (1993), e della Koraline (1995). Il 6 ottobre 2008 si viene a conoscenza dello smaltimento di 178mila metri cubi tra Brianza Seregno, Briosco).

La ‘ndrangheta costituisce quindi un’organizzazione altamente competitiva e orientata alle attività criminali che investono ambiti territoriali nazionali ed esteri. L’elevata potenzialità criminogena è da ascriversi anche alla capacità di tessere una ragnatela di rapporti con il mondo imprenditoriale e delle istituzioni nel tentativo di influenzare sempre più il regolare svolgimento delle relazioni sociali. Tale linea organizzativa si osserva prevalentemente nella persistente minaccia di infiltrazione nel comparto degli appalti pubblici, adottando dirette competenze imprenditoriali al fine di intercettare i finanziamenti erogati e legittimarsi nei contesti economico-produttivi di interesse. Omissis. La strategia mafiosa adottata per rinnovare gli interessi illeciti delle organizzazioni locali e per limitare i danni derivanti dall’azione di contrasto è indirizzata al consolidamento della propria proiezione in ambito internazionale, favorita dalla globalizzazione dei mercati criminali, con la conseguente instaurazione di interrelazioni con altre organizzazioni mafiose nazionali e transnazionali, che si estrinsecano in uno scambio di servizi volto, da un lato, alla conduzione di traffici illeciti (stupefacenti) e, dall’altro, al riciclaggio dei capitali e al controllo dei grandi appalti. Il risultato di tale processo evolutivo porta i gruppi ‘ndranghetisti a essere tra i più pericolosi a livello mondiale.

(Wikipedia, Calabria mia)

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