Bravo, Signor Juncker!

Set 26 • L'opinione, Prima Pagina • 513 Views • Commenti disabilitati su Bravo, Signor Juncker!

Rolando Burkhard

Rolando Burkhard

„Juncker vede l’UE in crisi esistenziale“ dicono gli odierni (14.09.2016) titoli di stampa. Cosa che il presidente della Commissione UE sa da tempo, l’ha detto oggi chiaramente nel suo discorso sullo stato dell’Unione. Finalmente. Era ora! La sua banale ammissione non sorprende ormai più nessuno in Europa. Solo gli integralisti dell’UE svizzeri credono rimbecilliti nell’Unione e vogliono rendere il nostro paese simile all’UE.

 

In effetti, il progetto CE degli anni ’50 era ben pensato. L’idea appariva convincente. Solo che poi ebbe il sopravvento una manciata di tecnocrati megalomani non legittimati democraticamente che affossarono completamente il progetto.

 

Si cominciò con l’acritica e accelerata acquisizione di paesi membri ben lungi dall’essere idonei alla CE/UE (per puri motivi di prestigio). Seguirono poi gli scandalosi compromessi economici sull’osservanza delle norme UE. Poi fu la volta di quell’aborto che è la moneta unitaria “Euro”, della disastrosa politica della Banca centrale, del fallimento del sistema Schengen, dell’arroganza della Corte di giustizia dell’UE e dalla débâcle dell’accordo di Dublino sui rifugiati, tanto per citare solo alcuni dei parecchi disastri.  

 

Sì, perché per continuare in qualche modo a stilare la lista dei disastri dell’UE, bisognerebbe anche aggiungere la quantità di norme totalmente inutili imposte a tutti gli Stati UE in campi del tutto secondari con relativo dispendio burocratico, il completo controllo delle sovranità degli Stati membri, nonché lo sconcertante deficit democratico esistente nell’Unione europea. Praticamente da nessuna parte in Europa il popolo ha potuto dire la sua al riguardo. E laddove è successo, ha perlopiù votato contro l’UE. Brexit insegna!

 

Certo, noi in Svizzera, quali non membri dell’UE, potremmo riderci sopra ed essere felici di non far parte – grazie alla chiara volontà popolare (e non per volere della nostra élite politica) – di questo Crash-Club. Ma è ben lungi dall’essere così! I nostri politici della Berna federale continuano a intraprendere di tutto per trasbordarci, con scialuppe di salvataggio, dall’affidabile “MS Helvetia” al naufragante “Titanic”.

 

L’esempio più attuale (fra molti) è la recente decisione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-CN) concernente l’applicazione dell’articolo costituzionale 121a sull’immigrazione, votato dal popolo a seguito dell’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa. La CIP-CN ha semplicemente ignorato tutte le esigenze dell’articolo costituzionale e cercato, con una proposta assolutamente scandalosa, anticostituzionale e sprezzante della volontà popolare, di spianare la strada agli Euroturbo e creare un ponte verso l’UE.

Ma nella vita succede spesso ciò che meno ci si aspetta! L’UE, secondo certi documenti interni, non solo ha respinto sprezzantemente la proposta dei suoi sostenitori svizzeri – che peraltro si sono superati per servilismo – e insiste su un accordo-quadro (il che significa giudici stranieri).

 

L’UE ha così rifiutato il tentativo di salvataggio di quel ponte, peraltro già traballante e praticamente ormai impercorribile, fra CH e UE e l’ha anzi distrutto. Ciò non sorprende. Perché l’UE si trova in una situazione disperata (la crisi esistenziale di Juncker), in una battaglia difensiva autodistruttiva. Paragonabile alla Wehrmacht tedesca che, durante la seconda guerra mondiale, in una situazione bellica senza più via d’uscita dopo lo sbarco degli alleati, dietro ordine di Hitler, cominciò a far saltare i suoi ponti per almeno ritardare la marcia del nemico. Nel caso di Remagen, riconosciuto storicamente come determinante per l’esito della guerra, ciò oltretutto non bastò, perché l’esplosivo innescato per la distruzione del ponte era troppo debole, per cui rimase in piedi e gli alleati lo poterono passare. E, presto o tardi, passeranno anche i critici dell’UE, nella loro lotta contro l’establishment dell’Unione. Per il momento sono tacciati di “populisti di destra”. Ma ciò cambierà ben presto. Domani saranno “democratici”.  

 

Francamente io che, grazie a Dio, sono situato sano e salvo sulla parte svizzera del fossato che ci separa dall’UE, sono ben felice della decisione di quest’ultima di distruggere il ponte. Perché ciò crea un presupposto chiaro per i futuri rapporti fra la Svizzera e l’UE. Grazie mille, Signor Juncker, almeno adesso sappiamo deve siamo. Il popolo svizzero lo sa da tempo. Speriamo che adesso lo capisca anche la Berna federale!!

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