Bonstetten in Ticino

Nov 16 • Prima Pagina, Sport e Cultura • 339 Views • Commenti disabilitati su Bonstetten in Ticino

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

In un interessante articolo, la WELTWOCHE ha recentemente rilevato che quale landfogto, Karl Viktor von Bonstetten, nobile bernese e scrittore illuminista, rese famoso alla fine del 18° secolo il Saanenland (regione di confine fra Berna e Vaud).  Testimone del suo tempo, raccolse le sue osservazioni in un libro «Briefe über ein schweizerisches Hirtenland» (Lettere su una regione pastorale svizzera, NdT). A questo si potrebbe aggiungere qualcosa: Karl Viktor von Bonstetten ha, talvolta in compagnia della sua amica Frederike Brun, visitato anche il nostro cantone. In Ticino veniva non come landfogto, ma come supervisore con il compito di sorvegliare i landfogti. In questa funzione, nel 1795 e negli anni seguenti, visitò i cosiddetti «Dipartimenti italiani», dunque il territorio dell’odierna Svizzera italiana, riportando le sue impressioni su carta. Erano gli ultimi anni del dominio dei landfogti svizzero-tedeschi, poco prima che Napoleone portasse un po’ di movimento nella nostra politica.  Nei tempi turbolenti, Bonstetten non riusciva più a redigere accuratamente le sue lettere – fuggì in Danimarca dove nel 1800 a Copenaghen pubblicò la sua avvincente descrizione del Ticino. Ciò che aveva visto a suo tempo a sud delle Alpi, costituisce ancora oggi un’affascinante lettura.

Attraverso strade pericolose, Bonstetten approda in Val Verzasca. Lì incontra delle donne che – secondo lui – appassiscono già durante la fanciullezza, a causa dei lavori troppo pesanti che devono eseguire. Gli irascibili e vendicativi uomini della valle portano sempre con sé un coltello con il quale si pugnalano a vicenda. Nelle abitudini alimentari, annota che gli uomini mangiano perlopiù assieme alla moglie e ai figli – qualcosa che è impensabile in altre valli ticinesi. Molto apprezzati sono la polenta, le castagne e il latte. Le patate sono mangiate ancora molto poco, perché si preferisce lasciarle ai maiali. In valle Onsernone assiste a un attentato contro il prete di Loco, un certo Broggini. Cerca di sapere perché la popolazione locale ce l’abbia così tanto con il suo prete: costui ha offerto in casa sua un pranzo in occasione della visita del vescovo, fatturandone il costo al comune. E fin lì, tutto bene. Senonché, al pranzo ha partecipato anche un parente del prete, e la lite è scoppiata perché il prete ha fatturato al comune un tallero anche per questo suo parente. Si tratta evidentemente di una spesa non giustificata. In Valle Maggia, con le sue molte rocce e terreni alluvionali, Bonstetten si sente circondato da morte e devastazione. Qui non vengono piantati alberi da frutto, perché apparentemente la frutta viene rubata prima che possa essere raccolta. Bonstetten trova ben poche parole di lode per la allora arretrata agricoltura ticinese. Anche il governo dei landfogti esce molto male dal suo giudizio. A Camedo attraversa il ponte di Ribellasca e può finalmente tirare il fiato: «Non appena raggiunto il suolo piemontese, si sente l’influsso di un governo migliore». Però, come cambiano i tempi!

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