Avvelenatori

Giu 3 • Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 147 Views • Commenti disabilitati su Avvelenatori

Dalla Weltwoche del 2 maggio 2019 l’editoriale di Roger Köppel

L’accordo-quadro UE contro gli «Svizzeri testardi»

Gli ambienti politici svizzeri dovrebbero definitivamente rinunciare all’ingenuo errore di crede-re che l’UE sarebbe interessata a delle relazioni bilaterali su un piano di massima parità. L’UE non è per nulla interessata a un rapporto d’uguaglianza con la Svizzera. Da quasi dieci anni, l’UE esige che la Svizzera che abbia la cortesia di subordinarsi al diritto europeo e ai suoi giu-dici. Lo strumento per arrivare a questa sottomissione è l’accordo-quadro che l’UE vuole im-porci esercitando una pressione sempre più forte.
I secondi fini di quest’accordo coercitivo sono noti e molto ben documentati. Quattro anni fa, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha definito la Svizzera in un’intervista un’«assurdità geostrategica». Un’«assurdità» è una cosa che non dovrebbe esi-stere, praticamente uno «scandalo», una «vergogna». Le esternazioni di Juncker sono state giusto un pelo più carine della famosa frase dell’ex-presidente iraniano Ahmadinejad che prometteva di cancellare Israele dalla carta geografica.
Juncker parla d’amicizia, ma gli amici non dicono dei loro amici che sono una vergogna o un’assurdità. Se lo fanno, allora non sono amici, bensì avversari, dei nemici che nascondono le loro vere intenzioni dietro frasi menzognere. L’amicizia di Juncker è una servitù imballata in un accordo-quadro, la cui non-accettazione da parte della Svizzera comporterebbe sanzioni e discriminazioni tutt’altro che amichevoli da parte dell’UE. Altrimenti detto, se non vuoi essere mio fratello, ti spacco la faccia.
Nella bocca di Manfred Weber, il tono è meno gentile e più sobrio che con Juncker. Il capo della CSU, un tipo molto diretto, è il candidato ufficiale del Partito popolare europeo alla suc-cessione di Juncker alla presidenza della Commissione europea. Weber ha recentemente pronunciato un discorso a un seminario di quadri. Ciò che ha avuto da dire a proposito della Svizzera non aveva nulla di una dichiarazione d’amore, nulla di molto Bavarese. Tendeva piuttosto a Bruxelles, alla Prussia e all’elmetto con la punta.
Secondo la Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, non sarebbe più disposto a tollerare il «ruolo particolare» della Svizzera. Approfittare di Bruxelles, imprecando costantemente con-tro Bruxelles, non sarebbe un atteggiamento accettabile. Si dovrà cambiare tono nell’UE nei confronti di «questi testardi Svizzeri».
No, le personalità alla testa dell’UE non sono interessate al proseguimento di relazioni bilaterali su un piano di parità. Non vedono la Svizzera come un amico, ma come un parassita oppor-tunista, che «sceglie à la carte». Sono infastidite dalle decisioni popolari che loro non con-vengono e che suscitano delle invidie nell’UE. Vogliono mettere la Svizzera sotto il giogo dell’UE e finirla con il «ruolo particolare».
Poco importa se noi troviamo giusta o sbagliata questa visione delle cose. Tuttavia, dovrem-mo prendere sul serio le intenzioni e le dichiarazioni degli alti funzionari europei. Essi non vo-gliono il proseguimento della «via bilaterale» su un piano di parità. Essi vogliono ordinare, mentre la Svizzera deve obbedire. Vogliono cambiare le cose, vogliono l’accordo-quadro isti-tuzionale.
Il Consiglio federale si convince, fa credere alla Svizzera che l’accordo-quadro dell’UE garan-tirebbe delle relazioni bilaterali alla pari. Il Consiglio federale afferma che l’accordo istituziona-le sarebbe nell’interesse della Svizzera. Che idiozia! O il Consiglio federale non prende sul serio Bruxelles, oppure vuol far passare le Svizzere e gli Svizzeri per idioti.
L’accordo-quadro esprime la volontà dichiarata dell’UE di eliminare l’«assurdità» politica in-carnata dalla Svizzera e di porre fine al «ruolo particolare». L’accordo istituzionale fa dell’UE il nuovo legislatore in Svizzera, e ciò su tutto quanto l’UE considera «rilevante per il mercato interno». Ed è l’UE che decide la «rilevanza per il mercato interno». Il mercato interno con-cerne tutto: imposte, immigrazione, legislazione relativa al mercato del lavoro, assicurazioni sociali. In caso di controversie, toccherà ai giudici dell’UE decidere. Se la Svizzera rifiuta di ottemperare, l’UE potrà imporle delle sanzioni.
Ciò non è mai successo dalla fondazione dello Stato federale, e neppure dopo la conquista della Confederazione da parte di Napoleone: il governo legittimo svizzero delega a una poten-za straniera il potere di sanzionare gli elettori svizzeri se votano diversamente da quanto s’aspetta la potenza straniera.
L’accordo-quadro non è dunque semplicemente un accordo di sottomissione e di ingerenza straniera. È, per giunta, un accordo punitivo. Esso stabilisce le regole in virtù delle quali, fa-cendo uso dei loro diritti democratici, gli elettori si espongono, secondo i criteri di una potenza straniera, a delle sanzioni.
Secondo i termini dell’accordo-quadro, chiunque partecipi a delle votazioni e non voti come vuole l’UE, viola il diritto, infrange le regole, agisce in maniera criminale. Con questo accordo-quadro, il Consiglio federale criminalizza il suo popolo sotto la pressione dell’estero. Hanno dunque perso totalmente la testa a Berna?
Sì, si tratta proprio di un complotto ordito contro l’elettore svizzero, contro la democrazia diret-ta. Un tempo, i consiglieri federali erano perlomeno franchi. Ammettevano che l’obiettivo degli accordi svizzeri con l’UE era l’adesione all’UE. Oggi pretendono, contrariamente alla verità, che l’accordo-quadro garantirebbe l’indipendenza, mentre il caso è esattamente inverso.
I medici di famiglia che prescrivono, con cognizione di causa, il medicamento sbagliato ai loro pazienti, perdono il diritto di esercitare. Gli avvelenatori politici non possono essere perseguiti dalla polizia. Bisogna fermarli nelle urne. Fintanto che ancora esistono!

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